Senigallia testimone di un importante momento della Croce Rossa

croce rossa 6' di lettura Senigallia 20/09/2008 - Senigallia ospita il X Convegno Nazionale degli Ufficiali Medici della Cri e l’VIII Simposio del personale sanitario della Cri avente come tema “Attualità in medicina della catastrofi”.

Ancora una volta Senigallia è testimone di un importante momento della Croce Rossa; si tratta del X Convegno Nazionale degli Ufficiali Medici della Cri e dell’VIII Simposio del personale sanitario della Cri avente come tema “Attualità in medicina della catastrofi”. Il Convegno, organizzato dallo staff del Ten, Col. Medico Gabriele Lupini, del Corpo Militare, è stato inaugurato dal Presidente Nazionale Dott. Massimo Barra che ha ricordato l’importanza dell’integrazione della Cri nei confronti delle comunità locali, che in questo modo dalla stessa Cri si sentono difese; ribadisce inoltre il concetto dell’ausiliarietà delle componenti militari nei confronti del governo, pur nell’indipendenza dalla politica, che consente di essere sempre al servizio delle persone vulnerabili.



In questo quadro c’è spazio per il Corpo Militare, anche se occorre rivedere il regolamento che risale addirittura al 1936 e che va rimodulato con normative che esaltino le caratteristiche del Corpo Militare, che è profondamente cambiato e ha subito una forte accelerazione verso una più efficace capacità operativa dopo la missione in Iraq. Nei discorsi inaugurali si sono alternati il Sindaco di Senigallia, on. Luana Angeloni, il Consigliere Regionale Fabio Badiali, l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Ancona Carla Virili, il Presidente Regionale Cri Dott. Fabio Cecconi, la Segretaria Nazionale delle Infermiere Volontarie Monica Dialuce Gambino, l’Ispettore Nazionale del Corpo Militare della CRI Pietro Ridolfi e l’Ispettore Capo della Sanità Militare Ammiraglio Martinez, ognuno dei quali ha offerto il proprio contributo di idee descrivendo sempre in modo fortemente positivo le attività della Cri osservate da diversi punti di vista. Prende la parola il Ten. Col. Gabriele Lupini che propone all’assemblea, molto attenta e competente, un excursus storico degli ultimo 50 anni di vita del Corpo Militare, partendo dall’Ospedale Militare della Corea per arrivare ai nostri giorni: lo tsunami nelle zone del Pacifico, il terremoto in Pakistan, il conflitto afghano, passando per le missioni in Congo negli anni ’60, l’assistenza alle popolazioni durante le recenti guerre nei Balcani e in occasione del conflitto che ha visto contrapposte Eritrea e Etiopia.



Ma il vero e proprio spartiacque tra il vecchio e il nuovo del Corpo Militare è stata la Missione Antica Babilonia in Iraq, che si è protratta dal 2003 al 2006 e che ha visto impegnati un gran numero di uomini in attività sanitarie e umanitarie, due elementi che in Croce Rossa non sono mai distinti e che si fondono intimamente. Nelle strutture in Iraq (prima in quella attendata, poi in quella fissa) sono stati assistiti 160.000 pazienti, molti dei quali ustionati, e 2.000 sono stati operati. Inoltre il Corpo Militare è parte integrante del Piano Nazionale di Difesa Civile e interviene in collaborazione con i Vigili del Fuoco in caso di emergenze NBCR. In serata si è tenuto il concerto della Banda del XII Centro di mobilitazione Cri di Palermo che ha entusiasmato i numerosi spettatori presenti con musiche magistralmente dirette dal Maestro Ten. Michele Raia; grandi applausi per la tromba solista che ha eseguito uno splendido “Silenzio fuori ordinanza” e, dopo che i presenti hanno ascoltato in piedi l’Inno Nazionale, il concerto si è chiuso festosamente e rumorosamente con il pubblico che interagiva con gli orchestrali al suono delle note della Marcia di Radetzky.



Il venerdì mattina 19 settembre il convegno entra nel vivo con la prima sessione di lavoro dal tema “Metodologia del Soccorso” moderata dal Generale Donvito che evidenzia quello che è il vero rischio attuale: quel conflitto asimmetrico che pone di fronte i governi e le armi di distruzione di massa che potrebbero essere impiegate da terroristi. A seguire l’intervento del Dott. Francesco Maraglino, dirigente medico dell’Aeroporto di Fiumicino, che tratta dei networks in uso nella sanità a livello globale, atti a intercettare focolai epidemici che potrebbero interessare nazioni o addirittura aree dei vari continenti. Prende quindi la parola il Cap. Vittorio Badalone che espone le difficoltà che hanno in parte condizionato la vita del Corpo Militare, anche se dopo l’esperienza di Antica Babilonia le cose stanno cambiando e la preparazione professionale degli uomini è in netto miglioramento, cosa che permetterà di affrontare le grandi sfide che si stanno già manifestando o che si profilano all’orizzonte.



Due numeri indicano il cambiamento in corso: si è passati dalle 20 attività a supporto delle forze armate del 2003 alle 150 del 2007, con un trend in crescita anche nel 2008. Le ipotesi di sviluppo del Corpo Militare prevedono la creazione di teams con preparazione approfondita e tecnologie di avanguardia, molto mobili, ulteriore addestramento per contrastare le conseguenze di conflitti di tipo non convenzionale, un più ampio bagaglio professionale e l’istituzione di gruppi di lavoro per sviluppare tecniche e metodologie. Occorre quindi investire nella formazione e nell’addestramento, nell’ammordernamento delle dotazioni, nella creazione, sostanzialmente, di un polo di formazione di eccellenza in campo sanitario.



Tutto questo sarà possibile se si potrà disporre di congrui finanziamenti, tenuto anche conto delle notevoli spese relative alle sempre più numerose operazioni di peacekeeping in collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite. Particolarmente attuale la relazione del direttore Sanitario dell’Infermeria dell’aeroporto di Pratica di Mare, che ha trattato con grande competenza le modalità di trasporto per via aerea di militari o di civili coinvolti in atti di guerra, di terrorismo o semplicemente bisognosi di cure particolari. Il mezzo aereo come strumento modernissimo al servizio della vita umana; e in questo contesto ha citato l’acquisto da parte italiana di cinque aerei Boeing 767 che potranno ospitare moduli per il trasporto di feriti o ammalati, anche con supporti di biocontenimento, per evitare la diffusione di agenti patogeni nell’atmosfera.



La soluzione studiata per questi aerei adatti alla Stratevac (evacuazione a lunga distanza) prevede il trasporto contemporaneo di 6 codici rossi, 12 codici gialli e 36 codici verdi. È poi la volta del Capitano di Fregata Gennaro Banchini, che ha curato l’allestimento sanitario della nuova unità della Marina Miltare, la portaerei Cavour, che dispone di un proprio centro medico dotato di tutte le attrezzature, anche chirurgiche, atto a ospitare quattro pazienti in rianimazione, otto in terapia intensiva e 20 in corsia; e per pazienti non si intendono solo i militari ma anche i civili che ne abbiano bisogno, in quanto l’operatività permane invariata anche in porto. Un assetto essenziale, in questo campo, è la telemedicina e chissà, in un futuro magari nemmeno troppo lontano, potrebbe essere la chirurgia robotica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 20 settembre 2008 - 2844 letture

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