Per un ascesso inizia un calvario che la porta alla morte: denunciato un caso di malasanità

Genny Giuliani e Roberto Paradisi 2' di lettura Senigallia 29/04/2011 -

Va in ospedale per un ascesso ma inizia un calvario che l'ha portata alla morte. E' un presunto caso di malasanità quello denunciato dai familiari di una senigalliese di 78 anni, morta il 27 dicembre 2008, e finito ora nelle di Tribunale.



La vicenda inizia il 7 agosto 2008 quando la donna, che doveva di ottima salute, si reca al pronto soccorso dell'ospedale di Senigallia dove i medici non si accorgono dell'ascesso che la donna aveva in corsa e le diagnosticano una “febbre urosettica”.

La donna viene mandata a casa ma sta sempre peggio e tre giorni chiama il 118 dove la guardia medica conferma la diagnosi del pronto soccorso -racconta Roberto Paradisi, legale della famiglia insieme all'avv. Genny Giuliani- la situazione precipita l'11 agosto quando in ospedale refertano alla donna una meningite batterica e così viene trasferita all'ospedale di Macerata”. Stavolta però i medici capiscono che si tratta di un ascesso mascellare andato in infezione e la sottopongono ad un intervento chirurgico. La donna si salva ma accusa una tetraplegia e così viene ricoverata nella Rsa di Ostra Vetere.

“Il fatto più grave si verifica a nostro avviso il 29 novembre quando la donna viene trasportata in ambulanza all'ospedale per una risonanza magnetica -continua il legale- da quell'esame la donna esce con un grave trauma cranico e la frattura di una costola con l'aggiunta di un versamento”. A quel punto per la donna inizia un calvario che la porta alla morte il 27 dicembre. “E' successo che la donna è caduta, o in ambulanza o dal lettino della risonanza magnetica come confermato dalla perizia Ctu disposta dal giudice che dice che le lesioni potevano essere evitate con una adeguata sorveglianza -continua Paradisi- il fatto gravissimo è che della caduta non v'è traccia nella cartella clinica. L'Asur 4 in questi anni si è rifiutata di dare spiegazioni e soprattutto di incontrare i familiari della vittima, che ora chiedono la verità e un risarcimento”.

Con la deposizione in Tribunale della relazione del perito, si è passati alla fase di mediazione. Se le parti non troveranno un accodo, si andrà a processo.






Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2011 alle 17:55 sul giornale del 30 aprile 2011 - 2829 letture

In questo articolo si parla di sanità, cronaca, giulia mancinelli, senigallia

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