Dacia Maraini a Senigallia per un doppio appuntamento, l'intervista

dacia maraini 2' di lettura Senigallia 04/12/2011 -

Giunta a Senigallia per un doppio appuntamento, la presentazione del suo ultimo lavoro 'La grande Festa' e la rappresentazione teatrale di 'Viva l'Italia', la scrittrice, poetessa, saggista, drammaturgica e sceneggiatrice Dacia Maraini racconta a Vivere Senigallia se stessa e la sua arte.



Come è nata la sua passione per la scrittura?
"Sono nata in una famiglia di scrittori quindi la passione è stata naturale. Mio padre e mia nonna scrivevano, così a 13 anni ho iniziato occupandomi del giornalino della scuola. E non ho più smesso".

In una società tecnologica pensa ci sia ancora posto per la letteratura?
"Non sono contraria alla tecnologia purchè venga utilizzata con parsimonia e nel modo corretto. Non è nemica dei libri e della letteratura, non la distrugge, anzi, costituisce un metodo più economico e veloce per arrivare ai libri e alle biblioteche. Basti pensare all'I-pad".

Dal suo primo successo 'La Vacanza' all'ultimo 'La grande festa', ci sono state numerose pubblicazioni, tradotte in 20 paesi, e vari premi. Come è cambiato il suo modo di scrivere?
"Guardi, le dico la verità. Non faccio mai la critica di me stessa, lascio giudicare ai lettori e ai critici. Io scrivo per fantasia, passione e ispirazione tutto qui".

'La grande festa' è una riflessione sulla forza dell'essenza e del sentimento della fine: un mix di emozioni, una vita che va vissuta fino in fondo. Che consiglio si sente di dare ai giovani?
"Non bisogna avere paura della memoria, dei morti e dei ricordi anche più dolorosi e negativi. Rappresentano una parte della nostra vita che può costituire una guida per la vita futura. Bisogna vivere ogni situazione e momento con serenità".

Oltre alla narrazione, la sua carriera vanta numerose scritture teatrali. Quali emozioni prova nel vedere in scena i suoi lavori?
"Il teatro non si legge, si rappresenta quindi occorre preparare tutto molto bene. Servono buoni attori, tecnici e scene. Le emozioni sono soggettive per ognuno di noi. E per chi fa questo lavoro è importante ciò che viene trasmesso agli altri".

Che cosa racconta lo spettacolo 'Viva l'Italia'?
"Viva l'Italia è una rappresentazione storica vista da oggi. E' stato scritto negli anni '70 e parla delle difficoltà a creare l'Unità d'Italia. Mai come ora è di attualità. E' un'anticipazione sui tempi".

Non è la prima volta che viene a Senigallia, come si trova?
"Si non è la prima volta che vengo, mi trovo bene e noto che c'è grande passione e partecipazione. L'attenzione per la cultura e la storia c'è sempre e questo mi piace".






Questa è un'intervista pubblicata il 04-12-2011 alle 11:00 sul giornale del 05 dicembre 2011 - 690 letture

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