Prota: oltre dieci ore di interrogatorio, l'appuntato resta in carcere

massimo prota 1' di lettura Senigallia 28/07/2011 -

E' stato un interrogatorio fiume, durato più di dieci ore quello iniziato mercoledì e proseguito nella giornata di ieri e che ha messo a confronto con il magistrato Massimo Prota, il carabiniere 35enne arrestato l'8 luglio scorso con le accuse di falso in verbali di arresto, peculato e cessione di droga, insieme al collega Simone Ubertini, ora gli arresti domicliari.

 



Il tribunale del Riesame ha rigettato l'istanza di concessione degli aresti domiciliari avanzata dall'avvocato di Prota, Stefano Drago. Per i giudici l'appuntato deve restare in carcere, a Montacuto. Intanto i verbali dell'interrogatorio fiume che Prota ha sostenuto davanti al procuratore capo Elisabetta Melotti e il sostituto Marco Pucilli sono stati secretati ma considerata la durata del confronto il carabiniere avrebbe deciso di rispondere a tutte le domande poste dai magistrati.

Oltre alle accuse già formalizzate nei confronti del carabiniere gli inquirenti devono fare chiarezza anche sull'ipotesi di corruzione avanzata per presunti legami fra il militare e l'imprenditore titolare di una ditta di soccorso stradale e al momento iscritto nel registro degli indagati.






Questo è un articolo pubblicato il 28-07-2011 alle 18:52 sul giornale del 29 luglio 2011 - 2201 letture

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