Romano: da Bruxelles a Senigallia, gli errori del governo si ripercuotono sull’intero Paese

Dario Romano 2' di lettura Senigallia 24/10/2011 -

Domenica a Bruxelles, ha avuto luogo il Consiglio Europeo. Poteva essere l’occasione, per l’Italia, di riprendere quota a livello internazionale. Invece, purtroppo, abbiamo assistito ad uno spettacolo politicamente indecoroso: la scena in cui il presidente Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel deridono il presidente del Consiglio è emblematica. Bisogna specificare che la situazione non è riferita al Paese: l’oggetto dell’ironia, infatti, non è l’Italia, bensì il presidente Berlusconi.



Come consigliere delegato alle politiche per l’Unione Europea, mi sembra giusto quantomeno criticare l’atteggiamento del presidente Sarkozy e del cancelliere Merkel, rei di essere mancati di rispetto alla nostra presidenza del Consiglio. E’ altresì vero, purtroppo, che bisognerebbe chiedersi come mai si sia arrivati a questa situazione. Oramai, a livello europeo ed internazionale, siamo ritenuti poco credibili: dalla politica, dai mercati (finanziari e non), dalla gente.

Lavorando a Bruxelles in questo periodo, sto toccando quotidianamente con mano tale situazione: ci sono moltissimi italiani che lavorano presso le istituzioni europee. Il problema sta nelle posizioni che ricoprono, poichè rispetto alla proporzione, nei ruoli chiave ci sono pochi italiani: questo fatto, purtroppo, ha conseguenze negative per il Paese. Quando si dice che l’Italia “non fa sistema”, concretamente ciò si traduce in leggi che spesso sfavoriscono l’Italia e il suo sistema produttivo: l’esempio della direttiva Bolkestein e le sue ricadute sul settore turistico-balneare italiano è illuminante. Pertanto, la mia critica rivolta al governo Berlusconi non riguarda la morale o le escort, di cui tanto si parla: ritengo più grave il fatto che PdL e Lega non siano stati capaci di varare qualsivoglia riforma strutturale, del quale il Paese necessita in maniera immediata. Ritengo più grave il fatto che per nove mesi (da novembre 2010 a luglio 2011) non abbiamo avuto un ministro per le Politiche Europee.

Il Comune di Senigallia e la sua amministrazione si stanno comportando responsabilmente, in questo contesto di tagli lineari e indiscriminati da parte della scure tremontiana. Nonostante questo, a causa del folle meccanismo del patto di stabilità interno, ci troviamo in una condizione paradossale: disponiamo di una buona liquidità, ma non possiamo pagare tutti i fornitori. Questo avrà delle inevitabili conseguenze sul piano dell’economia senigalliese, come purtroppo tutti possiamo immaginare. Mercoledì c’è in programma un altro Consiglio Europeo: il nostro governo dovrà fornire risposte credibili all’Unione Europea, perchè in caso contrario saremo costretti a prendere misure drastiche, al pari di quelle greche. E’ bene che i cittadini senigalliesi sappiano che l’immobilismo politico del nostro governo ci sta portando lentamente alla deriva: da Bruxelles a Senigallia, il passo è breve.


da Dario Romano
Consigliere Comunale Vivi Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-10-2011 alle 15:52 sul giornale del 25 ottobre 2011 - 1359 letture

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Pinco Pallino

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Al consigliere Romano chiediamo di informarci, in un prossimo consiglio comunale, da quali gruppi consiliari europei italiani è stata votata la direttiva Bolkestein, così osteggiata a livello locale da PD, IDV e PDL.