Liberalizzazioni Monti: congelata la partita degli stabilimenti balneari

Enzo Monachesi 2' di lettura Senigallia 13/01/2012 -

Le liberalizzazioni annunciate dal Governo Monti fanno imbufalire i balneari. Sulla spiaggia di velluto la notizia dell'intenzione del governo di mettere all'asta le concessioni balneari ogni quattro anni ha scatenato un vero polverone. E a complicare la situazione anche il quadro di incertezza. Ieri infatti notizie contrastanti si sono succedute nell'arco della giornata.



Il primo sussulto è arrivato per la paventata bozza del cosiddetto decreto liberalizzazioni che il Governo si accinge a varare nei prossimi giorni che conterebbe un'apposita sezione dedicata agli stabilimenti balneari e alle relative liberalizzazioni. Si vociferava infatti che il governo Monti voglia chiudere la procedura di infrazione comunitaria adeguandosi al diritto europeo della disciplina delle concessioni demaniali marittime. Per fare questo però la soluzione per Monti è quella di mettere a gara le concessioni demaniali per un massimo di 4 anni. Un'ipotesi che ha fatto sobbalzare le categorie. In serata però è arrivata la frenata del Sib-Confcommercio con le rassicurazioni di Enzo Monachesi.

“E' dell'ultim'ora la smentita ufficiale dal parte del governo -annuncia Enzo Monachesi, presidente regionale del Sib-Confcommercio e membro del direttivo nazionale- in una nota il governo ha assicurato al nostro presidente nazionale Riccardo Borgo che nella bozza delle liberalizzazioni che sarà presentata nei prossimi giorni la parte riguardante gli stabilimenti balneari è stata cancellata. Questo anche perchè è stato fissato per il 23 febbraio il vertice tra il Governo, la conferenza Stato-Regioni e le quattro sigle sindacali di categoria per discutere dell'argomento". Una notizia dell'ultimo momento che non ha placato gli animi degli operatori di spiaggia che temono che la “mazzata” venga solo rinviata.

“Siamo esasperati. Solo quindici giorni fa Camera e Senato una legge comunitaria con cui si estrapolavano le concessioni balneari dalla direttiva Bolkestein rimandando alla legge quadro il compito di disciplinare la materia. Ora questa ennesima notizia sulle liberalizzazioni -commenta Giancarlo Cicciolini del Sib e titolare dei Bagni 160- se il governo ha una sua dignità non può cambiare idea ogni minuto”. Se le l'ipotesi della messa all'asta delle concessioni balneari venisse confermata per la spiaggia di velluto si aprirebbero scenari devastanti. “Con la messa all'asta delle concessioni nessuno investirebbe più nei propri stabilimenti balneari -aggiunge Ciccolini- la logica diventerebbe quella per cui il più piccolo soccombe al più grosso. E così i nostri stabilimenti andrebbero scomparendo in favore delle infiltrazioni di grandi gruppi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-01-2012 alle 17:38 sul giornale del 14 gennaio 2012 - 5787 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, enzo monachesi, stabilimenti balneari

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Ultima ora..., già ieri l'ufficio di gabinetto del presidente Monti, aveva smentito le indiscrezioni su tutto il pacchetto liberalizzazioni, con una nota ufficiale.

"Un problema all'anno" potrebbe essere questo lo slogan che accompagna l'essere bagnini a Senigallia e in Italia.
Alghe nel 88 che hanno fatto danni economici per almeno 3/4 anni, forte erosione perlomeno nel caso di ponente ora purtroppo a levante,piani degli arenili e varianti inadeguate e retrogadi varate negli uffici e solo poi discusse con l'operatore, aumenti del 300% dei canoni (proposte mai fatte in altri settori) ne salto tante altre e arrivo al odierna BOLKESTEIN che addirittura azzera ogni possibilità agli operatori di reagire compensare resistere.
Abbiamo creato con le nostre famiglie un indotto che va discretamente bene per tutte le città turistiche da decine di anni......perchè cambiare?, ma qualcuno si dimentica che in Italia le concessioni non si comprano ma l'avvio clientela si paga e le attrezzature anche, su tutto ci si sono pagate delle tasse tranquillamente per il fatto che c'era una certa garanzia da sempre.
Il vero problema sta forse nel fatto che nella commisione turistica europea come mi faceva notare il Presidente Assohotel non sanno nulla di quale sia la situazione unica dell'Italia visto che in questa ci sono norvegesi, tedeschi, ecc, ma neanche un italiano.

Tirassero via a prendere una decisione definitiva, se non altro uno, si regola di conseguenza.

