Commercio in crisi. La Curzi, 'Parcheggi e zone pedonali non incidono'

3' di lettura Senigallia 23/09/2012 - La Spiaggia di Velluto vittima della crisi economica. Dopo la chiusura alla vigilia dell’estate di una decina di esercizi del centro, tra cui alcuni storici come Tarducci, Il Millepiedi, Sandra Calzature e Petrolati Calzature in via Chiostergi (mantiene solo il negozio in via Po), Senigallia vede ora abbassare la serranda di altri negozi storici come Piazza Boutique e Paperon Club.

Nonostante i grandi eventi e i saldi estivi, sempre più attività sono in seria difficoltà. Ad incidere sugli esercizi commerciali anche le spese di affitto e le tasse. “La crisi si sente. Il turismo e la gente c'è sia in città che nei negozi ma fa fatica a spendere- annunciano i commercianti del centro storico- Addirittura le vendite sono calate nel fine settimana. Un elemento significativo che deve far pensare visto che fino ad ora il week-end dava respiro alle attività”. “Inoltre l'assenza di parcheggi e le zone pedonali non aiutano- continuano- Senza considerare che in occasione degli eventi le strade vengono chiuse al traffico”. Concorde in parte l'assessore alle attività economiche Paola Curzi che tiene però a precisare.

“La crisi economica si sente e devasta il commercio dal 2008, in particolare il settore dell'abbigliamento- spiega- Tuttavia bisogna scindere le attività che cessano per le difficoltà economiche da quelle, come il Paperon Club, che chiude per il pensionamento del titolare”. La crisi c'è come il problema dei canoni di locazione elevati. “I canoni di locazione effettivamente sono onerosi e gravitano sui commercianti- conferma l'assessore- Gli affitti infatti, essendo in centro a scadenza di 6-8 anni, risalgono a quando la situazione era nettamente differente. Per questo le associazioni di categoria dovrebbero spingere i proprietari degli immobili a rivedere le tariffe per almeno due anni così da dare respiro ai commercianti e la possibilità di andare avanti”.

Al contrario i parcheggi e le zone pedonali non costituiscono un problema. “In un periodo di crisi si tende a risparmiare su tutto, anche sull'utilizzo del proprio mezzo- sottolinea Curzi- In molti preferiscono lasciare l'auto a casa tanto che si trovano parcheggi liberi in ogni momento della giornata”. E il futuro non sembra migliore tanto che l'assessore alle politiche economiche evidenzia le difficoltà per l'amministrazione a reperire risorse anche per coprire una buca lungo le strade cittadine. “Il problema non è dettato dai parcheggi e dalla riqualificazione di piazza Saffi con relative zone pedonali, che gli esercenti del posto hanno saputo sfruttare per organizzare eventi e accogliere la clientela- conclude- La crisi c'è ed inevitabilmente si sente. Resistono meglio i ristoranti e i bar ma riconvertire i negozi in attività di ristorazione come sta avvenendo è oneroso e preoccupante per il futuro. Senigallia è una valente zona turistica con chef internazionali che generano attrattiva ma la riconversione dei locali non può portare giovamento all'economia”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-09-2012 alle 08:03 sul giornale del 24 settembre 2012 - 3626 letture

In questo articolo si parla di attualità, Sudani Alice Scarpini, Paola Curzi

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Assessore lei scrive che "in un periodo di crisi si tende a risparmiare su tutto anche sull'utilizzo del proprio mezzo" tanto che come dice lei "molti preferiscono lasciare l'auto a casa".
Non le è venuto in mente che se oltre al prezzo esorbitante della benzina per muovere la macchina, voi fate pagare anche per parcheggiarla aggiungete come si dice "il carico da 11"?
Certo che poi i parcheggi sono vuoti!
E' come mettere un malato di polmonite in ghiacciaia.
Ma ci vuole la laurea in economia per capirlo?
E se sono vuoti i parcheggi lo saranno anche i negozi.

Il Comune su cosa risparmia?

