Protesta studentesca contro i tagli, Mangialardi: 'Vicino a chi non si rassegna ad assistere al degrado'

Maurizio Mangialardi 2' di lettura Senigallia 04/12/2012 - Come sta accadendo nelle principali città italiane, anche a Senigallia gli studenti si mobilitano e, dopo il pacifico corteo dello scorso 24 novembre, occupano numerosi Istituti Scolastici.

Protestano contro i tagli all’istruzione contenuti nella legge di stabilità, contro l’aumento dei finanziamenti alle scuole private, contro una scuola pubblica che in Italia rende sempre più difficile esercitare il diritto costituzionale allo studio.

Sarebbe facile liquidare questi episodi come cicliche manifestazioni dell’esuberanza giovanile, come una sorta di sterile coazione a protestare.
E’ invece no, non è così.
Dietro alle manifestazioni delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi c’è qualcosa di più. C’è l’inquietudine di chi si sente scippato del proprio diritto non solo a vivere ma anche soltanto ad immaginare un futuro con un minimo di certezze.

C’è la rabbia di chi si accorge di essere sempre fanalino di coda nelle scelte e nelle risorse economiche assegnate dal governo centrale.
Ma c’è anche, a mio parere, una denuncia politica che abbiamo il dovere di raccogliere: nessuna efficace risposta alla crisi economica sarà mai possibile senza puntare con decisione sulla formazione dei nostri studenti, senza investire sulla loro preparazione secondo i dettami dell’economia della conoscenza.
Proprio per questo sono convinto che, più ancora che giudicare i loro comportamenti, sia necessario parlare con gli studenti, ascoltare le loro giuste ragioni cercando poi di tradurle in una concreta proposta politica innovativa.

Ed è proprio in nome di queste buone ragioni che come Sindaco di Senigallia ( pur ribadendo che le occupazioni non possono protrarsi all’infinito per non rischiare di diminuire la qualità della preparazione) mi sento vicino alle posizioni di chi non si rassegna ad assistere inerte al degrado della scuola pubblica ed intende lavorare per restituire ai giovani la speranza verso un futuro migliore sotto tutti i punti di vista.


da Maurizio Mangialardi
sindaco di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-12-2012 alle 16:20 sul giornale del 05 dicembre 2012 - 2030 letture

In questo articolo si parla di attualità, maurizio mangialardi, sindaco

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roberto

05 dicembre, 17:19
oltre alla protesta gli studenti hanno anche proposta per migliorare la qualità della formazione e della scuola in generale? oppure, come da 30 anni a questa parte, per gli studenti è solo un'occasione di saltare qualche lezione? a me pare che alla maggioranza degli studenti non importa un gran chè delle condizioni penose della scuola italiana, ma solo di arrivare il più facilmente possibile al titolo di studio!

Kit Utente Vip

05 dicembre, 18:39
...........pochi studenti sanno per cosa manifestano, la maggior parte non lo sà,.....è solo una bella occasione per non andare a scuola.

Studente

05 dicembre, 20:30
Gli studenti sanno, ed è proprio per questo che è in atto l'occupazione. Questa mattina, prima che tutto iniziasse, ci è stato chiesto di votare tra occupazione e autogestione, esprimere una preferenza tra le due: l'una un atto degli studenti, l'altra concessa dal preside.
Se si fosse trattato semplicemente, come dite, di perdere tre giorni di scuola, si sarebbe votato PRO AUTOGESTIONE, non PRO OCCUPAZIONE: il programma delle giornate sarebbe stato identico, con gli stessi laboratori, le stesse attività, ma con un motivo di essere differente. Per quanto l'autogestione possa essere una bellissima esperienza che finora il preside non ci ha mai concesso, il messaggio che l'occupazione manda è diverso: si tratta di far sentire la propria voce ai piani alti. Non considero credere e lottare per i propri ideali e per un futuro migliore una perdita di tempo.
Inoltre, i professori CI SONO. Ciò che non possono fare è andare avanti col programma: nessuno vieta loro, se la classe lo chiede, di chiarire certi argomenti o approfondirli. Anzi, è una buona opportunità per gli studenti più carenti.
Detto ciò, aggiungo che parlare di disinformazione non è del tutto corretto: possono esserci gli studenti ignari delle motivazioni di fondo, ma credetemi, si contano sulle dita di due mani. Se ne è parlato molto a scuola, in assemblea, e di nuovo anche questa mattina: i rappresentanti d'istituto hanno sempre esposto i motivi dell'occupazione chiaramente e nel modo più imparziale possibile, hanno differenziato bene l'occupazione dall'autogestione senza influenzare in alcun modo il pensiero di ogni studente.
Siamo preOCCUPATI per la nostra scuola.




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