Veramente, non se ne può più delle lamentele di questa sorta di imprenditori con le pezze nel sedere. Facciamo un attimo di chiarezza poichè è bene ricordare che la spiaggia è un bene demaniale, dunque di tutta la collettività, e tutti se lo vogliono dovrebbero avere la possibilità di poter gestire o proporre un'attività commerciale. Come? Come succede in tutti i paesi normali, partecipando ad aste pubbliche. Chi offre di più vince, almeno in tal modo lo Stato potrebbe iniziare a farsi pagare decentemente i beni che affitta ai privati (i canoni demaniali sono ridicoli nonostante gli aumenti sbandierati del 300%, poichè va valutato l'importo del canone non l'aumento).
Le concessioni ad oggi hanno una durata di 6 anni, rinnovabili automaticamente, i gestori denunciano loro gli introiti allo stato (con un'evasione stimata del 50%), e denunciano loro la superficie occupata dallo stabilimento sulla base del quale si calcola l'affitto che pagano.
Perchè mai uno dovrebbe vedersi rinnovare una concessione automaticamente di un bene che è anche mio? Se il bene è anche mio, voglio anch'io avere la possibilità di gestirlo. O no?
La festa è finita cari miei, e sulle ipotesi tragiche prospettate nel caso di messa all'asta delle concessioni, chi lo dice che l'offerta non potrebbe essere migliore? I tanto sbandierati investimenti non mi pare affollino le nostre cabine e lettini. Nel 90% dei casi si mantiene lo status quo, con rinnovamenti solo quando non se ne può fare a meno.
Se l'Europa ci multa per il mancato rispetto della sua direttiva (che l'Italia tra l'altro ha votato) chi la paga la multa? I bagnini?



Maurizio Battaglia

Commento sconsigliato, leggilo comunque

BAGNO 114

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Concordo con Stefano Fratini. E' ora di finirla con questi minimonopoli.
Sarebbe anche ora che la GF controlli meglio l'ammontare delle ricevute fiscali dei Bagnini che, come minimo, secondo quanto ho sentito in giro, si fanno un bel 40/50% di nero. Dal commercialista, tempo fa, un bagnino munito di iPhone, Suv ecc... alla richiesta del commercialista delle fatture di maggio/giugno rispondeva: "maggio e giugno non ho fatture, ha piovuto sempre, non ricordi, siamo stati sempre chiusi, non si è lavorato...." A pensar male spesso ci si prende in questi casi...

"Tassisti e orafi, redditi sotto i 16 mila euro

Gli esercenti degli stabilimenti balneari hanno un reddito medio annuo pari a 13.600 euro, i baristi di 15.800 euro

MILANO - I tassisti hanno un reddito medio annuo di impresa di 14.200 euro, gli esercenti degli stabilimenti balneari 13.600, i baristi 15.800, gli orafi 12.300. È quanto risulta dalle ultime statistiche fiscali sugli studi di settore pubblicate dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia".

Fonte: Corriere della Sera
Redazione Online
16 gennaio 2012 | 16:48

Dionisio, i bagnini col suv, con la casa in montagna, con con il motoscafo di lusso, ecc.., hanno altri introiti, oppure i buffi con le banche a non finire... Se sei convinto del contrario, ci vediamo, ti pago da bere, e mi dici chi sono questi paperoni di bagnini, che sono proprio curioso di vedere come farebbero a permettersi tali beni. Con questo, non voglio prendere le difese della categoria. Come in tutti i settori, sicuramente anche in questo c'è evasione fiscale. Però t'invito a non fare di un erba un fascio. In quanto alle liberalizzazioni, sotto certi punti di vista, potrei anche essere d' accordo con quanto detto sopra da stefano fratini. Tuttavia c'è da considerare un aspetto molto importante. Aspetto che è stato menzionato da altri 2 commentatori di questo articolo.
Molti bagnini hanno preso mutui onerosi, anche decennali, hanno firmato sulla propria abitazione, per poter comprare licenze, e poter apportare rinnovamenti al proprio stabilimento.
Mettendo all' asta questi stabilimenti, gli porti via la concessione, gli porti via il lavoro, dunque, queste migliaia di bagnini, come farebbero a pagare i mutui?

Ma perchè all'asta non possono partecipare anche gli attuali proprietari? Diciamo che non si fanno aste, allora sarebbe giusto un congruo importo per le concessioni, magari calcolate in base agli introiti, con studi di settore ben indirizzati e mirati. Ma questo è un discorso che vale, secondo me, per tutte le attività professionali. Non cerchiamo sempre un solo colpevole per la decadenza del nostro paese, l'Italia siamo tutti noi, governati da un branco de caproni, però siamo noi che permettiamo tutto questo. Forse, in fondo, ci sta bene così.

Certo che potrebbero partecipare anche gli attuali proprietari. Ma se andasse in porto il discorso liberalizzazioni, credo che i gestori attuali non avrebbero scampo.
Arriverebbero multinazionali, tipo Mc donald (tanto per fare un esempio, che si comprerebbe tutta la riviera, o peggio ancora, si temono le infiltrazioni mafiose. C'è chi dice, che ci sia già chi sia in trepida attesa, per spendere milioni di euro riciclati. Personalmente ho sentito parlare anche dell'interesse da parte di magnati russi e cinesi.
Staremo a vedere, sarà quello che dio vuole.




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