Tranquilli (MLCS): i ciclisti sono i soggetti fragili della strada

logo MLCS 16/07/2010 -

Simone Tranquilli, uno dei fondatori del MLCS (Movimento Lento Ciclabile Senigalliese) commenta il giro di vite che la Polizia ha annunciato nei confronti dei ciclisti indisciplinati.



Lei è d’accordo sul fatto che i ciclisti siano tra le principali cause di incidenti nel periodo estivo come rilevato della stradale?
Non credo che questi dati siano attendibili: ad esempio qui sul lungomare il vero pericolo sono le automobili che sfrecciano a velocità elevate che davvero mettono a repentaglio la vita delle persone. Gli incidenti tra ciclisti non sono mai gravi, mentre negli incidenti che coinvolgono ciclisti e automobili soccombono sempre i ciclisti.
Dobbiamo partire dal presupposto che cilisti e pedoni sono il soggetto debole della strada e quindi vanno tutelati prima e meglio di tutti gli altri soggetti.

Quindi secondo Lei i ciclisti hanno il “diritto” di infrangere il codice della strada? Come ad esempio i sensi unici studiati per le automobili ed imposti anche ai ciclisti.
Secondo me si. Ci sono degli esempi lampanti di come un ciclista non può sosttostare a dei sensi unici. Ad esempio: ti trovi in Viale IV Novembre e devi tornare indietro, cosa fai, arrivi fino al Cityper, risali Ponte Zavatti, torni giù e fai le due rotatorie? È palesemente illogico: si perde tutta l'utilità del mezzo bicicletta facendo in questo modo.
È necessario un restringimento delle carreggiate ed un potenziamento delle piste ciclabili a doppio senso e separate dal resto delle carreggiate. Purtroppo questo a Senigallia è difficile da fare perché ci sono troppe automobili parcheggiate ai bordi delle strade. Il problema auto non è solo un problema di smog ed inquinamento, peraltro molto evidente, ma è anche un problema di occupazione di spazi. Le automobili, che sono delle proprietà private, occupano degli spazi pubblici pagando, a mio avviso troppo poco. "È come mettere il proprio divano in mezzo alla strada", commenta Grillo nei suoi spettacoli.
Altro discorso è la prudenza del ciclista, che a volte si comporta male o attraversa senza guardare. Non deve farlo, su questo siamo tutti d'accordo. Ma se partiamo dal presupposto che il soggetto debole della stada sia la macchina allora non c'è speranza.

Teme che controlli mirati ai ciclisti possano disincentivare l’uso della bicicletta a Senigallia?
Io temo di si. Soprattutto se ai controlli seguiranno delle sanzioni che finiranno con il contrastare l'uso della bicicletta che invece in una città come la nostra, pianeggiate, limitata come estensione territoriale e che non ha una buona rete di mezzi pubblici, rappresenta il futuro. E questo sia l'estate che l'inverno. In nord europa prendono la bicicletta tutto l'anno e sul lavoro hanno delle docce specifiche per chi va al lavoro in bicicletta.
Noi invece abbiamo una cultura autocentrica che l'uso dello scooter solo in parte riesce ad arginare. Lo scooter ed il motorino non abbassano il danno ambientale dal punto di vista dello smog, ma almeno limitano il consumo dello spazio.
Una domenica in cui per una gara ciclistica il lungomare è rimasto chiuso al traffico tutti si sono fasciati la testa. Quella domenica invece il Lungomare è stato uno spettacolo! Noi operatori turistici abbiamo lavorato di più delle altre domeniche, perché il lungomare senza auto è veramente bello e godibile. Il lungomare con le auto è maleodorante, pericoloso per i bambini che hanno pochi spazi e per i ciclisti. Io auspico un lungomare completamente pedonale, ovviamente deve essere servito da parcheggi e buss navetta altrimenti il lungomare sarà uno spettacolo, ma nel resto della città sarà un caos.

Secondo lei è giusto che i ciclisti siano multati al pari degli automobilisti?
No, i ciclisti sono soggetti deboli a tutto tondo. Spesso sono anziani, bambini, immigrati che non si possono permettere l'automobile. Bisognerebbe modulare la sanzione a seconda del mezzo utilizzato. Una multa di 300€, ad esempio, supererebbe il valore del mezzo.
Con la bicicletta non si possono fare danni enormi, mentre con la macchina, anche a velocità moderate si possono uccidere le persone.

