Gli Scouts d’Europa incontrano Maurizio Artale, erede di Padre Puglisi

3' di lettura Senigallia 07/04/2009 - Indifferenza, irresponsabilità, paura. Su questi disvalori si sono confrontati al Convento della Pace di Sassoferrato lo scorso 28-29 marzo i Rovers e le Scolte FSE del Senigallia 3 e del Ripe 1, con la sua sezione di Marzocca, assieme agli altri coetanei scout delle Marche, tutti soci maggiorenni degli Scouts e Guide d’Europa Cattolici.

Il meeting a cadenza biennale è stato organizzato dal Commissariato scout marchigiano, in particolare dagli Incaricati regionali alle branche maggiori Andrea Diotalevi di Pesaro e Laura Moretti di Ancona. Il proposito del roverismo e dello scoltismo FSE è acquisire una completa consapevolezza della necessità di porsi al servizio del prossimo, apparentemente un nonsense in questi tempi tanto avari nelle cronache di esempi ammirevoli, così è riuscita assai toccante la testimonianza di Maurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza “Padre Nostro”, fondato da Padre Pino Puglisi nel 1993 al quartiere Brancaccio di Palermo. Don Puglisi, chiamato dai suoi ragazzi “3P”, fu ucciso dalla mafia lo stesso anno per la sua energica attività evangelica e pastorale con cui recuperava gli adolescenti già avviati all’attività criminale, ma anche sollecitava senza particolari sconti tutta l’amministrazione pubblica locale ad esercitare i propri compiti, dalla scuola alla sanità, dai municipi alle forze dell’ordine.


Un sacerdote, come ricostruisce la sentenza della Corte di Assise di Palermo, “austero e rigoroso, che operava fuori dall’ombra del campanile, senza veli di ambiguità, non contemplativo, pienamente calato nel sociale, lucido e disincantato”. Maurizio Artale, anch’egli più volte minacciato di morte e già capo scout FSE, ha ricostruito la storia di 3P, le continue intimidazioni ed atti vandalici alle diverse strutture del Centro, ha raccontato delle sottili insidie del potere mafioso nei suoi vari modi di reclutamento e condizionamento sociale, della violenza che coltiva, della viltà di tanti uomini dello stato ad ogni livello, dei pericoli della droga, della difficoltà delle famiglie a crescere i propri figli in situazioni di massima precarietà e promiscuità abitativa, senza servizi sociali e risorse urbane minime. Un quadro piuttosto diverso dalla nostra regione, illuminante per i Rovers e le Scolte che ponevano così più attenzione alle diversità della realtà nazionale.


I Rovers e le Scolte hanno poi intrattenuto l’importante ospite con numerose rappresentazioni, videoclip, mimiche e danze dove mostravano il lavoro creativo di riflessione calato nelle loro realtà locali, trattando il bullismo, l’alcool, l’edonismo dei week-end, gli adulti solo anagrafici, le stragi sulle strade e la loro voglia di riscatto dai tanti cliché relazionali, consumistici imposti dal “sistema”. La severità dei temi ha acceso ancor più la fraternità dell’uscita, proseguita con gare di cucina, giochi di destrezza, canti ed altre attività scout. “Il nostro obiettivo a Palermo – spiega Maurizio - è quello di lavorare per la liberazione dell\'uomo da tutte le paure, da tutte le strumentalizzazioni, dalle sopraffazioni e forme di schiavitù. Si tratta di affermare la cultura della vita, della legalità, della solidarietà, perché la Città degli uomini sia veramente a misura d\'uomo. Vi auguro di raggiungere questo traguardo nelle vostre vite.” Per approfondire l’opera del Centro: www.centropadrenostro.it








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2009 alle 14:25 sul giornale del 07 aprile 2009 - 4538 letture

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