Ostra Vetere: il Psi sulle intitolazioni, 'Lo spettro di Craxi si aggira nella sinistra'

4' di lettura 27/07/2010 -

La decisione della Giunta comunale di centro-destra di Ostra Vetere di intitolare una via, una piazza o un luogo pubblico “all’On. Bettino Craxi, statista e Presidente del Consiglio dei Ministri, all’on. Giorgio Almirante, statista e parlamentare, e all’on. Ferdinando Tambroni, statista e Presidente del Consiglio dei Ministri” ha provocato la reazione negativa del Presidente regionale dell'Associazione nazionale partigiani italiani, che tuttavia dimostra di essere caduto appieno nella trappola provocatoria tesa della maggioranza comunale di Ostra Vetere.



Infatti, nulla accomuna le figure di Almirante e Tambroni a quella di Bettino Craxi, personaggi politici del tutto lontani dal leader socialista, se non altro da un punto di vista anagrafico. Almirante, segretario per lunghi anni del Movimento sociale italiano, non rinnegò mai il suo passato fascista e repubblichino. Tambroni è noto per il suo breve governo, dal 29 marzo al 19 luglio 1940, che ottenne una fiducia risicatissima grazie al voto dei missini, per ingraziarsi i quali autorizzò la convocazione del congresso nazionale del MSI a Genova. Contro tale decisione i cittadini genovesi scesero in piazza e vennero caricati dalla “celere”, con molti feriti e, nei giorni successivi, durante analoghi interventi della polizia vennero uccise sette persone a Reggio Emilia ed altre in Sicilia. Il governo Tambroni fu costretto a dimettersi, criticato anche dalla sinistra democristiana; gli succederà il governo presieduto da Amintore Fanfani che egli stesso definirà di "restaurazione democratica", dopo le proteste e le rivolte che avevano determinato la crisi del governo precedente.

Bettino Craxi invece è sempre stato un esponente socialista ed antifascista: dopo l'8 settembre 1943 la casa dei Craxi a Casasco diventa un punto di riferimento per famiglie ebree e per amici militari che fuggono in Svizzera per sottrarsi alle deportazioni nazifasciste. Dopo la Liberazione, il padre Vittorio, anch'egli socialista, è nominato viceprefetto a Milano, ed alla fine del 1945 diventa prefetto di Como. Craxi inizia giovanissimo ad impegnarsi in politica nel PSI e, a 24 anni, viene inviato a Sesto San Giovanni in qualità di responsabile del partito, a farsi le ossa in una "zona rossa", cuore di una classe operaia impegnata, in quel periodo, in dure lotte politiche e sindacali. A 26 anni, nel novembre del 1960 (l'anno del governo Tambroni) Bettino Craxi viene eletto per la prima volta consigliere comunale a Milano. Il rappresentante regionale dell'Anpi avrebbe dovuto limitarsi a sottolineare questa estrema lontananza tra due esponenti della destra e quello che è stato uno dei massimi leader della sinistra democratica europea. Al contrario, così come la Giunta di centro-destra ha voluto strumentalizzare la figura di Craxi per dimostrare come la sua scelta sia, per così dire, “bipartisan”, anche Nazzareno Re strumentalizza a sua volta l'episodio per inveire ancora contro la memoria di Craxi, bollandolo come responsabile del debito pubblico italiano e per aver elevato a sistema la corruzione.

E' fin troppo semplice ribattere che il debito pubblico del nostro Paese non è stato frutto dell'azione politica di Craxi, ma semmai ha avuto il suo maggior incremento durante i governi dell'astensione del PCI o delle cosiddette “larghe intese”. Per quanto riguarda Tangentopoli stiamo ancora aspettando la replica all'ultimo discorso di Craxi in Parlamento il 4 agosto 1993: “Per quanto riguarda il mio ruolo di segretario politico, io mi sono già assunto tutte le responsabilità politiche e morali che avevo il dovere di assumere, invitando senza successo altri responsabili politici a fare altrettanto con il medesimo linguaggio della verità...”. A questo riguardo, un esponente della sinistra comunista, Peppino Caldarola, riconobbe a questo discorso una profonda valenza politica:"Il suo testamento finale, quel discorso parlamentare dedicato a Mani Pulite, lo vede proteso a chiedere ai partiti uno scatto di autocritica e di orgoglio che avrebbe risparmiato all'Italia tante false rivoluzioni e tante sofferenze". Insomma, a differenza di quanto pensa il presidente dell'ANPI, antifascismo ed anticraxismo non sono sinonimi. Alfonso Maria Capriolo Membro della Federazione provinciale di Ancona del PSI


da Alfonso Maria Capriolo
Federazione provinciale di Ancona del PSI




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2010 alle 15:59 sul giornale del 28 luglio 2010 - 2086 letture

