Libri & cultura: La guerra degli Scipioni

La guerra degli Scipioni 08/09/2011 -

Le preoccupazioni del professor Giovanni Scipioni incarnano le ansie e le difficoltà che possono quotidianamente occupare le giornate di un docente di scuola secondaria, alle prese con le difficili relazioni da instaurare sul posto di lavoro sia con i colleghi che con gli alunni.



Dietro l’immagine del protagonista si cela tutto un mondo – quello della scuola - in cui spesso si innescano dinamiche irrazionali e pratiche comportamentali apparentemente assurde – se viste dal di fuori – ma che in quel particolare contesto acquistano di significato. Ecco il primo valido motivo per cui il romanzo di Luca Rachetta La guerra degli Scipioni (L’Autore Libri Firenze, 2009, 75 pp.) è indubbiamente uno strumento valido per avere uno spaccato realistico della realtà scolastica, con i suoi innumerevoli personaggi e con le caricature ad essi inevitabilmente connesse. Così l’autore si cimenta in una presentazione caratteriale (e non solo) dei vari protagonisti di quella realtà, per permettere al lettore di cogliere dall’esterno le possibili problematiche del personaggio principale e degli altri, che a poco a poco vengono introdotti nel corso della vicenda.

La storia di Giovanni Scipioni, insegnante di lettere, inizia con il primo settembre, giorno canonico dell’annuale ripresa dei lavori scolastici, e con il duro contrasto tra caldo e relax estivo e avvio della routine autunnale. Ma non sono soltanto quelli relativi al lavoro i problemi che attanagliano l’animo del protagonista. Assieme ad essi si mescolano una serie di riflessioni che – tutte insieme - generano in lui una profonda crisi interiore, un bisogno di cambiamento che si esprime attraverso alcuni indizi piuttosto evidenti: innanzitutto già dalle prime pagine comprendiamo che nella sua vita di coppia qualcosa non funziona, dato che l’attenzione di Giovanni sembra proiettata – senza malizia per la verità – verso una sua collega, chiaro segno che qualcosa in lui è potenzialmente pronto a nuove esperienze; in secondo luogo il protagonista si trova inadatto anche ad affrontare il suo rapporto con la figlia adolescente, che lui non è in grado di capire e di gestire e che vorrebbe controllare spesso in maniera ossessiva, con tutte le conseguenti discussioni e incomprensioni che su tale questione sorgono anche con la consorte.

Ai problemi personali del professor Scipioni si mescolano anche le bizzarrie dei suoi due fratelli: Antonio, il più grande, in preda a continue pretese nei confronti dello stato e dell’amministrazione pubblica, ma senza alcuna capacità relazionale, e incline ad una sorta di devozione politica che lo vorrebbe condurre ad un impegno diretto, ma a volte poco aderente alla realtà e quindi privo di reale fondamento; Paolo, il più giovane, in preda invece ad una crisi di coppia per la quale – guarda caso – è necessario l’intervento del più assennato Giovanni. Ma la crisi del protagonista in realtà – nel tentativo di risolvere con maggiore o minore successo i problemi dei fratelli - non fa altro che dare vita ad una serie di situazioni paradossali, delle quali sembra risentire lo stesso Giovanni il quale, nell’aiutare gli altri due a trovare la loro strada, procede solitario nel suo percorso, alla cieca e senza validi supporti.

Nel ritrarre le vicissitudini familiari dei tre fratelli il romanzo si presenta quindi come una lettura agevole e conscia delle problematiche relazionali che possono instaurarsi all’interno di vari contesti sociali, quali la scuola, la famiglia, la società. Se da un lato si può attribuire all’autore una caratterizzazione forse troppo marcata dei personaggi, a volte apparentemente lontana dalla realtà, dall’altro bisogna riconoscere a Rachetta due meriti evidenti: riuscire a coinvolgere continuamente il lettore tenendolo insistentemente dentro la storia e dentro i pensieri dei protagonisti, e individuare (e problematizzare) in poche pagine le dimensioni principali della vita, quella affettiva, quella sociale, e quella lavorativa.







Questo è un articolo pubblicato il 08-09-2011 alle 18:37 sul giornale del 09 settembre 2011 - 9891 letture

In questo articolo si parla di cultura, iobook, Giovanni Frulla

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