Mafia e rifiuti: indagini alla Aimeri Ambiente, nel mirino dipendenti e funzionari

raccolta rifiuti 2' di lettura Senigallia 10/01/2013 - Non c'è pace per la Aimeri Ambiente, l'azienda di Rozzano che fino al 30 novembre ha gestito la raccolta dei rifiuti a Senigallia e nei comuni dell'hinterland. Un blitz della Dia nel sud Italia ha coinvolto comuni e società che gestiscono la raccolta dei rifiuti, tra cui la Aimeri, per sospette infiltrazioni mafiose.

E' stata rinominata Nuova Ionia l'operazione con cui gli investigatori della Dia giovedì mattina hanno acquisito atti e documenti in 14 Comuni dell'alto versante Ionio-Etneo della Sicilia orientale e in aziende specializzate nella raccolta di rifiuti. Tra queste c'è anche la Aimeri Ambiente, controllata da una società di Milano. Al momento risultano indagate 16 persone, tra amministratori e funzionari pubblici.

Sono stati emessi 27 ordini di custodia cautelare e fra i destinatari figurano anche esponenti del clan mafioso Cintorino e dipendenti dell'azienda Aimeri Ambiente di Milano, che lavorano nella provincia di Catania. Tra i mafiosi spicca il nome del boss Roberto Russo, 48 anni, ex responsabile operativo dell'Aimeri Ambiente, già detenuto per altri reati e ritenuto appartenente al clan Cintorino, vicino alla cosca Cappello-Bonaccorsi.

A Russo e ad altri tre presunti appartenenti alla cosca Cintorino è contestato il reato di associazione mafiosa. Provvedimento restrittivi per associazione a delinquere sono invece stati emessi per alcuni dipendenti dell'Aimeri Ambiente. Si tratta di Alfio Acquino, 60 anni, Francesco Caruso, 48 anni, e l'ex direttore per la Sicilia orientale Alfio Agrifoglio, 59 anni.

Dello stesso reato sono accusati anche Roberto Palumbo, 53 anni, responsabile tecnico della discarica di Sicilia Ambiente Enna, il coordinatore del sito di Val Dittaino, Gaetano La Spina, 44 anni, e un dipendente del Comune di Fiumefreddo di Sicilia e ex lavoratore dell'Ato Joniambiente di Giarre, Giuseppe Grasso. Agrifoglio, Russo, Palumbo, La Spina, Caruso e Grasso sono accusati anche di truffa aggravata e traffico di rifiuti.






Questo è un articolo pubblicato il 10-01-2013 alle 13:55 sul giornale del 11 gennaio 2013 - 9517 letture

In questo articolo si parla di cronaca, giulia mancinelli, rifiuti

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N.H. mascetti Ugo

10 gennaio, 14:44
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Per controllare le discariche c' è bisogno anche della partecipazione civile. Una leggenda metropolitana dice che arrivino camion a scaricare anche di notte. Noi non ci crediamo e per tagliare la testa al toro abbiamo chiesto al sindaco Matteo Principi e al presidente ASA Emilio Pierantonietti di rendere visibili a tutti le telecamere interne della discarica. Tanto più che il comune di Corinaldo ha appena rifatto il proprio sito internet. Aspettiamo ancora una risposta.

Torno a ribadire un concetto che ho evidenziato fin dall'inizio di questo nuovo servizio di raccolta differenziata.

Non ha senso che il Cir 33 NON GESTISCA direttamente il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti!! (considerato anche che tale Consorzio Intercomunale dovrebbe diventare, almeno così sembra, l'unico Consorzio di gestione dei rifiuti della Provincia di Ancona).

Perchè far intervenire un terzo soggetto del quale, di solito, si sa ben poco? Terzo soggetto che, quando va bene, ha sede a 200/300 km dal luogo in cui deve operare? Tutto questo genera un risparmio per i cittadini? Mi dispiace ma io non ci credo.

Secondo me c'è la massa critica per provare a gestire il servizio in-house. I Comuni e la Provincia di Ancona riflettano...

Quando segnalavo che qualche problema c'era mi sembra che non lo dicevo a vuoto; da qualche anno mi sembra di avere un sesto senso su questo argomento. Caricare di soldi inutilmente un servizio, specie se questi vanno in una unica direzione (Manutencoop, Aimeri, Rieco ecc..), fa attirare la malavita non c'è nulla da fare mentre se il CIR33 in primis si fossero impegnati per ridurre e disgregare il denaro sulla questione rifiuti di sicuro non sarebbe stato allettante per la malavita. Per fare questo l'unica soluzione è minimamente coinvolgere il cittadino facendo portare nell'isola ecologica con incentivo la carta, plastica/metalli e vetro lasciando a casa l'indifferenziato e l'organico. In questa maniera ci saranno più attori che lavoreranno dividendo ed ottimizzando i costi. Questo a mio avviso sarebbe stato il ruolo del CIR33 meritandosi lo stipendio che prendono. Gli incontri pubblici andavano fatti spiegando semplicemente al cittadino che in fondo quello che porterebbero nell'isola ecologica presidiata non è altro che l'imballo pulito della spesa che hanno fatto con la differenza che è meno pesante e ingombrante quindi più facile da trasportare. Questi imballi li ho pagati quando acquisto il prodotto e tocco con mano il recupero dei miei soldi portandoli all'isola. Sto dicendo cose stupide, semplici dove basta fermarsi un attimo e riflettere, ma sembra che chi decide per noi prenda i soldi per decisioni ancora più semplici ma COSTOSE aumentando il movimento di denaro specchietto per i malavitosi. Ai prossimi incontri pubblici che il CIR33 farà, se condividete con me parlatene e valutate le loro risposte...a me hanno risposto che così si hanno più posti di lavoro e che in fondo un euro al giorno, il costo medio del servizio, è sostenibile da chiunque.




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