Stefano 2

24 settembre, 07:24
Signora Curzi provi a non far pagare i parcheggi e farli più vicino al centro (non a ponte zavatti) e poi mi saprà dire se sono ancora vuoti.
Certo che adesso sono vuoti! Sono a pagamento!
Una domanda: lei ha mai visto un centro commerciale (nascono proprio in funzione del commercio) senza parcheggio?
Se si me lo indichi. Grazie

I titolari di questi negozi quanti anni hanno?
No perchè i nomi di questi negozi sono assai conosciuti da tempo e anche chi ci lavora non è più un giovincello!
Mio padre ha chiuso il negozio chiedendomi se volevo continuare la sua attività!
Un tempo questi negozi facevano il prezzo ora si devono adeguare al mercato se vogliono vendere.
Non parliamo del costo di affitto mensile....una follia!

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Francesco Giungato

24 settembre, 17:04
LA SITUAZIONE
1. La crisi economica mondiale ha ricadute evidenti anche sull'Italia e su Senigallia, con una contrazione inevitabile dei consumi a causa di una politica nazionale che penalizza i redditi individuali (stipendi, salari e pensioni), non intacca le rendite politiche dirette/indirette nè chiama ad una maggior contribuzione le classi abbienti.
2. La politica dei Comuni ha favorito il sorgere dei Centri Commerciali con una serie di facilitazioni atte a creare nuovi posti di lavoro. Tutto bene in situazione di economia in sviluppo. Dal 2000 negli Stati Uniti non si costruiscono più Centri Commerciali.
3. L'offerta commerciale è cambiata. I Giovani fruiscono sempre di più delle vendite on-line. Occorre che anche i Negozi tradizionali si aggiornino e guardino al futuro.
4. Il Centro Storico deve mandare messaggi chiari e di qualità. Chiari quanto agli orari di apertura, il più possibile uniformi per le aperture serali e domenicali. Ma anche per la qualità proposta, per il made in Italy, per la ricerca, per l'innovazione.
5. Diventa indispensabile che il Comune si faccia portatore della necessità immediata di creare un Consorzio Commercianti Centro Storico Senigallia (CCCSS).

PROPOSTA
La situazione ormai è di crisi seria, da emergenza, ed è necessario prevedere da parte dell’Amministrazione Comunale atti concreti in termini operativi e di idee per il rinnovo e lo sviluppo.
1. Appare indispensabile una visione d’insieme con operazioni immediate e verificabili subito come, ad esempio, creare il Town center manager, una figura di riferimento e di coordinamento delle politiche e delle strategie. Facendo un paragone, nei centri commerciali esiste un progetto, un investitore, un regolamento di condominio. In un centro storico, dove ci sono invece proprietà separate, funzioni pubbliche e private, diventa fondamentale coinvolgere la pluralità dei soggetti possibili. Il Town center manager è la sintesi di questa operazione di condivisione attorno a un’idea. La politica molte volte non riesce a guardare alla questione con una visione d’insieme: se il problema è dei commercianti, lo tratta l’assessore al commercio e secondo me è forse sbagliato, perché la soluzione, caso mai, va cercata nell’organicità della politica e nell’autorevolezza degli interlocutori.
2. Detassare - anche parzialmente - gli operatori commerciali come forma incentivante a rimanere nel centro.
3. I negozi chiusi - Sarebbe bello avere un luogo per la cultura dedicato ai giovani. A New York i negozi chiusi vengono usati gratuitamente dagli artisti, che vanno via quando il negozio riapre. Perché non farlo anche qui?
4. Cicche di sigarette - sparse ovunque, in questo favorite dallo stato del pavé. Trovare uno sponsor per aggiungere ai cestini dei rifiuti, sulla sommità, un posacenere.
5. Affitti - il Comune può effettuare una moral suasion nei confronti dei Proprietari dove, a fronte di un affitto ragionevole > il Comune contribuisce applicando una Imu ridotta per x anni.
6. Apertura nuovi Negozi - anche in questo caso il Comune può favorire il nuovo arrivato con una serie di facilitazioni a tempo. La misura conviene anche alle cassa comunali perchè > se il negozio resta vuoto > le casse comunali piangono.