Percheggi per le bici inesistenti, piste ciclabili gravente insufficienti e a singhiozzo. Perché a Senigallia non si fa di più per le biciclette?
Senigallia, purtroppo, è una città progettata negli anni '70 con un piano regolatore non molto lungimirante. Non me la sento di dare la colpa agli amministratori. Nella scorsa legislatura Simone Ceresoni ha fatto molto. Le decisioni devono partire dal basso e fino a che non avremo una massa critica adeguata l'amministrazione può fare poco perché andrebbe ad alienarsi il consenso dei cittadini. Quando Mangialardi ha voluto la pista ciclabile al lungomare (che pur non piacendomi è meglio di nulla) c'è stato un sollevamento di scudi. Questa città non è ricettiva per le innovazioni che vanno nella direzione di limitare l'uso dell'automobile.

In passato il Movimento Lento Ciclabile Senigalliele (MLCS) ha organizzato una protesta, chiamata Critical Mass in cui molte decine di ciclisti si riunivano e si reimpossessavano delle strade. Non sarebbe più efficace una protesta al contrario in cui tutti coloro che di solito utilizzano la bicicletta decidono di spostarsi per 24 ore in auto, con prevedibili conseguenze disastrose per la circolazione cittadina.
Questo è stato fatto in altri luoghi e in forme differenti. Sono iniziative lodevoli, io stesso sono uno dei fondatori del Critical Mass, ma così si rischia di inimicarsi la cittadinanza. I commenti dei senigalliesi nei nostri confronti erano abbastanza pesanti, e non sempre la gente capiva.
Noi critichiamo, ma quando siamo in automobile ci comportiamo esattamente come quelli che critichiamo. L'automobile ha questo potere di cambiarti il cervello, ti senti nel tuo guscio, è una cosa psicologica. Ma dobbiamo arrivare alla conclusione che non possiamo avere 44.000 veicoli immatricolati a Senigallia, non abbiamo lo spazio materiale per muoverci.
Proviamo ad immagnare un Foro Annonario ed a Piazza Simoncelli completamente sgombri dalle macchine. Chi dice che il commercio ne risentirebbe non considera che i negozzi lungo il corso non lavorano meno degli altri ma di più. La gente si muove volentieri a piedi. Forse qualche attività potrebbe risentirle nel breve periodo, ma un centro storico ed un lungomare pedonalizzati migliorerebbero le cose.

Crede che si debba tollerare il comportamento dei ciclisti che invadono spazi riservati ai pedoni, come ad esempio Corso II Giugno?
Questa è una cosa che faccio spesso, ma mi rendo conto che è sbagliato. Noi ciclisti passiamo a velocità sostenuta e non c'è un passeggio pedonale ordinato, ma si trova il bambino che scappa dalla mano della madre e si potrebbero provocare dei danni abbastanza seri. Trovo sia giusto che sia una zona solo pedonale. Non va bene camminare per il corso in bicicletta, in fondo non è che a fare 200 metri a piedi ci stanchiamo più di tanto.





Questa è un'intervista pubblicata il 16-07-2010 alle 10:57 sul giornale del 17 luglio 2010 - 6505 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, politica, Simone Tranquilli, biciclette, intervista, mlcs, movimento lento ciclabile

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Se i ciclisti imparassero a scendere dal mezzo quando attraversano le striscie pedonali e non come fanno molti senza guardare nulla si eviterebbero molte situazioni pericolose. Tra l'altro, agli addetti ai lavori, vorrei far presente che molte piste ciclabili sono discontinue proprio a causa degli attraversamenti stradali. da qui la mia proposta: Creare,nello stesso passaggio pedonale, un attraversamento ciclopedonale. In altre parole si modifica lo stampo in legno con il quale si verniciano le striscie, creando una parte continua per i pedoni e una parte di forma quadrata per i ciclisti. Se poi ci sono attraversamenti ad alta densità di traffico,ci si mette un sottofondo rosso. Va da se, che il doppio passaggio ciclopedonale, deve essere opportunatamente segnalato agli automobilisti in transito. Il classico piccione con 2 fave.

