Confartigianato: 'Scende il fatturato l'emergenza sta diventando normalità'

giacomo cicconi massi 3' di lettura Senigallia 31/03/2011 -

Fatturato e utili in caduta libera con una forte riduzione degli investimenti. I dati più negativi, secondo il centro studi della Confartigianato, vengono dalle manifatture (-18%) e delle costruzioni (-17%). La crisi invece è meno marcata per le attività del terziario.



Tra i settori manifatturieri tradizionali si hanno forti riduzioni del fatturato per meccanica (-21 %) legno-mobile (-12 %) mentre si registra una crescita per l’ alimentare (+5%). Le piccole imprese artigiane stringono la cinghia, pur di tenere stretti i loro dipendenti. Ma senza ripresa anche la situazione occupazionale rischia di precipitare, con la chiusura di molte aziende e la perdita di lavoro per tanti addetti nei prossimi mesi. Il bilancio delle micro e piccole imprese dell’artigianato senigalliese, dichiara il segretario della Confartigianato di Senigallia Giacomo Cicconi Massi, è una lotta continua contro il rincaro dei prezzi e la mancata liquidità. Una situazione precaria che getta ombre sul futuro del bacino produttivo della Valli del Misa e del Nevola. Non si intravedono facili spiragli di luce e l’unica controffensiva è resistere. Le micro e piccole imprese artigiane, prosegue il segretario della Confartigianato di Senigallia Giacomo Cicconi Massi, rappresentano la base e il motore della economia territoriale. Un colpo inferto a queste fondamenta scuote e mette a dura prova tutto il sistema.

A dimostrazione di quanto sia fondamentale l’apporto dei comparti artigiani alla produttività senigalliese basti considerare che la percentuale di addetti ai mestieri artigiani in proporzione al totale dei lavoratori raggiunge una percentuale del circa 17%. La categoria che offre più lavoro è quella del manifatturiero (quasi 5 addetti per impresa), servizi e costruzioni impiegano circa 2 lavoratori per azienda. Le difficoltà che investono i comparti artigiani minano il quadro occupazionale. Il ricorso alla cassa integrazione straordinaria è aumentato, più del 15%. L’emergenza è diventata una condizione di “normalità” per molte imprese. Il ricorso alla CIG ordinaria e in deroga è in forte calo ma questa tendenza è frutto della riduzione del personale operata da diverse aziende. Il problema principale rimane l’assenza di liquidità causata dal ritardo nei pagamenti. Le aziende contoterziste devono aspettare mesi, talvolta anni, per ottenere il dovuto compenso. Di conseguenza: niente investimenti, spese insostenibili, tagli al personale.

Ora ad aggravare questo già delicato equilibrio concorre anche il generale aumento del costo delle materie prime. Confartigianato calcola che da gennaio 2010 a gennaio 2011 il prezzo delle materie prime nel senigalliese ha sfiorato un aumento del 33%. Frumento +73%, stagno +65,5%. Manifatturiero e alimentare i comparti più colpiti. Tali rincari aggravano la mole di spese che le aziende artigiane devono sostenere. Confartigianato chiede l’intervento delle Istituzioni con misure a sostegno della micro e piccola impresa e invita i consumatori a comperare prodotti locali così da far “ girare” l’economia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2011 alle 16:13 sul giornale del 01 aprile 2011 - 610 letture

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