Gli assessori regionali e provinciali visitano i centri per l'impiego di Senigallia e Ancona

2' di lettura Senigallia 14/04/2011 -

Esaminare punti di forza e criticità dei servizi offerti dai centri per l'impiego in vista di una prossima riorganizzazione di queste strutture, più funzionale alle sfide poste dal mercato del lavoro.



Questo l'obiettivo degli incontri svolti giovedì mattina ai Ciof di Senigallia e Ancona dall'assessore al Lavoro della Regione Marche Marco Luchetti, accompagnato per l'occasione dall'assessore provinciale al Sistema formativo Maurizio Quercetti.

"È necessario prendere coscienza - ha affermato Luchetti - delle trasformazioni che si sono avute nel mercato del lavoro. Trasformazioni dovute non solo alla crisi economica, ma in generale alle mutate condizioni del lavoro che hanno inciso sia sulla struttura contrattuale sia sulla ricollocazione delle produzioni, che, come nel resto d'Italia, anche nelle Marche hanno determinato condizioni di difficoltà. Dunque, diventa fondamentale rendere sempre più aderenti i servizi del lavoro alle esigenze delle imprese e dei lavoratori. Fare ciò significa apportare modifiche efficaci agli strumenti odierni, soprattutto su due filoni: l'orientamento per chi si trova in condizioni di difficoltà, perché alla ricerca di un primo impiego o perché ha perso il posto di lavoro, e il potenziamento dell'incontro tra la domanda e l'offerta della manodopera".

"I centri per l'impiego - ha aggiunto l'assessore Quercetti - sono strutture che si trovano a fronteggiare in prima linea la crisi occupazionale prodotta dalla crisi economica. I numeri parlano da soli. Per quanto riguarda quello di Ancona, il più grande delle Marche con un bacino di utenza di circa 220 mila abitanti, solo nel 2010 sono stati eseguiti 6702 colloqui di orientamento, 10958 segnalazioni ad aziende richiedenti assunzioni, 5472 colloqui di preselezione, 146 mila comunicazioni aziendali obbligatorie". C'è poi da segnalare una modesta diminuzione delle iscrizioni alle liste di disoccupazione (le 7917 del 2009 contro le 7700 del 2010; - 2,74%) e dei lavoratori in mobilità (1562 contro 1412; -9,78%).

"Dati che restano comunque alti e preoccupanti - conclude Quercetti - e su cui è necessario intervenire anche andando a rivedere i servizi oggi offerti dai centri per l'impiego, le cui funzioni, rispetto a quando furono creati, oggi necessitano di una profonda revisione. Su questo c'è un impegno forte e condiviso tra Regione e Province".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2011 alle 16:29 sul giornale del 15 aprile 2011 - 686 letture

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