Se gli automobilisti si fermassero alle strisce pedonali, come succede in ogni città civile, questi problemi non sussisterebbero.

Bravo Quilly!<br />
Era ora che qualcuno le dicesse queste cose. E hai saputo inserire la giusta dose di autocritica non nascondendo le cose che non vanno del comportamento dei ciclisti.

Già, peccato che poi lo vedi passare con il rosso mentre telefona e fare le vie contromano.

Gli automobilisti hanno l'obbligo di fermarsi alle strisce pedonali ma solo davanti ai pedoni e non ai ciclisti in sella al proprio mezzo, salvo che non vi sia un passaggio ciclopedonale. Infatti in quel di Fano, la Polizia Municipale, ha tenuto un corso, sulle strade proprio per abituare i ciclisti a scendere dalla bici, prima di attraversare le strisce pedonali. La cosa brutta è che quando siamo in auto, ci dimentichiamo di essere pedoni, ciclisti e viceversa.

Fare le vie contromano in bici non mi pare così grave.

Daria: "Bravo Quilly!<br />
Era ora che qualcuno le dicesse queste cose. E hai saputo inserire la giusta dose di autocritica non nascondendo le cose che non vanno del comportamento dei ciclisti."<br />
<br />
Wese: "Già, peccato che poi lo vedi passare con il rosso mentre telefona e fare le vie contromano."<br />
<br />
AUTOCRITICA: Esaminare e giudicare il proprio comportamento al fine di migliorarlo. (fonte Wikipedia)<br />
<br />
Alla luce di queste tre affermazioni mi sembra chiaro che come al solito Wese non c'ha capito un cazzo....

A discorre non è fatiga (non sarà dialetto al 100%) ma Quilly capirai benissimo.<br />

bartali in fuga

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Quindi secondo Lei i ciclisti hanno il “diritto” di infrangere il codice della strada?<br />
<br />
Secondo me si<br />
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complimenti per la frase...<br />

I ciclisti sono anarchici,pensano di essre i depositari di tutti i diritti;avevo proposto sanzioni per i ciclisti narchici già in commenti passati,durante lo scorso mese.Pensate al grande,pensate a come si comportano su strada queli che attuano il ciclismo per sport;la maggior parte di essi in modo scellerato,per sé e per gli altri.Vedo non delle simbiosi,ma dele analogie.Anche io, da piccolo,in bicicletta ,ero incurante di tutto,ma poi mi sono evolkuto ,un pochino.Allo stesso tempo,tutti prendono traqnuillamente quella roulette russa che si chiama autostrada...la vita è importante.

POnte Zavatti, tratto in ascesa, SCENDO dalla bici e mi posiziono di fronte alle strisce pedonali. Attendo invano un paio di minuti che mi lascino passare, poi vedo il giusto spazio tra me e i bolidi in arrivo e decido di attraversare a piedi con bici, pronto a lasciarla lì e fare un balzo avanti. L'auto della prima corsia a malincuore rallenta per darmi il tempo di attraversare, l'altra auto continua la sua corsa, esterefatta per il mio ardire.Inchiodata con 1 cm. di gomma sull'asfalto ed ingiurie del conducente. Per stavolta sono salvo, ma non vado più in bici da quelle parti.

se dalla parte giusta non arrivano macchine...

A me sembra la solita scusa per tirare su soldi con le multe, presto ci multeranno anche a piedi.<br />

Pierfederici Fabiano

Via le biciclette dal Corso 2 Giugno ! :-)

Hai senza dubbio ragione Leotex, ma perché obbligare i ciclisti a scendere? C'è una logica dietro questo punto del codice della strada o è solo l'ennesima vessazione verso i ciclisti?<br />
Io, manco a dirlo, attraverso sempre in sella alla mia bici, ma quando sono in auto mi fermo sempre davanti alle strisce.

Off-topic

Purtroppo quel tranquilli che non è profeta di nulla è un gradino sopra di te perchè dirà anche una raffica di cazzate ma si firma sempre con nome e cognome.....

