Ciò che unisce l'uomo è la diversità delle sue diversità, il nuovo libro di Serenella Gabbianelli

05/06/2010 -

Disponibile, in esclusiva su Vivere Senigallia, la nuova raccolta di pesie della poetessa senigalliese Serenella Gabbianelli dal titolo "Ciò che unisce l'uomo è la diversità delle sue diversità".



Per leggere le il volume sarà sufficiente scaricare il pdf in coda a questo articolo.

Oltre alle poesie dell'infaticabile Serenella Gabbianelli sarà possibile leggere anche i commenti e le note di alcuni lettori, in particolare gli studenti del Liceo Classico Perticari.
La Gabbianelli infatti è sempre stata molto attenta e sensibile alle esigenze del mondo giovanile.



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Questo è un articolo pubblicato il 05-06-2010 alle 18:07 sul giornale del 08 giugno 2010 - 5763 letture

In questo articolo si parla di cultura, michele pinto, poesia, serenella gabbianelli e piace a pilviman steffi63

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è http://vivere.biz/serenellagabbianelli


ESSERE NEGRO<br />
Ti ringrazio, mio Dio, d’avermi creato negro,<br />
d’aver fatto di me<br />
un groviglio di tutti i dolori.<br />
Il bianco è un colore di circostanza,<br />
il nero, il colore di tutti i giorni.<br />
E io porto il mondo dall’alba dei tempi<br />
E il mio riso nel mondo<br />
nella notte,<br />
ha creato il Giorno.<br />
Noi siamo la Notte, siamo il Mistero.<br />
E per noi<br />
sono le stelle.<br />
BERNARD DADIè<br />
<br />
Essere neri<br />
<br />
Essere negro o essere bianco?<br />
No. Essere Uomo.<br />
Uomo per sé e per gli altri.<br />
Il colore della pelle non eleva l’uomo.<br />
L’Uomo si distingue per il colore del suo cervello.<br />
Per l’amore verso la sua terra.<br />
Per il numero dei figli che non<br />
debbono crescere con l’elemosina<br />
del mondo.<br />
Il negro d’oggi maltrattato dalla<br />
coscienza di quelli che ritiene i suoi diritti,<br />
non si auto commisera per il colore della pelle<br />
e per le mortificazioni subite,<br />
ma si proclama fiero della sua razza<br />
e del mistero in essa racchiuso<br />
cupo e luminoso come la notte e le stelle<br />
che Dio ha creato per i neri.<br />
Per illuminare la sua oscurità.<br />
<br />
Essere neri non è una colpa. Una grande colpa è ripetere che gli uomini bianchi o neri, stupidi o intelligenti, ricchi o poveri sono tutti uguali. Bugie talmente grosse che solo i credenti sono disposti a credere. D’altro canto non sarebbero creduti se non credessero a questo e ad altro ancora.<br />
Se così non fosse basterebbe osservare bene la natura. Non c’è un solo uomo che assomigli ad un altro uomo. Non c’è un albero che dia i frutti di un altro albero. Non c’è un animale che non sia diverso dagli altri animali. Non c’è un fiore che abbia lo stesso profumo di un altro fiore. E questa diversità si ripete in ogni creatività. Ed allora perché definire razzista l’uomo e non la natura? È la natura che decide, che colora, che forma e informa, che toglie e che dà. E forse in un futuro non lontano con l’aiuto della scienza potrebbe darci bambini tutti bianchi, tutti belli e tutti intelligenti. Un grande mondo e una grande famiglia da rispettare e da amare.<br />
Un sogno meraviglioso.<br />

Brava e complimenti a Steffi63.<br />

C'è stato un errore di pubblicazione...<br />
Il commento precedente riporta le parole dell'autrice, quindi... COMPLIMENTI A SERENELLA GABBIANELLI!!!

...E allora, che complimenti a Serenella siano! ;)