Piloni (IdV): vicini ai lavoratori fincantieri simbolo della lotta alla crisi

2' di lettura Senigallia 08/05/2011 -

Venerdì 6 Maggio migliaia di lavoratori sono scesi in piazza nelle più grandi città italiane, aderendo allo sciopero generale proclamato dalla CGIL. Anche ad Ancona precari, operai, studenti hanno manifestato la loro rabbia e indignazione verso un sistema che sta riducendo sul lastrico centinaia di famiglie.



Il corteo è partito da piazza Ugo Bassi e attraverso Corso Carlo Alberto ha raggiunto lo stabilimento di Fincantieri, simbolo della crisi locale (insieme al caso della Antonio Merloni). Qui i rappresentanti degli studenti, dei precari, degli operai e in ultimo il segretario generale Filctem CGIL Alberto Morselli hanno espresso il crescente disagio in un mondo lavorativo dove tipologie contrattuali assurde e ammortizzatori sociali insufficienti (se non inesistenti) rendono impossibile la stabilità e la possibilità di realizzare qualsiasi progetto per chiunque. Al centro delle richieste dei lavoratori l’aumento dei redditi per far crescere i consumi, la possibilità per le imprese di accedere al credito per far ripartire lo sviluppo, ed un sistema fiscale equo per un paese che, avendo il 45% delle ricchezze in mano al 10% della popolazione, di equo ha ben poco.

Noi dell’Idv Giovani Senigallia venerdì abbiamo preso parte al corteo al fianco dei lavoratori, per esprimere la nostra vicinanza e solidarietà verso tutti coloro che lottano ogni giorno per riuscire ad arrivare alla fine del mese. L’ultimo decreto legge del governo è l’ennesimo affronto a chi, già privato della possibilità di realizzare i propri piccoli progetti, viene privato anche della speranza e del futuro.

Noi dell’Idv esprimiamo tutto il nostro dissenso verso questo esecutivo che chiuso nelle sue stanze, per mesi ha pensato solo a salvare il presidente del consiglio dai suoi guai giudiziari invece di fronteggiare la crisi ed aiutare i cittadini. Un governo che invece di lavorare a provvedimenti per arginare il crescente degrado sociale di un paese che ha i salari più bassi d’Europa e il tasso di disoccupazione giovanile più alto, ha tagliato fondi all’istruzione e alla ricerca, ha approvato un federalismo-truffa che invece di ridurre la pressione fiscale incrementerà le tasse ed ha preso in giro tutti i cittadini con decreti anti-crisi e per lo sviluppo economico vuoti di contenuti.

Noi ci stiamo battendo affinché questa classe dirigente non usi la crisi come scusa per togliere i diritti ai lavoratori, e continueremo a combattere, come abbiamo fatto in questi mesi, per gli stessi obiettivi dei lavoratori: arginare il precariato, reinvestire nella ricerca, difendere i lavoratori e le imprese che vogliono continuare a produrre in Italia e attuare una politica industriale strategica e adeguata al difficile momento economico.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-05-2011 alle 17:36 sul giornale del 09 maggio 2011 - 709 letture

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