Automobilisti incivili ce ne sono molti: ma persino io, che pure tendo a fermarmi per la gente sulle strisce, non me ne accorgo per altre situazioni.<br />
Poi mi ritrovo che ci son persone che stazionano sulle strisce, oppure li si vede troppo all'ultimo secondo perchè si "buttano" in strada magari senza guardare: in questo caso basterebbe impedire i parcheggi fino a 4 m dalle strisce per avere ampia visualità.<br />
Il ponte zavatti, l'ho provato, se si vuol passare da una parte all'altra è un dramma per ciclisti come per pedoni, in tutta l'area: meglio farci un sottopasso o un passaggio "aereo", ma sarebbe troppo complicato.<br />
La casistica dei miglioramenti da fare è immensa, ma in primo luogo basterebbe essere tutti più civili, automobilisti, ciclisti e pedoni.<br />
Taluni ciclisti poi, quelli che insistono a fare la strada anche quando hanno la pista ciclabile a fianco, proprio non li capisco....<br />

Coppi in fuga

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Non si tratta "dell'ennesima vessazione" contro i ciclisti. La biciclette sono dei VEICOLI, mentre le strisce pedonali, sono, come dice il termine, per i pedoni. <br />
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Bene vengano controlli più serrati da parte della polizia, poiché i ciclisti senigalliesi sono molto indisciplinati e molto molto molto MALEDUCATI E PREPOTENTI. Qualche bella multa ci sta tutta!!<br />
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Da qui a dire che poi l'uso della bicicletta debba essere promosso e incentivato, le piste ciclabili migliorate... è un altro discorso, che non autorizza comportamenti scorretti e la violazione delle regole con la messa in pericolo di se stessi e degli altri...! Roba da matti.

Caro Quilly, scusa ma hai detto cose assurde, specie laddove ritieni che i ciclisti abbiano il diritto di infrangere il codice della strada.<br />
I problemi che citi non derivano dal fatto che si deve rispettare il codice, ma dal fatto che chi amministra Senigallia non è stato e non è in grado di costruire una viabilità ciclabile sicura e decente.<br />
Proprio coloro che con tanto entusiasmo hai sostenuto e a fianco dei quali ti sei schierato.<br />
Mi sembra un po' ipocrita, pertanto, il tuo ragionamento.<br />

Appunto daniele Sole,partendo dal presupposto che siamo esseri imperfetti,facciamo tutti di necessità virtù:mi è capitato diverse volte di frenare perché persone si buttano in mezzo aloa strada per attraversare,scatava l'abs ,e non sulle strisce pedonali,bensì ad uscite di curva,mi ha pure scodato la macchina,poi ,se vai ad Ancona ,ti accorgi che lì è un girone dantesco,slle strade principali e in centro Urbano;infatti evito più che possso.Allora,facciamo tutti di necessità virt§:aministratori,forze dell'ordine,vigili,ciclisti ,scooteristi,automobilisti , mettiamoci buona volontà.In Norvegia(Begen )ii bus inchiodano cinquanta metri prima se l'autista,cioè lui e non la corriera inchioda,si accorge che c'è qualcuno sui bordi della strada.Io cerco di avere sei occhi,guardo le mosse di tutti,guido all'europea,non all'italiana,a parte lo stile,e come pedone non attraverso la strada finché o è sgombra o vedo la macchina in fase di rallentamento.Poi ciò,facendo tremila corna,non mi mantiene totalmente sicuro;la vita è precarietà ed è questa la base della serenità,accetare che sia precarietà,in tutti i suoi aspetti ed essere prudenti e lungimiranti(discorso di Kaneda,rappresentante della Soka Gakai).Purtroppo ho poca visibilità laterale sulla acchina e la macchina la hha costruita la fiat,qundo curvo a 90 gradi devo andare cautissimo,perché gli specchietti retrovisori non mi aiutano a vedere quello che sta a mezzo metro dalla fiancata e tratasi di macchina la cui visibilità e solo fornita dai tre specchietti,la ha prodotta la fiat così,io che ci devo fare...aggiungo pure che lo stato d semi ebrezza cambia il mmodo di guidare,anche due bicchieri di vino,non fate i super uomini.<br />
DA ULTMO VOGLIO DIRE CHE Sì,è VERO ,I MEZZI A DUE RUOTE SONO LE CATEGORIE DEBOLI,QUELLE PIù ESPOSTE ALLA èPRECARIETà,E PER QUSESTO MOTIVO IO LA BICI NON LA TOCCO E SE MI CAPITA ,PASSO PER MARCIAPIEDI.CI SONO STADE DELINEATE PER VETTURE,TERRENI PER I PEDONI,NON PER CICLI E MOTOCICLI.

