Prostituzione e malavita: sulla spiaggia di velluto affari da 'paperoni'

prostituzione 2' di lettura Senigallia 21/08/2012 - Dopo qualche anno di relativa calma, il fenomeno della prostituzione su strada è tornato ad essere un fenomeno più che mai attivo. La maxi retata compiuta nel fine settimana dai Carabinieri della Compagnia di Senigallia diretti dal capitanto Lorenzo Marinaccio ha messo in luce una realtà che, seppure mai completamente sdradicata, per qualche tempo sembrava essersi sopita.

Ad essere controllate ed identificate sono state 19 ragazze, giovani e quasi tutte di nazionalità rumena e già note alle forze dell’ ordine perchè pregiudicate per reati contro il patrimonio e la persona. Dall'approfondimento dei dati in possesso, gli investigatori riescono ad avere un quadro piuttosto chiaro del fenomeno che orami ogni sera si ripete soprattutto lungo la stata adriatica tra Senigallia e Marina di Montemarciano. Il primo dato rilevante è la “migrazione” delle prostitute che hanno preferito la spiaggia di velluto alla riviera romagnola. Una scelta che sarebbe dettata dal mercato.

A Senigallia infatti la “domanda” sarebbe in crescita rispetto alla vicina riviera riminese. Ma non solo. Rispetto a qualche anno fa le ragazze vittime della prostituzione e del racket sarebbero una percentuale davvero minima. Dunque niente (o quasi più) giovani donne strappate dai paesi di origine con l'inganno e poi costrette a prostituirsi dalla malavita sulla strada quanto piuttosto una “scelta” consapevole. La quasi totalità delle prostitute che opererebbero sul territorio senigalliese, secondo gli inquirenti, non sarebbero preda del racket. Molte di loro, secondo quanto raccontanto dalle stesse, vengono in Italia, e in questo caso a Senigallia, principalmente dalla Romania e dall'Albania. Una volta sul territorio continuano a vivere e frequentare le loro comunità di origine (tanto che spesso non parlano italiano) e si avvalgono di una sorta di “protettori” cui verserebbero non tanto delle percentuali su ogni cliente quanto piuttosto delle quote. Molte delle ragazze identificate l'altra notte avrebbero dichiarato di guadagnare anche 500 euro a notte per un incasso anche superiore ai 12 mila euro.

Tutti proventi ovviamente in nero che consente a molte di loro un tenore di vita elevato. Alcune sono risultate infatti anche titolare di appartamenti e auto di grossa cilindrata. Sconcertante anche le dichiarazioni delle stesse ragazze che si sono vantate di quella che hanno definito a tutti gli effetti “un'attività fiorentissima”. Un fenomeno, quello che sembrerebbe tornare in auge a Senigallia, che seppure diverso per certi aspetti da quello di qualche anno fa, che non lascia la comunità indifferrente. Sia per chi la prostituzione la esercita, che per chi la utilizza. Ma non solo. Sebbene in questa fase non si parli di racket, la prostituzione è comunque sempre legata a più o meno grandi giri di denaro e spesso anche di droga.






Questo è un articolo pubblicato il 21-08-2012 alle 23:59 sul giornale del 22 agosto 2012 - 1525 letture

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