Perini: 'Registro unioni di fatto, tanti i dubbi'

Maurizio Perini 2' di lettura Senigallia 17/03/2012 - La proposta contenuta dall’ordine del giorno che sarà discusso nel prossimo consiglio comunale, suscita molti interrogativi e alcune preoccupazioni.

Innanzitutto la proposta – in maniera molto simile ad una recentissima pronunzia della Cassazione circa le unioni tra individui dello stesso sesso – premette che lo scopo non è quello di equiparare i diritti della coppia coniugata a quella di fatto; iniziativa questa che competerebbe al Legislatore visto il rischio di contraddire il dettato Costituzionale circa la prevalenza dei diritti della Famiglia fondata sul matrimonio. Tuttavia proprio la premessa dell’odg viene contraddetta quando più avanti si afferma che la iscrizione nel suddetto registro, consente in quanto compatibili, di beneficiare dei trattamenti concessi dall’Amministrazione alle coppie coniugate. Dunque – qui si concentra il rischio concreto al di là del pur importante fatto ideologico – allargando la platea dei beneficiari di servizi, finanziamenti e assistenza , lasciando invariate le risorse , le coppie coniugate che hanno inteso manifestare in modo giuridicamente rilevante le proprie responsabilità di fronte alla collettività, vedranno con tutta probabilità una riduzione di quanto ricevuto finora , che è comunque parziale rispetto alle reali esigenze aggravate dalla crisi economica.

Inoltre l’assenza di indicazione circa la presenza di figli e l’ipotesi che ad iscriversi nel registro siano anche coloro che convivono per ragioni di reciproca assistenza – si pensi ad esempio al caso anziano/badante conviventi – nonostante la rassicurante premessa e una impostazione che intende tutelare alcune nuove forme di bisogno, di fatto rischia, oltre che di porsi in contrasto evidente con il dettato Costituzionale, di indebolire i già scarni diritti e sostegni a favore della Famiglia composta da un uomo, una donna e dai loro figli. Altro problema non secondario è rappresentato dal modo attraverso cui tale convivenza – di almeno un anno e dunque risolvibile anche in maniera unilaterale – può essere manifestata. La semplice dichiarazione prevista risulta palesemente insufficiente, dal momento che per quanto previsto dalla norma sulla autocertificazione, questo tipo di stato non può essere appunto autocertificato, quindi alla dichiarazione dovranno necessariamente seguire dei controlli da parte della Autorità con conseguenti costi a carico della collettività. Pertanto, pur comprendendo l’intento sociale proveniente da una prospettiva comunque opposta a quei principi cattolici cui cerco di ispirare le mie scelte politiche, ritengo opportuno che tale ordine del giorno, venga ripensato, corretto ed adeguato almeno nelle risorse , lasciano invariate quelle a favore delle coppie coniugate.






Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2012 alle 15:32 sul giornale del 19 marzo 2012 - 3170 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, senigallia, maurizio perini, coppie di fatto, gruppo misto, registro

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Vivi e lascia vivere. Chi lavora e paga le tasse, deve avere tutti i diritti che spettano a chiunque lavora e paga le tasse.
Cosa siamo alla partitella "scapoli contro ammogliati"?
Il matrimonio non può essere un fattore discriminante in materia di diritti civili.
In sintesi, Maurizio, almeno tu che sei abbastanza giovane, non è forse il caso di seppellire questa idea obsoleta di civiltà?
Saluti.

Indubiamente la più meschina, becera, fuorviante, faziosa e bigotta argomentazione che si sia mai potuta leggere. Un diritto legittimo e umano viene ostacolato per motivi ECONOMICI..!

Un po’ come dire che la schiavitù è sbagliata, si, ma poi come si fa senza gli schiavi che sono tanto "utili" perchè lavorano gratuitamente e si risparmia parecchio sulle spese..?
Roba da pazzi scatenati..!

Al vaglio nei prossimi giorni su iniziativa del PD le sette proposte di legge attualmente in Commissione Giustizia alla Camera, tra le quali:
I Di.Do.Re., “ipotesi minimalista” per concedere “diritti e doveri di reciprocità dei conviventi” sostenuta da una cinquantina di deputati PDL, capeggiati da Enrico Costa.
I PACS, di cui alfiere è Paola Concia, sostenuti da PD e IDV.
Quella dei Radicali che propongono il matrimonio, anche con affido e adozione.

La CEI già inizia a mettere le mani avanti, paventando rischi per la famiglia...E manda avanti Perini!...Mpf!

Paul Manoni

Enea, mi stupisci!

Chiedi al Sig. Maurizio Pierini di seppellire questa sua idea di civiltà obsoleta, ma forse non hai letto bene l'articolo.