Ovviamente in Norvegia il casco per i ciclisti è obbligatorio.In due mesi e mezzo di bergen,sete mesi di Londra,qulche venuta a Parigi,o Barcellona,non ho mai assistito ad incidenti stradali di qualsiasi tipo.Nemmeno in andalusia repubblica Ceca o Slovacchia,ma lì è stata fortuna,anche io la ho scampata dai pazzi tassisti dell'Europa dell'est con i loro carrozzoni ,che vanno a 130 km/h sopra il ponte del Moldava a Praga e pure Lubjana le storie non cambiano,In Romania non ne parliamo.Nulla da dire,questione antropologica,siamo in mezzo al'europa occidentale e i paesi dell'est comelivello civile,punto.Poi l'Italia è piena di contraddizioni,ha uno spirito solidale ,un associazionismo privato pèiù forte che in altri paesi,mi pare.Questo,a volte ,paga male nelle limitate regole di ingaggio che hanno i militari nelle missioni dinpace dove vanno arischiare la vita per lavoro e peace keeping;tanto un aparato di difesa lo dobbiamo avere,o no?!

Non esiste tecnicamente possibilità di creare una viabilità ciclabile sicura,per come è conformata senigallia.Solito esepio:a Pesaro,fano ,marotta,non esistono piste ciclabili adeguate,allora,esempio,come si fa a andare per Milano o i viali di Bologna in bicicletta sicuri;sentiva una signora in bici sul marciapiede che si lamentava.Quindi,considerato che le strade non si possono allargare,tutti i bibicli sono mezzi insicuri,che mettono a repentaglio seriamente l'incolumità di chi li adopera,è così,senza se e senza ma.Forse è sicuro andare dal tennistavolo alla Cesanela,in quel nuovo viottolo,basta,poi,prendere la bici è pricoloso,puntp,e anche lo scooter,non vedi cosa arriva da dietro,sei passivo, ameno che tu non metta specchietti che sugli scooter ci sono ,e anche sulle bici.la soluzione che propongo io , alivello nazionale, è crerae uno spazio comune per bici e pedoni,non separato.Se vai per Corso 2 giuygno in sella alla bici sei passibile di multa.Ovviamente ,i ciclomotori (nostalgia)o motocicli,devono stare sulla strada per le macchine e basta.

Giusto incentivare le ciclabili ecc...per il resto: era ora!!! I ciclisti (e i pedoni) senigalliesi sono i più indisciplinati, incivili ed arroganti del pianeta. Sbucano ovunque, non rispettano un segnale nemmeno sotto tortura e più hanno torto più si arrabbiano. Non so quante volte ho evitato per miracolo il solito ciclista che passava contromano proprio all'imbocco di una curva...con solite inevitabili maledizioni del "padrone della strada" annesse.

Off-topic

Michele Pinto mi ha fatto delle domande su un argomento che mi sta a cuore e io ho risposto.<br />
Non ho chiesto io di essere intervistato ne pubblicato e non ho alcun fine se non stare qui a vendere giornali.<br />
Riguardo alle cose intelligenti o cazzate firmate, io sono dell'idea che bisogna dire la propria opinione mettendo la faccia.<br />
Quello che scrivi tu comunque non rientra nella casistica ne delle cazzate cazzate firmate, nè delle anonime intelligenti....tu dici cazzate firmate e quindi forse si...fai meglio a non firmarti.

Aspetto proposte da te caro Gabriel su un eventuale rivoluzione ciclabile.<br />
Voglio proposte concrete però non le solite sparate a cazzo.<br />
Fai parte di uno schieramento che ha fatto carne da macello dell'ambientalismo ovunque.<br />
Io non ho sostenuto nessuno, e nemmeno con grande entusiasmo. Ho dichiarato per chi ho votato il Primo Aprile ad elezioni concluse e non troverai nessun mio accenno o dichiarazione di voto per questo o quel candidato sindaco.<br />
Poi certo essendo iscritto a Sel è logico che non avrei votato per Marcantoni non credi?<br />
Cosa che non hanno fatto neanche molti altri senigalliesi a quanto vedo dai dati elettorali....<br />
Ora Gabriel aspetto qui sulle colonne di VS le tue proposte concrete per una viabilità più sicura e per aumentare le piste ciclabili....<br />
Altrimenti silenzio e pedalare

