Bilancio: Battisti, dismissione del patrimonio pubblico e degli alloggi popolari

Soldi 8' di lettura Senigallia 21/12/2011 -

Martedì sera in Consiglio Comunale abbiamo assistito ad una tragedia, per i cittadini naturalmente, che, dopo la iniqua Manovra Finanziaria del Governo Monti, si troveranno a vedersi aumentate anche svariate tasse comunali. Nessun risparmio, nessuna sobrietà, nessun rigore: quei soldi si dovevano trovare e quei soldi si sono trovati, attingendo al 90% dalle tasche della popolazione di Senigallia (tranne forse la Tassa di Soggiorno) e dismettendo il patrimonio immobiliare (che è proprietà di tutti i cittadini, non esclusiva del Sindaco, anche se eletto democraticamente).



La novità sta nel fatto che la SEL a livello nazionale è contraria alla Finanziaria Monti e ha bocciato completamente la manovra perché tocca il portafoglio dei soliti noti. Secondo Vendola la Manovra è “di grande iniquità che si determina nello scaricare sulle spalle dei ceti medio-bassi il costo di un’opera di risanamento finanziario”. La Sel di Senigallia, incurante delle parole del suo leader, ha completamente ribaltato la situazione a livello locale e, dopo che il Comune (con il suo beneplacito) ha in precedenza aumentato le tariffe delle mense scolastiche, ieri ha votato un aumento dell’Irpef locale che sfiora i redditi alti e altissimi ma principalmente tocca sul vivo i redditi medi e medio-bassi (già vessati in abbondanza) e soprattutto ha votato senza battere ciglio l’aumento della Tassa sui Rifiuti Urbani (Tarsu) che aumenterà del 6% il prossimo anno. Il Partito Comunista d’Italia, anche egli rappresentato nel Consiglio Comunale, si può classificare non pervenuto come al solito, perché anche in questa occasione non ha mostrato nessun interesse nella difesa dei cittadini e delle classi meno abbienti, come del resto ha sempre fatto in questo anno e mezzo abbondante di inizio legislatura. Insomma, tutti a dire quanto è bella sta manovra comunale (noi invece diciamo che oltre le tasse non c’è nulla inteso nel senso dello sviluppo e della crescita).

Scrivo e sottoscrivo queste cose perché c’è stato un dato estremamente allarmante nella discussione di ieri del Bilancio 2012, che ci da la misura di quanto il centro-sinistra tutto ma in primo luogo la Città Futura sia totalmente e assolutamente asservita alle logiche di regime del Partito Democratico, in quanto non ha mosso ciglio e ha votato contro le nostre proposte (messe sul tavolo visto l’enorme aumento di tassazione a livello nazionale, regionale e locale) di cercare una risposta immediata nella costruzione di alloggi di edilizia popolare, considerato che sempre più famiglie non possono pagare più affitti o mutui e si trovano in uno stato di disperazione che sta raggiungendo dei limiti invalicabili.

Come Gruppi Consiliari di Partecipazione e Rifondazione Comunista abbiano presentato tre ordini del giorno, tesi a porre un freno alla dismissione del patrimonio pubblico immobiliare, che è diventato un cavallo di battaglia di questa amministrazione, incapace di governare i processi e le difficoltà in altro modo. E non abbiamo chiesto di non vendere se servono i soldi per fare cassa e aggiustare il Bilancio, ma abbiamo chiesto che la ex casa del custode di Via IV Novembre venisse venduta all’Erap, per ristrutturarla, magari ampliarla e farci delle case popolari (o in seconda istanza di venderla alla Provincia per dotare l’Istituto Scientifico Medi di una palestra o di ampliare le strutture per l’offerta didattica) . Abbiamo chiesto che la ex Scuola Materna di San Silvestro venisse messa in vendita all’Erap per poter permettere di adeguare l’edificio in tempi brevissimi, cambiare la destinazione d’uso e trasformarlo in case popolari. Infine abbiamo chiesto di non vendere il Musinf, il Museo dell’Informazione, uno dei palazzi comunali più importanti e di pregio della nostra città. La proposta in questo caso è stata quella di preservare il bene come pubblico e di destinarlo al suo scopo naturale, cioè quello di essere appannaggio e supporto del Teatro La Fenice o per lo sviluppo delle attività teatrali (perché con la cultura si mangia, a dispetto di quanto asserito da Ministri del Governo Berlusconi, che ora – il Cavaliere - è alleato con il Partito Democratico). In seconda istanza (ma non in subordine), abbiamo chiesto che lo stesso Musinf venisse venduto anch’esso all’Erap, in modo tale da permettere a famiglie che ne possedevano i requisiti e con pieno diritto di abitare in Centro Storico, ottenendo oltretutto lo scopo di far rimanere il bene pubblico.

