Ripe: si è spento il professor Giuseppe Martines, luminare della medicina italiana

palazzo augusti castracane 2' di lettura Senigallia 01/08/2012 - Si e spento martedì sera a Bari, dove presenziava ad un congresso internazionale, uno dei noti luminari della medicina italiana il professor Giuseppe Martines.

Nato a Bologna nel 1933 figlio d’arte, il padre professor Stellario Martines è stato uno dei caposcuola della Ginecologia italiana e fondatore dell’Unione dei medici chirurghi europei e la madre Maria Ratti tra le prime donne laureate in medicina e famosa pediatra e radiologa.

Il professor Martines era di casa nelle Marche da quando, alla fine degli anni cinquanta, a seguito del matrimonio con la contessa Maria Pia Augusti di Senigallia, aveva eletto a sua seconda residenza la famosa dimora storica del Palazzo Augusti Castracane a Brugnetto. Nel nostro territorio si era impegnato sia a livello medico scientifico creando il Centro Studi Coserba , con sede nel palazzo dalle 100 finestre , dove per due decenni affluirono i maggiori studiosi della medicina nazionale ed internazionale, sia nel campo politico tra le file della allora Democrazia Cristiana insieme agli amici Forlani Spacca e Perini aveva coordinato il partito.

Pioniere nel campo degli studi medici quando, negli sessanta a Ferrara, aveva aperto e diretto il primo centro di microscopia elettronica italiana compiendo con grande successo studi rivelatori sulla una delle malattie killer del secolo l’ateroscelorosi.

Martines nel corso della sua carriera ha ricoperto molti incarichi di grande prestigio, tra i primi, già negli anni settanta a far convenzionare le cliniche universitarie con struttura private sempre per il bene ed a favore del malato che consideravo sacro. È stato l’autore, come il membro più autorevole del CUN, della famosa riforma della facoltà di medicina con l’allora Ministro Falcucci.

Ha pubblicato centinaia e centinaia di testi medico scientifici a lui ed al suo gruppo di lavoro si devono innovative scoperte nel campo delle malattie cardiovascolari, nella metà degli anni ottanta si era trasferito in Abruzzo presso l’Università Gabriele D’annunzio a Chieti da dove, con grande slancio e forza, aveva e rilanciato la facoltà di medicina creando anche uno dei primi centri Farmacovigilanza nazionali.

Lasciata per raggiunti limiti di età la sua cattedra di Terapia Medica e non si era messo da parte ma anzi ha sempre proseguito, con la volontà e la passione di un giovane laureato, gli studi nel campo delle nuove farmacopee. Tuttora era direttore sanitario della più grande clinica privata del sud Italia a Lecce del gruppo Sansavini oltre che membro delle più importante società di medicina italiane. Alla soglia degli ottantanni è morto sul campo dedicando la sua vita all’arte di Esculapio.






Questo è un articolo pubblicato il 01-08-2012 alle 16:01 sul giornale del 02 agosto 2012 - 7126 letture

In questo articolo si parla di cronaca, redazione, palazzo augusti castracane, brugnetto di ripe, giuseppe martines

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da Flavio Vlentino riceviamo e pubblichiamo:

"Egregio Direttore, mi servo del suo giornale per esprimere le più sentite condoglianze alla Famiglia Martines. Sono un ristoratore della provincia di Lecce e ho avuto l'onore di ospitare il compianto Professore e la moglie, persone splendide e brillanti e capaci di trasferire le migliori emozioni. Mi sono cibato del loro sapere e della loro bontà. La prego Direttore non ho il loro indirizzo privato per essere vicino alla famiglia mi farebbe cosa gradita se riuscisse a comunicare questa mia mail.

Flavio Valentino La locanda della cupa San Pietro in Lama (LE)"

Luciano Mele

22 ottobre, 20:26
Sono uno dei tanti pazienti del professore e solo ora ho appreso, casualmente, della sua scomparsa. Anche a me piacerebbe che la mia testimonianza arrivasse alla famiglia. Mi ritengo fortunato di aver conosciuto il professore, il medico, l'uomo e anche l'amico con la passione comune per la fotografia. Un saluto, sperando che da lassù possa continuare ad interessarsi a noi. Ciao professore.

2° invio per errata mail

Luciano Mele

22 ottobre, 20:28
Sono uno dei tanti pazienti del professore e solo ora ho appreso, casualmente, della sua scomparsa. Anche a me piacerebbe che la mia testimonianza arrivasse alla famiglia. Mi ritengo fortunato di aver conosciuto il professore, il medico, l'uomo e anche l'amico con la passione comune per la fotografia. Un saluto, sperando che da lassù possa continuare ad interessarsi a noi. Ciao professore.




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