Delle due l'una. O si fanno piste ciclabili decenti e si studiano i sensi unici anche pensando alle biciclette o si accetta che i ciclisti percorrano i sensi unici contromano.<br />
<br />
L'alternativa è solo diminuire il numero delle biciclette ed aumentare quello di auto e scooter.<br />
<br />
Ciclisti e pedoni dovrebbero essere equiparati. Le biciclette si muovono con la forza dei muscoli, non a motore.

Ciao Quilly, scusami se mi intrometto nella diatriba con Gabriel. Leggo in fondo al tuo commento, di proposte concrete per una viabilità più sicura. Il Sindaco Mangialardi mi ha risposto a chiare lettere, che fino all'apertura della Complanare, a Senigallia, la viabilità non subirà variazioni. Il tutto è venuto fuori da un mio studio molto partcolareggiato, sia sul traffico che sulla mobilità urbana. Se ti può interessare te ne fornisco un copia. Sono svariate pagine. <br />
Cordialmente.<br />
Leonardo Maria Conti

Questo link http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=253977 qua,che ha come oggetto la vendita ,da parte non so di chi,se dentro strettamente il canile circondariale o se c'è di mezzo qualcun altro delle istituzioni senigalliesi,comunque tutto parte da Senigalia,la vendita di cani vecchi provenienti da Montemarciano in Gerrmania,no si sa per cosa,per testare qualche cosmetico,per fare qualcghhe altro tipo di riceca,per arrecare atroci sofferenze psicoemotive,QUESTO LINK CHE HO MESSO SOPRA,RIPETO,HA DUE COMENTI,MIEI,PERCHé C'è IL VISO DI ROBERTO PARADISI SULLA FOTO DEL LINK?AGGIUNGO CHE DANIELE SILVETTI,NEL '97,ERA SEGRETARIO PROVINCIALE DEL FRONTE DELLA GIOVENTù e vi pngo ,tutti ,che state a scrivere sulle biciclette,di fronte alla ostra mediocrità umana:25 commenti per questo articolo,anzi 22 ,togliendo i miei e aggiungendo quelli sconsigliati o non so,comunque più di venti,perché,per difendere il diritto ad andare in bicicletta...e andate in bicicletta,chi vi proibisce di non andarci;se infrangete il codice della strada ,mettendo a rischio la vostra incolumità,quella degli altri,la fedina penale degli altribeccatevi la multa e state zitti,basta parlare dinulla,è osceno ciò,si parla tanto di cazzate?Questa è tutta una cazzata...le bataglie civili emorali sono um'altra cosa...poi chi si sutoproclama di città futura,movimento che include i vertdi,è paladino delle biciclette e non gli frega nulla dei cani?dove cavolo stimao,come è messo male il mondo...la mediocrità umana imperversa,come dice Vecchioni, rafronrtando la vita di eccesi di Artur Rimbaud alla mediocrità umana,asserendo che è un milione di vlte una vita di eccessi,di intensità d'aniomo,piuttosto che il niente,che è una colpa morale,un peccato,sì,grosso,esistono i peccati,quelli morali,sono disgustosi nel tal caso.Le cose giuste sono giuste,non importa chi le dice,quanto sarà edificante creare il movimento di ciclisti,questa dietrologia ecologista da mezzo soldo e vantarsi che logos lo si usa per pulire o per incartare...ma chissenefrega cosa fa Simone Tranquilli si logos ,e Simone Tranquilli è ora che si dà pèure una calmata,perché le sue istanze non meritano pasionarietrà, e tutto ciò è indotto da scelte editoriali,indirettamente,direttamente,boh'immagino gli improperi,comunque non sono io che compio azoni che hanno dell'increscioso.Poi non mi importa nulla di nessuno dei commentatori che siano didestra ,sinistra ,centro,giravolta,trottola...non me ne può fregare di meno:orgoglioso di essere persona.

ohi ma scherziamo?<br />
uno dice che un ciclista può infrangere la legge e vuole anche aver ragione?e poi ci lamentiamo del nano?

