\'Stranieri, extracomunitari o cittadini?\', incontro con Gianromano Gnesotto

incontro caritas gnesotto 3' di lettura Senigallia 03/02/2009 - Venerdì prossimo 6 febbraio, alle ore 21, all’Auditorium San Rocco ci sarà l’incontro con Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio nazionale Migrantes per la pastorale degli immigrati e profughi.

“Stranieri, extracomunitari o cittadini?” è il tema della serata, organizzata dalla Diocesi di Senigallia, la Commissione per la pastorale sociale e il lavoro e la Caritas diocesana. L’incontro vuole essere l’occasione per riflettere sul termine “straniero” che indica più una condizione esistenziale che geografica e alla domanda “straniero extracomunitario o cittadino?” è facile dare una risposta se si pensa cristianamente che, nei rapporti reciproci, siamo tutti fratelli e figli di Dio. Lo dice espressamente nella lettera agli Efesini San Paolo quando scrive “Voi non siete più stranieri nè ospiti”.




Alla luce di questa considerazione i cristiani dovrebbero cambiare prospettiva e stile di vita, nel senso che sono chiamati a vivere una particolare accoglienza reciproca, che va al di là della semplice ospitalità, opponendo la comunione alla lontananza, l’accoglienza all’emarginazione, la familiarità all’estraniamento, la vicinanza all’esclusione. Riflettere sul valore di temi come terra, patria e cittadinanza è una necessità per il cristiano, inserito in una società sempre più caratterizzata dagli spostamenti dei popoli. La conseguente globalizzazione tocca non solo l’economia mondiale, ma anche l’impegno socio–politico, la dimensione culturale e, in definitiva, i rapporti interpersonali. Il termine “extracomunitario” è stato usato comunemente come sinonimo di “africano” e “vù cumprà”, ma il significato originario è quello di cittadino non appartenente alla Comunità Europea, così come lo sono anche gli Svizzeri o gli Statunitensi.




Nel prefisso “extra” si avverte il senso di esclusione, di estraneità alla cerchia di persone che già si conoscono e di cui si ha fiducia. La parola “clandestino” ha l’effetto di mettere in guardia, dare un volto a paure irrazionali, e chi è clandestino è visto come un criminale. In realtà è un immigrato senza regolare permesso di soggiorno. Non si tratta solo di fare discorsi sulle parole ma sui concetti che stanno dietro alle parole. “Le parole, oltre a trasportare idee e concetti, suscitano sentimenti, orientano modi di percepire e costruire la realtà. - dice Gnesotto – La realtà cristiana deve essere la “cittadinanza dei figli di Dio”. L’Italia ha una vocazione sempre più plurietnica, pluriculturale e plurireligiosa, dove parole come “straniero, extracomunitario, irregolare e clandestino” sono inadeguate, e dove dovrebbe essere riformata la legge sulla cittadinanza.”




La sfida da raccogliere è quella di saper creare una nuova società “coesa”, fondata non sulla difesa di culture contrapposte quanto piuttosto sull’incontro di culture, mettendoci ognuno la disponibilità a superare i propri limiti. L’incontro tra culture, seppur con molte difficoltà e a volte in modo traumatico, sta avvenendo pacificamente, non come nel passato con scontri cruenti, guerre e invasioni. Avviene attraverso il dialogo e il principio del rispetto reciproco, della conoscenza delle diversità di lingua, cultura e costume. Questo comporta la disponibilità a conoscerci e a farsi conoscere, nel rispetto delle identità di ciascuno, ma comporta anche un’efficace azione di formazione e informazione, l’impegno a coltivare i valori comuni, ben sapendo che l’incontro e il confronto non sono mai privi di difficoltà e di incognite.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 febbraio 2009 - 1462 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, volontariato, caritas, senigallia


Fritz Palutke

La società italiana, la più arretrata e disorganizzata società occidentale, crea pazzeschi danni ai propri cittadini ed ai cittadini del mondo.<br />
La classe politica e dirigenziale italiana è la più corrotta ed incapace dell\'occidente, abituata da sempre al compromesso, alla perenne ricerca di un una seppure illusoria notorietà o beneficio personale, sacrifica la vita ed i sacrifici di generazioni di cittadini italiani.<br />
Con l\'indiscriminata apertura delle frontiere, con la tolleranza mostrata verso che delinque per necessità ma anche per soprafazione dei diritti altrui, le incapaci, presuntuose ed irresponsabili classi dirigenti italiane, si renderanno responsabili di sconvolgenti rivolte dei propri cittadini, i quali, sempre più oberati da tasse e balzelli, sempre più irritati dal lassismo della pubblica amministrazione e dalla montante violenza che i poveri \"Migrantes\" saranno costretti a fare per sopravivere, saranno responsabili di immense rivolte ed eccidi che si scateneranno in tutta la nazione tanto da far prevedere una Bosnia di eccezzionale dimensione.<br />
L\'Europa è terrorizzata dallo sbando italiano.




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