L'arte su un muro, a tu per tu con Geos

Geos Michele Droghini 3' di lettura Senigallia 28/11/2010 -

“Ogni giorno vedo molta gente vivere nel grigiore e con gli occhi bassi. Disegnando un personaggio o una storia su un muro, faccio alzare gli occhi alla gente e la faccio sognare”, così il writer senigalliese Geos spiega la sua arte: una dimostrazione di come i graffiti non sempre sono un atto di vandalismo, ma una vera forma d’arte che strizza l’occhio anche alle problematiche giovanili.



Geos, all’anagrafe Michele Droghini, è un “writer” che ormai da vent’anni decora i muri di Senigallia e dei comuni limitrofi, con qualche incursione anche in terra umbra e straniera. “Decora” e non “imbratta”. I graffiti, infatti, sono una vera e propria arte: “per fare una distinzione bisogna capire prima di tutto la persona che dipinge. Il graffito è una forma di comunicazione che deve arrivare alla comunità intera. Per questo, per me la semplice scritta sul muro di una casa o di un negozio, non è da considerarsi un’arte in quanto solo la nicchia dei writers può capirla. I graffiti diventano forme d’arte nel momento in cui c’è un’organizzazione dietro; quando si prendono secchielli, bombolette, pennelli e “tappini”; quando si collabora con un ente; quando si coinvolgono tante altre persone; quando si scegli un tema comune e si dipinge per comunicare qualcosa alla gente. Il disegno è un mezzo privilegiato per la comunicazione, perché tramite un’immagine è più facile entrare nel cuore della gente”.

Ed è per questo che Geos da ormai vari anni prende parte a numerosi progetti rivolti in particolare ai giovani. Dal 1993, per esempio, l’associazione Le Bizzart della quale fa parte Michele, collabora con il comune di Senigallia per insegnare ai più giovani a dipingere e soprattutto ad evitare quelle strade pericolose che la cultura hip-hop –della quale il mondo dei graffiti fa parte – può spesso nascondere. “Ci rivolgiamo soprattutto ai ragazzi più disagiati e cerchiamo di insegnare loro ad essere prima di tutto più chiari ed onesti con se stessi e poi ad esprimersi tramite questa forma grafica, rispettando anche i luoghi sui quali dipingono”. Al momento, il progetto è portato avanti dal Centro Sociale Blubamara e dal CAG (Centro d’Aggregazione Giovanile), anche se, a causa della mancanza di fondi, questo potrebbe essere l’ultimo anno.

L’associazione Le Bizzart è poi la portavoce della campagna “Sballo Positivo” , progetto voluto dall’assessore alle Politiche Giovanili, Gennaro Campanile, ed iniziato lo scorso febbraio con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sul consumo responsabile dell’alcool. “Per quel che ci riguarda, io e gli altri ragazzi dell’associazione decoreremo dei pannelli con dei graffiti su questa tematica. Al momento ci stiamo lavorando: i lavori verranno poi presentati il 18 dicembre in Piazza Roma in occasione di una mostra”.

Altro che semplice “imbrattare” i muri. Dietro i graffiti ci sono temi ed obiettivi sociali che interessano tutta la comunità; dietro un graffito è spesso nascosto un messaggio che vuole essere diffuso a tutti; dietro ad un graffito ci sono persone con idee, progetti e voglia di comunicare con gli altri. “Basta solo volerlo guardare e comprendere”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-11-2010 alle 23:17 sul giornale del 29 novembre 2010 - 3026 letture

In questo articolo si parla di attualità, isabella agostinelli, geos, Michele Droghini

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