Porsche Cayenne

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Giusto,Benedetto.Anche gli automobilisti sono pericolosissimamente indisciplinati in questa città così gretta ,presuntuosa ed egoista e poi ,ovviamente,per ogni azione ariva una reazione uguale e contraria,prima o poi,ma vallo a fare capire ai senigalliesi questo(non generalizzo,siamo tutti persone dotate di coscienza e libero arbitrio,prima di tutto),se non si apiccicano addoso un qualsiasi tipo di etichetta,sono complessati e scorretti verso la proopria coscienza e,purtroppo,verso oil prossimo.La cultura dei rapporti umani non è di moda.Sotto ci sono comunicati ben più importanti e stiamo parlando delle biciclete,perché ognuno coltiva il suo misero interesse bottegaio,l'importante è che ha ragione.Tutta la gente che viene da fuori e poi si sposta,magari,dieci km più a nord,a marotta e circondario,nota tutto questo;qua se parli ala gente non al modo senigalliese(a livelo di cadenza e di contenuti,sopratutto),gli fai un dispetto,se vai da un commerciante gli fai un dispetto,se vuoi fare pitturare la casa di spugnato fra l'arancione ed il rosso è un colore troppo intenso e ciò non va bene,ma la casa è tua e tu paghi,allora devi fare vedere bene la parete ,qale è...insoma a,affridi un lavoro,paghi una vernice più costosa e non va bene:ci sono ancora realtà virtuose ,comunque,poche ,ma ci sono,professionalmente e umanamente.Istituzioni.La generazione mia,chiaramente ,non le rappresenta.

Anonimo

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Quilly ha detto che un ciclista è costretto ad infrangere la legge.

Quilly non ha tutti i torti, quando dice: " È necessario un restringimento delle carreggiate ed un potenziamento delle piste ciclabili a doppio senso e separate dal resto delle carreggiate"<br />
Il mio pensiero credo che vada rivolto ad una tutela maggiore per ciclisti e pedoni e cercare di rendere la vita difficile alle automobili, sopratutto nel centro e vie limitrofe, via via allargandole sempre di più, i senigalliesi dovranno abituarsi e cambiare le proprie abitudini.<br />
<br />
Porto il mio esempio <br />
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Per andare al lavoro, d'inverno vado sempre a piedi, poi in estate prendo la bici, faccio contromano un tratto di 171 metri, poi piazza delle oche, controllo il corso 2 giugno, se c'è tanta gente passo per Via Giovanni Maria Mastai Ferretti altrimenti vado giù pel cors', poi faccio lungo fiume tramite la pista ciclabile, passo il ponte (non ricordo il nome, quello vicino Irrera), altri 36 metri contromano, poi giro a sinistra passo dietro il benzinaio, il fruttivendolo e vado verso l'ospedale.<br />
Totale 207 metri contromano, con il corso sono altri 293 metri.<br />
Fonte http://www.gpsies.com/createTrack.do<br />
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Ho fatto un piccolo esperimento su google maps per vedere che tragitto mi consigliava, il risultato è che dovrei immettermi per viale 4 novembre,(se non stai attento ti trovi attaccato ad una pianta o per colpa delle auto o per il bordo dell'asfalto talmente alto che sfido chiunque a rimanere in piedi) poi il semaforo della penna,(appena fatta la curva a sinistra dovrei andare sulla destra, te seccano quelli che arrivano da Pesaro)<br />
Tutto viale leopardi, (tra dossi e cunette).<br />
Girare per lo stradone, (qui arriva il bello se non ti prendono sotto le auto o furgoni ci vai da solo sotto perchè le catatoie sono in qualche punto 4,5 cm sotto la sede stradale) ed arrivare all'ospedale dove lavoro.<br />
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Grazie cananga,<br />
con un esempio molto chiaro hai espresso perfettamente il pensiero di Quilly e mio.

