Tredicenne violentata: Volpini, 'Pieno sostegno a chi ha il coraggio di denunciare'

fabrizio volpini 3' di lettura Senigallia 01/03/2012 - Si è costituita parte civile la famiglia della tredicenne che ha denunciato di aver subito violenza sessuale da parte di un amico di famiglia. E' stato un atto di coraggio quello compiuto dalla adolescente, per metà di origini cubane ma residente da tempo a Senigallia, che ha trovato la forza, insieme alla sua famiglia, di denunciare il suo aguzzino e mettere così fine ad un abuso durato per alcuni mesi.

La giovane, assistita dall'avvocato Stefano Mengucci, sarà tutelata quanto più possibile in tutte le fasi processuali anche se, il mancato riconoscimento del rito abbreviato da parte del giudice, ha consentito mercoledì l'inizio del processo. La tredicenne, avendo preso parte all'incidente probatorio, non comparirà mai in aula. La prossima udienza, fissata per giugno, infatti proseguirà con l'ascolto in aula della mamma della ragazzina e del pm e di due testimoni della difesa. Durante l'udienza dell'altro giorno la difesa ha puntato sulle dichiarazioni del presunto stupratore, un 34enne anche lui di origini cubane ma residente ad Ancona, secondo il quale la giovane sarebbe stata consenziente.

“A questa ragazzina e alla famiglia va tutto il nostro sostegno e un grande incoraggiamento -commenta Fabrizio Volpini, che come medico di famiglia e assessore ai servizi alla persona ha purtroppo anche a che fare con minori che hanno subito abusi- perchè hanno saputo sfidare anche il perbenismo dei pensanti denunciando l'accaduto anche sapendo che storia sarebbe in qualche modo uscita dall'anonimato. Da parte nostra c'è tutta la solidarietà possibile e siamo a disposizione per eventuale aiuti, anche a carattere di sostegno psicologica, di cui la ragazzina o la famiglia avessero bisogno”.

Una vicenda iniziata tramite Facebook, uno dei social network più in voga. Il 34enne, che conosceva la tredicenne perchè amico intimo dello zio, l'avrebbe “agganciata” più volte tramite Facebook in modo da conquistarsi la fiducia della minorenne. “Purtroppo i social network hanno trasformato in modo radicale le modalità e le capacità di relazionarsi -prosegue Volpini- se usati con oggettività e appropriatezza non sono sono di per sé dannosi ma se utilizzati verso soggetti deboli o a rischio, allora possono diventare strumenti anche molto pericolosi. Il consiglio per i genitori è quello di non lasciare utilizzare internet da soli ai propri figli, specie se piccoli o anche se adolescenti, anche se in questo secondo caso mi rendo conto che spesso il controllo sia più difficile”.

Dopo aver allacciato una frequentazione su internet, nella primavera del 2010, il cubano sarebbe riuscito ad attirare la ragazzina nel suo appartamento ad Ancona. Dopo averle fatto vedere alcune scene di un film hard, l'uomo avrebbe abusato di lei. Un abuso che si sarebbe consumato altre due volte. La seconda volta infatti il cubano avrebbe costretto la giovane ad un altro rapporto sessuale minacciandola di raccontare tutto ai familiari. La terza volta poi l'uomo avrebbe “intercettato” la tredicenne a casa di un'amica. Da Senigallia l'uomo l'ha così portata nel suo appartamento anconetano. La madre della tredicenne, saputo che la figlia non era a casa dell'amica ma che se n'era andata con il 34enne, subito si è precipitata ad Ancona. Inizialmente l'uomo sarebbe riuscito a nascondere la presenza della tredicenne rinchiudendola all'interno di un armadio. Una versione che non ha convinto la madre che ha continuato ripetutamente a telefonare alla figlia fin quando lei non è riuscita a rispondere rivelando che si trovava a casa del cubano. A quel punto la donna è tornata nell'appartamento ma stavolta insieme ai carabinieri che hanno arrestato il 34enne.






Questo è un articolo pubblicato il 01-03-2012 alle 23:55 sul giornale del 02 marzo 2012 - 950 letture

In questo articolo si parla di cronaca, fabrizio volpini, giulia mancinelli, violenza sessuale

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