Castelleone: il parco archeologico sembra un\'area industriale

loretta lorenzetti 2' di lettura 03/02/2009 - \"Ancora una volta Castelleone di Suasa è salito agli onori delle cronache con un articolo pungente nei confronti del sindaco e della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e, sicuramente, non è un biglietto da visita molto positivo per il nostro paese a causa delle scelte sbagliate della maggioranza guidata dal sindaco Biagetti\".

Il Movimento \"Insieme per Castelleone\" fa riferimento all\'articolo apparso sul quotidiano \"il Giornale\" di venerdì 30/01/2009 dal titolo: \"Che bel parco archeologico. Sembra proprio un\'area industriale\", a firma della giornalista Domizia Carafòli, in cui, partendo dalle giornate di studio sui vent\'anni di scavi nella valle del fiume Cesano, asserisce che l\'area archeologica non viene difesa nella sua integrità, tanto che a poco più di un chilometro di distanza dalla domus, sono sorti dei capannoni artigianali, alti 10 metri, sui resti di un insediamento agricolo romano e di due fornaci ricche di vasellame.




Questo scempio, riporta l\'articolo, è stato perpetrato con l\'assenso della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, che, a suo tempo, affermò: \"Sono tutelati meglio se interrati\". L\'articolista, infine, conclude con la seguente citazione: \"I monumenti d\'Italia diventeranno come la patate: il meglio sottoterra. A noi rimarranno i capannoni»\" E\' il terzo articolo, pubblicato sulle testate nazionali, oltre a tutti quelli apparsi sulle testate locali, che parla ancora della scelta errata della Giunta Biagetti e quello che più irrita è il fatto che l\'intera Maggioranza non ha fatto nulla per bloccare questo scempio, lasciando continuare i lavori di costruzione anche quando il Movimento \"Insieme per Castelleone\" e la cittadinanza si schierò a difesa dei resti romani, inquadrabili fra il I sec. a. C. e l\'età tarda imperiale.




Ricordiamo che durante i lavori di scavo delle fondazioni sono anche affiorati pezzi di cotto e pietre squadrate, le stesse che si trovano nei muri perimetrali della domus e dell\'area archeologica. Vennero anche recuperati dalla Soprintendenza numerosi vasi ed altri reperti per essere catalogati, ma senza sapere mai in che quantità e quale fine abbiano fatto. Ennesima dimostrazione, questa, della vasta ricchezza di quell’area e della fallimentare scelta politica dell’Amministrazione Comunale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2009 alle 01:01 sul giornale del 03 febbraio 2009 - 1389 letture

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