Elettrodotto Fano-Teramo: Mangialardi, 'Il tracciato non passerà a Senigallia'

Maurizio Mangialardi 2' di lettura Senigallia 24/01/2012 - Senigallia si mette di traverso e dice no al passaggio dell'elettrodotto Fano-Teramo sul territorio comunale. E' una vera e propria battaglia ambientale quella che oggi il sindaco Maurizio Mangialardi annuncerà in Consiglio Comunale e per cui chiederà l'appoggio unanime dell'aula.

Il mega elettrodotto di 380.000 Volt progettato dalla Terna srl prevederebbe due percorsi alternativi che interesserebbero il comune di Senigallia. Un tracciato che passerebbe tra le frazioni di borgo Passera e Vallone, e un altro che toccherebbe la frazione di Filetto. Due ipotesi che ovviamente nei mesi scorsi ha fatto insorgere i residenti delle frazioni che hanno dato vita anche a comitati “no-elettrodotto”. Il primo cittadino aveva a suo tempo rassicurato sulla volontà di ostacolare il progetto. Una volontà che oggi dovrebbe essere formalizzata dal passaggio in Consiglio Comunale.

“Siamo assolutamente contrari a che l'elettrodotto passi nel nostro territorio -afferma il sindaco Maurizio Mangialardi- e l'intervento qui non si farà. La nostra posizione muove da ragioni ambientali e anche progettuali. Il tracciato dell'elettrodo è stato pensato tracciando una linea retta che va da Fano a Teramo senza tenere minimamente conto delle esigenze e della natura dei territori che andrebbe ad interessare”.

Il progetto della Terna srl, pubblicato sul sito internet dell'azienda, evidenzia le finalità dell'elettrodotto che sarebbero quelle di “ridurre le perdite di rete di 16 milioni di Kwh annui e 400 MW di capacità di generazione più sufficiente”. I vantaggi del nuovo elettrodotto sarebbero “168.000 di tonnellate in meno di Co2 l'anno e 160 chilometri di reti elettriche demolite”. Motivazioni che non placano affatto gli animi dei comitati e delle associazioni ambientaliste (tra cui Italia Nostra) che contestano il grave impatto ambientale dei tralicci di qualche decina di metri di altezza, i possibili effetti nocivi sulla salute degli abitanti in prossimità del tracciato, la svalutazione dei terreni e delle aree interessate dall'elettrodotto.

“Rifiutiamo nel modo più assoluto l'impatto ambientale che il tracciato dell'elettrodotto potrebbe avere nel nostro territorio che deve essere preservato da danni ambientali -prosegue Mangialardi- le nostre colline sono quelle del grande fotografo Mario Giacomelli e hanno un valore assoluto che deve essere preservato. Tra l'altro il tracciato non può essere accolto anche perchè si sarebbe dovuto ragionare su come limitare l'impatto ambientale interrando, ad esempio, dove possibile l'elettrodotto ma sarebbe servito uno studio specifico”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2012 alle 23:55 sul giornale del 25 gennaio 2012 - 2949 letture

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