In questo articolo si parla di attualità, ostra vetere, psi, Alfonso Maria Capriolo

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A Ostra Vetere il sindaco Bello vuol titolare una via a Battino Craxi. <br />
Il sig. Alfonso Maria Capriolo ricorda che Craxi in Parlamento il 4 agosto 1993 si è assunto tutte le responsabilità politiche e morali (e quindi penali) che aveva il dovere di assumere, ma alle sue parole non sono seguiti i fatti: con la sua latitanza non ha onorato quelle dichiarazioni; né attenua le sue colpe il suo invito rivolto ad altri responsabili politici a fare altrettanto.- Di certo Craxi è stato condannato (latitante in Tunisia) con sentenza passata in giudicato a: - 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai;, e a - 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese..- Qui a mio avviso risiede la scandalosa ipotesi di intitolare una via a Bettino Craxi a meno che, per assurdo, la via venga titolata: Via Bettino Craxi (reo confesso e latitante)<br />

Commento modificato il 28 luglio 2010

Se un discorso alla Camera bastasse ad assolvere il Grande Latitante da ogni malefatta, allora io parlamentare assassino tangentista e stupratore mi preparo un bel sermone retorico e vedrai che riesco a convincere tutti.Ovviamente questo è sarcasmo :-)<br />
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P.S. Sottoscrivo quanto detto dal sign. Tonini Bossi.

