Assalto alla sede del PdL, IdV: 'Atto commesso da stupidi'

idv senigallia logo 3' di lettura Senigallia 15/11/2010 -

L'atto di vandalismo recato alla sede del Pdl Senigalliese, al quale va la nostra solidarietà, è da condannare senza se e senza ma come un atto stupido e incivile e perciò compiuto da degli stupidi. Proprio questo fine settimana, dalla Birmania, il premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi dopo sette anni di arresti domiciliari ci ha ricordato: “La democrazia si basa sulla libertà di parola”. E proprio per questo non prendiamo sottogamba l’accaduto: una pietra lanciata contro quella vetrina è come lanciare una pietra alla libertà di parola e quindi alla democrazia.



A differenza di altri, però, noi dell’Italia dei Valori non pensiamo che l’accaduto sia frutto di un particolare clima d’odio. Questo clima d’odio infatti nel Paese fortunatamente non c’è. Quindi non si tirino fuori le solite avvilenti storie di "un clima di tensione" e un clima d'odio, che non vi sono, provocato dalle fabbriche dell'odio verso il partito dell'amore. Se si vuole bene a Senigallia e a questo Paese, quando tutti sembrano perdere la testa bisogna mantenere la calma. E continuare a ragionare. Perché solo la forza tranquilla delle idee può davvero cambiare le cose, ricordando Norberto Bobbio, e quindi fare i giusti ragionamenti sulla vicenda e ricordare che la democrazia, l’educazione e il buongusto non tollerano la violenza, anche verbale, e gli incitamenti alla violenza. Un’autocritica va fatta da tutti, perché bisogna riflettere sul fatto che un presidente del Consiglio tornando dal summit del G 20 dalla Corea dica “al mio ritorno scatenerò la guerra civile” (dichiarazione al limite del codice penale), o insultare donne, omosessuali, attaccare a giorni alterni Rai e quotidiani, e anche che il suo fido Boss Leghista invochi i fucili e lo “scontro baionetta contro baionetta”, oltre propagandare xenofobia.

Stendiamo poi un velo pietoso per le dichiarazioni antisemite in Senato del Senatore Ciarrapico che dopo aver definito “rinnegati” (in perfetto gergo da rivista “La difesa della razza”) i finiani se ne è uscito con "Fini traditore, ha ordinato le kippah?", rincalzata, perché il bon ton non finisce mai, dalle barzellette antisemite e contro le donne, con bestemmia, del premier. Tutto ciò non può essere bollato come delle goliardate da Bar dello Sport su cui farci una grossa risata sopra. E tutto ciò non toglie neanche la gravità dell’atto vandalico e violento, deprecabile, stupido e commesso da dei cretini, subito dalla sede del Pdl. Perché nessuno può impedire né a noi, né al Pdl, di scrivere e dire quello che pensa o quello che sa. Battersi perché il Pdl, o chiunque altro, abbia il diritto di esprimere opinioni che non condividiamo, vuol dire battersi per la democrazia. E quindi noi siamo al fianco del Pdl che ha subito questa ingiustizia. Per poter tornare da subito a criticarlo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-11-2010 alle 15:57 sul giornale del 16 novembre 2010 - 467 letture

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