L’Assessore Ceresoni si è tanto vantato di aver fatto un accordo con la Curia per costruire i famosi 37 alloggi degli Orti del Vescovo, situati in centro, proprio perché in questa maniera il fulcro della città sarebbe stato nuovamente abitato da famiglie normali e non da ultraricconi che si possono permettere di pagare abitazioni 4-5mila euro al metro quadro. Ma L’assessore Ceresoni come al solito dice solo quello che gli conviene, dato che gli alloggi dei suddetti Orti fra 25 anni (un tempo non così lontano) passeranno completamente in mano alla Curia Vescovile. E invece il palazzo del Musinf (sede del primo asilo di Senigallia) votando il nostro ordine del giorno sarebbe rimasto a disposizione della cittadinanza per sempre.
La prima asta per la Casa del Custode e la ex Scuola Materna di San Silvestro è andata deserta. Come successe in un recentissimo passato con il Parco della Cesanella, come succederà anche questa volta: i suddetti immobili insieme al Musinf verranno venduti ad un presso irrisorio rispetto a quello inizialmente pattuito, perché dopo qualche asta andata deserta saranno svenduti tramite trattativa privata a qualche noto personaggio locale. E quindi noi cittadini perderemo immobili preziosi senza neanche fare un’adeguata cassa.
Per concludere veniamo alle cifre sulle case popolari, in modo da capire il perché la nostra azione politica riguardo tale bilancio ha fortemente cercato (insieme alla proposta di rimodulare l’Irpef e la Tarsu per le classi meno abbienti) di trovare alloggi popolari, dato che la politica sulla casa (insieme a quella sul lavoro) deve essere centrale in questo momento.

LA FANTASIA AL POTERE: L’amministrazione di centro-sinistra dal 2000 circa (con più o meno gli stessi personaggi al potere, da Mangialardi a Ceresoni, subentrato poco dopo) aveva attuato un piano di costruzione di 400 alloggi nuovi tra case popolari, case a canone convenzionato e altre tipologie (come la recente autocostruzione al Cesano).
L’amministrazione di centro-sinistra nel 2010, in occasione della campagna elettorale del poi Sindaco Mangialardi, aveva ritirato fuori questo progetto (di cui fino ad allora non si era fatto praticamente nulla) impegnandosi nel quinquennio 2010-2015 a costruire questi alloggi. In discussione Bilancio, in una commissione di pochi giorni fa, l’Assessore Ceresoni è sceso a 311 alloggi in totale. Ieri il Sindaco, snocciolando qualche cifra a mente è arrivato a 196 alloggi in costruzione o che dovranno essere costruiti (mettendoci in mezzo anche l’autocostruzione, e quindi non si tratta solo di alloggi popolari). Nel 2015, secondo stime che ho tirato fuori incrociando i dati dell’effettivo stato di avanzamento dei lavori di questi fantomatici alloggi…grasso che cola se arriveremo a circa 130 nuovi alloggi non privati. Tra Sacelit, via Cellini, Ex Ipsia, Colonie dell’Enel ecc ecc il Comune permetterà di costruire 400-500 alloggi per ricchi..e quelli si faranno, statene certi.

LA REALTA’: La penultima graduatoria per l’assegnazione di case popolari c’era stata nel 2007: su 268 famiglie che il Comune aveva indicato avessero i requisiti per avere un casa popolare, sono state consegnate finora 29 case. Una vergogna.
L’ultima graduatoria per l’assegnazione di case popolari c’è stata quest’anno: le domande si potevano inoltrare il Comune fino ai primi di giugno 2011. Sono state esattamente 562 le famiglie che hanno fatto richiesta di un alloggio popolare. Sapete quante sono oggi (21 dicembre 2011) le case che il Comune ha a disposizione: 7!!!!!! Una vergogna.
Se su 562 famiglie anche solo il 60% avesse veramente i requisiti richiesti ( questa cosa si saprà a fine marzo), arriviamo a 340 nuclei circa… Con solo 7 case per ora disponibili.

I numeri e le cifre, come vedete, si commentano da soli. Se l’Amministrazione che governa questa città da decenni e ininterrottamente da 12 anni avesse avuto la lungimiranza di fare una vera politica abitativa-sociale, soprattutto in tempi di vacche grasse, non ci ritroveremmo ora in questa situazione drammatica dal punto di vista abitativo. E se l’Amministrazione tuttora non si chiudesse a riccio con la sua solita protervia e arroganza, forse qualche nostra proposta sarebbe stata ascoltata ieri e magari anche accolta. O magari almeno ci sarebbe stato un confronto. Invece nulla.
Evviva le tasse, evviva la dismissione del patrimonio pubblico ai privati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-12-2011 alle 12:01 sul giornale del 22 dicembre 2011 - 1344 letture

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Il problema è non solo di Senigallia, ma dell'intero Paese. Abbiamo una classe politica vecchia come mentalità ed obsoleta come modo di agire, abituata ad operare secondo schemi consolidati di perpetuazione del potere e dimentica del bene pubblico vero, dei cittadini in carne ed ossa, della Città nelle sue vere esigenze. E' necessario un ricambio vero, sia con Persone che abbiano una esperienza di economia reale e di problemi veri, sia di Giovani portatori delle istanze delle generazioni di oggi. Un patto fra generazioni che vogliano fare l'interesse della Città di Senigallia, con onestà, con trasparenza, con lungimiranza. Come diceva il compianto Monicelli è necessaria una rivoluzione vera nei modi di intendere e volere la cosa pubblica. Qui, a Senigallia come nel resto del Paese, la minestra è sempre quella della vecchia politica, riscaldata, ma sempre vecchia.