Molto rumore per nulla. Le cerimonie di intitolazione di una via, piazza o spazio pubblico all’on. Giorgio Almirante, all’on. Bettino Craxi e all’on. Ferdinando Tambroni si faranno, come del resto sempre abbiamo fatto, e, naturalmente, sono tutti invitati. Parola di Sindaco.<br />
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In queste ore, dopo aver letto i tanti commenti dei responsabili e dei simpatizzanti dei partiti di centrosinistra sui blog, su facebook, sui quotidiani cartacei e on line, ho pensato, per un istante, di trovarmi catapultato, per magia, nei primi anni del dopoguerra, in quell’Italia divisa da rancore, odio e aggressività, in un’Italia e in un’epoca che certamente giustificavano certi comportamenti e certe reazioni. Poi, mi sono accorto, invece, di essere nel ventunesimo secolo, nel 2010, e, quindi, ho creduto di aver visto un film, una pellicola ingiallita dal tempo. Ho pensato al giornalista Giampaolo Pansa, autore qualche anno fa de “Il Sangue dei Vinti”, e ho capito che quel clima, quelle divisioni, quel rancore non è mai tramontato, ma aleggia, come uno spettro vagante, anche oggi.<br />
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Non posso rispondere a tutti coloro che sono intervenuti nel dibattito perché, sinceramente, non ne ho il tempo, ma, anzitutto, desidero rassicurare il Segretario provinciale del PD, l’amico Emanuele Lodolini, che la Giunta di Ostra Vetere ha adottato la delibera di intestare una via, una piazza o uno spazio pubblico a Craxi, Almirante e Tambroni in pochi minuti, senza distrarre o allontanare me e gli Assessori dalle esigenze del territorio e dal governo della città. Ostra Vetere è in buone mani ed è amministrata da una Giunta e da una maggioranza, che tutti i giorni progetta e realizza interventi e iniziative nei settori dei lavori pubblici, del sociale, della cultura, del turismo e della qualità urbana. Solo chi vuol far finta di niente non se ne accorge. Ostra Vetere è uno dei Comuni più attivi e vivaci della provincia.<br />
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Riguardo alle motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione ad intestare tre spazi pubblici a Craxi, Almirante e Tambroni, non credo ci sia nulla, per cui giustificare la decisione assunta liberamente dalla Giunta di Ostra Vetere. Ribadisco con chiarezza che si tratta solo di un atto legittimo, sul piano amministrativo, e lineare sotto il profilo morale. Nessuno ha pensato o pensa di riscrivere le pagine della storia perché ciò non ci compete. Come, credo, non competa a quanti siano intervenuti nel dibattito di queste ore. In Italia, ci sono strade e piazze intitolate, ad esempio, a Stalin, a Togliatti, a Che Guevara e all’Unione Sovietica, e ciò non ha creato tutto quel clamore strumentale e pretestuoso che si è notato in quest’occasione, nonostante questi personaggi abbiano avuto zone d’ombra e pagine negative legate al loro operato.<br />
Questa Amministrazione ha intitolato luoghi pubblici, solo per fare qualche esempio, a Giovanni Paolo II°, a Giorgio Perlasca, ai Caduti della Resistenza, ai Martiri delle Foibe, a Fabrizio Quattrocchi, ai Caduti di Nassiriya, Baden Powell, a San Francesco d’Assisi, a Carlo Urbani, a J. F. Kennedy e ad Agostino Peverini. E continuerà a farlo, qualora si presenti l’occasione, dedicando altre vie, piazze o luoghi pubblici a personaggi della storia antica, moderna e contemporanea locali, nazionali ed internazionali. Ricordo anche che Ostra Vetere, come tutti i Comuni italiani, ha vie intestate a Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci e Giuseppe Mazzini, e mai nessuno ha pensato di cancellarle o sostituirle.<br />
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Chi si indigna, che si sente offeso, chi grida allo scandalo, chi minaccia, a parole, atti di forza o rappresaglie contro la decisione di intestare vie a Craxi, Almirante e Tambroni, chi farnetica parole senza senso, cariche di rancore e odio, non ha cuore la verità, la storia, la libertà di pensiero e di opinione. Chi si nasconde dietro all’antifascismo militante, all’anticraxismo dell’ultima ora, chi sale in cattedra, pensando di dare lezioni di civiltà, di morale ed etica politica, chi fa volutamente confusione, chi prende posizioni strumentali e politiche, spacciandole per opinioni al di sopra delle parti, pensando di ottenere un po’ di visibilità mediatica visto che quotidianamente si nasconde dietro la paura e l’incapacità di dire qualcosa o di fare opinione, tutti coloro che si sono svegliati e scaldati, trovando nell’iniziativa della Giunta di Ostra Vetere un’occasione ghiotta per dimostrare che c’è ancora un popolo di sinistra, che pensa a sinistra e reagisce, dico solamente di mettersi il cuore in pace, di dormire sonni tranquilli. <br />
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Dico a loro di essere sereni. Dico a loro di rispettare la libertà, le opinioni e le decisioni altrui, di rispettare quella libertà in nome della quale essi difendono, a corrente alternata, quei valori che uomini e donne ci hanno donato anche con l’estremo sacrificio. Rispettino la storia e, soprattutto, non cerchino di riscriverla ed interpretarla solamente quando fa loro comodo. Rispettino i morti, da qualunque parte essi provengono. Non si può aver paura della storia, non si possono nascondere gli eventi che l’hanno costruita, non si può aver paura dei fantasmi. Non si può affermare, da una parte, di voler bene all’Italia e, dall’altra, dividerla per il solo gusto di farlo. Non si può ricercare la “pacificazione nazionale” e, contestualmente, incoraggiare l’odio, il rancore e l’aggressività ideologica.<br />
Il 2011 sarà l’anno, in cui tutti noi celebreremo il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Sarà l’anno, in cui l’Italia ricorderà, esaminerà e approfondirà con eventi, manifestazioni, convegni, seminari, pubblicazioni di libri e riviste, parate militari e programmi 150 anni della nostra storia, tutta la storia, nessun periodo escluso. 150 anni di luci e di ombre, in cui non mancheranno le polemiche, le prese di posizione da una parte e dall’altra, ma ciò che è importante e significativo è che queste celebrazioni siano l’occasione per cercare, come Popolo, quelle ragioni che uniscano, invece che dividano, una Nazione. A cominciare, magari, dalla ricerca di quella serenità e pax sociale per affrontare tutte le questioni, che attanagliano la nostra Patria. Ecco perché la città di Ostra Vetere avrà una via, una piazza e uno spazio pubblico intitolati a Giorgio Almirante, a Bettino Craxi e a Ferdinando Tambroni.<br />