Mi spieghi come fa a seppellire la sua idea di civiltà obsoleta, se si ispira ai principi cattolici per le sue scelte politiche? ;)

Sono proprio quei principi, che nessun primo ministro italiano oserebbe contrastare, che ci hanno tenuto ancorati al medioevo, ultimi e fanalino di cosa sulla questione dei diritti agli omosessuali.

In Europa, persino Sarkozy (destra francese) e Cameron (conservatori inglesi) sono a favore dei matrimoni tra omosessuali. Solo qui in "banana repubblic", ci tocca una destra omofoba, insieme ad una sinistra che si "imbarazza" anche solo a parlarne (vedi la presindente del PD Bindi).
In Francia, Danimarca, Olanda, Belgio e Germania, le unioni civili sono in vigore da decine di anni...A noi invece ci toccano i Giovanardi, i Gasparri, le Bindi, i Fioroni, i Casini, le Binetti e...I Pierini, che si pongono problemi economici prima di concedere dei diritti ai cittadini.

La Cassazione, in una sentenza depositata il 15 Marzo 2012, ha negato la trascrizione del matrimonio contratto all’estero da una coppia gay, aggiungendo tuttavia che una coppia di fatto, nell’impossibilità legislativa a contrarre matrimonio in Italia, ha diritto a vivere liberamente la propria condizione con PARI DIRITTI rispetto alle coppie etero.
Per vedere riconosciuto questo diritto, gay e lesbiche dovranno rivolgersi ai giudici comuni finché il Parlamento non provvederà a legiferare in merito.


La Cassazione evidenzia la necessità di rispondere alle istanze della minoranza LGBT italiana, dopo che il rapporto sulla parità dei diritti tra uomo e donna, presentato dall’eurodeputato Sophie In’t Veld e approvato dall’assemblea, ha chiarito che i governi dei Paesi membri NON DEVONO dare “definizioni restrittive di famiglia” al fine di negare diritti e tutele agli omosessuali e ai loro figli.
Inoltre, sempre in Europa è passata la richiesta alla Commissione di stilare proposte per il riconoscimento delle unioni gay tra gli stati membri che già le ammettono, ed anche quella rivolta al Consiglio europeo di “riaffermare il principio di UGUALE TRATTAMENTO senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale”.

Riassumendo:
Europa e società civile: 3
Perini ed i suoi "principi cattolici": 0

luca

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Commento modificato il 18 marzo 2012

Mamma mia, da come se ne parla pare che l'intera razza umana sia divisa tra etero e omosessuali in parti eguali, mentre invece i secondi sono un'estrema minoranza.
Non capisco tutto questo timore e spavento, come pure non capisco tutte queste "lotte ideologiche" pro o contro.
Sono daccordo a che due persone, anche dello stesso sesso, se vogliono condividere la loro vita lo facciano, ma con onori e oneri come tutti: basta che sotto ci sia un vero e forte sentimento condiviso, e non la semplice e furba convenienza economica.
Al momento ammetto di non saper decidere se dare loro la possibilità o meno dell'adozione, ma non vedrei bene la fecondazione assistita.

Esatto Daniele.

E' proprio per il fatto che si tratta di una stretta minoranza, che questa va tutelata e non discriminata. E' previsto dalle democrazie di tutto il pianeta, la tutela delle minoranze.

Stando a come scrive il Perini, sembra che dall'istituzione di questo registro, la Polizia Municipale senigalliese sarà costretta ad eseguire ispezioni porta a porta per verificare la legittimità dei "MILIONI" di autocertificazioni relative ai al registro.
Neanche fosse una sorta di "psico-poliza" da sapore tutto Orwelliano.

D'altre parte era proprio Orwell che scriveva: "nella fattoria degli animali, tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più UGUALI degli altri". Perini sembra ragionare in tutto e per tutto in questo modo.

Io ritengo che vedere le unioni civili sotto il profilo dell'amore reciproco che possano provare due cittadini, indipendentemente dalle loro preferenze sessuali, sia utile a spazzar via qualsivoglia pregiudizio. AMORE quindi. Non sesso.
Solo chi vive la propria sessualità in modo morboso e malato, pensa prima a cosa possano fare sotto le coperte due individui, piuttosto che all'amore che provano l'un l'altro, o ai loro diritti.

Spero tanto che la mia città sappia contribuire a ripudiare l'omofobia e la sessofobia latente di questo paese, anche attraverso questo registro.

Il presunto "attacco alla famiglia tradizionale-naturale" da parete di questi diritti riconosciuti, e' in sostanza PRIVO DI FONDAMENTO.