Le caregiate esistono solo in autostrada o super strada,una caqrreggiata di senso di marcia deve avere una barriera architettonica ,rispetto all'altra per essere definita carreggiata,ma la lingua italiana nei suoi basilari,dove l'avete imparata?Io dico divisori architettonici per separare le piste ciclabili dalla strada veicolare,nessuno mi calcola...,perché ha eco chi fa del proprio piccolissimo spazio di narcisismo un'arte;non c'è bisogno di un movimento ciclismo lento per fare delle cavolo di barriere che dividono le piste ciclabili e non si possono restringere le corsie di marcia.Mi beo del fatto che siete invidiosi,drago d'argento(e cominciate a scrivere con il vostro nome,non avete cinque anni o giocate alle carte magic);no,sono incavolato nero perché mi tocca aprire questa pagina e avvelenarmi per chi non vuole capire o non capisce o non so,comunque ,Simone Tranquilli ,a quarant'anni dovrebbe un attimo contenersi e fare meno il gallo del pollaio,perché svslorizza anche le prorie idde.Io purtropo non ho tempo di leggere gli articoli,è più importante beccare in fallo le idiozie(idiota e chi non capisce,etimologicamente dal greco antico,chi non sa) e mi tira anche tanto,perché è tutto l'anno che scrivo di barriere architetoniche,ma se scrive Tommaso Bucci,che non è nella casta di questo server,alora tutto quello che scrive Tommaso Bucci non ha alore,anche perché Tommaso Bucci non sxi incanala in schemi,etichette,maci tiene a rapprrsentare solo se stesso ,cioè le sue idee in cui crede rigorosamente e profondamente,che nonsaranno idee geniali,ma non è che mi trovi in un circolo di scenziati o letterati,o esempi di valore civile.Io provo a dare valore e senso atutto quello che è di me,aspiro a...a differenza di altri,che giocano soiltanto.

ticcia

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Rispondo con ritardo ma ho avuto da fare, spero leggerai: per prima cosa non appartengo a nessuno schieramento politico a differenza tua; per seconda cosa una proposta semplice, davvero semplice, è quella di evitare quei maledetti marciapiedi ciclopedonali e, quindi, usare lo stesso spazio o poco più per piste ciclabili che siano allo stesso piano della strada ma siano divise da questa: penso sia decisamente più sicuro di un fottuto marciapiede dal quale ho visto cadere anziani in bicicletta.<br />
Un altra proposta sarebbe quella di creare prima strade e percorsi ciclabili e poi progettare le nuove costruzioni, non fare l'opposto come spesso è stato fatto.<br />
Ciò detto, sono altre le persone che devono risolvere i nostri problemi, non certo il sottoscritto, ma a quanto pare non ne sono in grado.<br />
Qui non è un problema di divisioni politiche (che tu, stupidamente evidenzi, specie quando dici che essendo iscritto a sel non voteresti un SINDACO che non sia di quel partito...) ma di sicurezza.<br />
Infine, visto che fai parte di un movimento di ciclisti, dovresti arrivare a capire che se non rispetti il codice della strada sei tu stesso fonte di pericoli, pertanto rispetta il codice della strada!<br />
Ciao


Per rispondere a Tommaso<br />
<br />
Siccome io sono ignorante, non ho avuto la tua possibilità di studiare ma mi sono dovuto accontentare della 3°media (all'esame gli ho detto che dovevo andare al lavoro), però ho la fortuna di sapermi destreggiare molto bene al computer, così mi sono documentato. <br />
Tra i tanti siti che la rete propone tutti riportano il testo della legge che ho prontamente COPIATO ED INCOLLATO!<br />
<br />
NUOVO CODICE DELLA STRADA<br />
Decreto Legislativo 30 aprile 1992 n. 285<br />
7) Carreggiata: parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli; essa è composta da una o più corsie di marcia ed, in genere, è pavimentata e delimitata da strisce di margine.<br />
<br />
Pertanto caro Tommaso io l'italiano non l'ho imparato per niente ha scuola (c'avevo la Spadaccino madre), è ti dirò di più che per paura di sbagliare a scrivere delle parole, con google effettuo le correzzioni! <br />
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Forse cercavi:correzioni <br />
però mi documento senza attezzarmi e senza vantarmi di conoscere la lingua italiana, il discorso parla chiaro e se vuoi degli articoli degni del tuo livello non venire qui a leggere e commentare.<br />
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Poi nel tuo discorso leggendolo (non faresti male se una corretta alle parole la dessi anche tu),non riesco a capire veramente da che parte stai, se vuoi un consiglio lascia perde l'grec, l'atin, e tutt quell' parol difficl e parla come magni.<br />




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