Confartigianato: la pizza non si tocca, la chiusura dei forni a legna è solo rimandata

pizza 2' di lettura Senigallia 25/02/2011 -

Tra le prescrizioni previste all’interno del pacchetto dei divieti anti-smog è compresa una postilla che costringe pizzerie e panifici con forno a legna a fornirsi di un impianto di abbattimento delle polveri e filtri correlati. Secondo Confartigianato si tratta di un intervento dai costi sproporzionati e inutile al fine di ridurre lo smog. Il termine per adeguarsi è slittato al prossimo autunno, ma il problema rimane.



Forni a legna a rischio. Il provvedimento è stato solo rimandato ma il pericolo rimane. Confartigianato, dopo aver ottenuto l’importante risultato della concessione dei permessi temporanei di transito per gli artigiani in deroga ai blocchi alla circolazione anti PM10, torna a puntare il dito su un nodo rimasto ancora irrisolto. Tra le prescrizioni previste all’interno del pacchetto dei divieti anti-smog è infatti compresa una postilla che potrebbe costringere alla chiusura tutte le pizzerie o panifici dotate di forno a legna.

Secondo tale disposizione le attività che non si forniscono di un adeguato impianto di abbattimento delle polveri e filtri correlati devono chiudere o passare al forno elettrico. Per dare priorità alle misure di blocco alla circolazione il termine per ovviare a questo obbligo è stato posticipato al prossimo autunno, tra nove mesi, ma il problema rimane. Gli interventi richiesti per l’adeguamento dei forni alle direttive anti-PM10 comportano infatti una forte spesa e pizzerie e panifici sono micro attività generalmente non dotate di grandi risorse economiche. Inoltre il provvedimento non fa sconti per chi ha da poco aperto il proprio locale o ha appena rinnovato gli impianti: tutti devono adeguarsi.

Confartigianato giudica questi termini inaccettabili. Nel mirino le emissioni dei camini ma –secondo Confartigianato- non si può realisticamente pensare che i fumi emessi dai camini dei forni a legna, pochi e per di più non commisti a sostanze chimiche o plastiche inquinanti, siano una minaccia per l’ambiente. Per questo l’Associazione chiede alle Istituzioni di stralciare questa parte del provvedimento che va a totale discapito degli artigiani e non contribuisce in alcuna misura alla lotta contro le polveri sottili. Il comparto alimentare non va danneggiato: Confartigianato si schiera a fianco della categoria dei pizzaioli e dei panettieri per tutelarne il lavoro e la presenza sul territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2011 alle 16:46 sul giornale del 26 febbraio 2011 - 848 letture

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