Il Musinf incontra Domizia Carafoli a Palazzo del Duca

CarafoliDomizia 2' di lettura Senigallia 23/08/2008 - La prima suite di 47 fotografie di Mario Carafoli, affidate in questi giorni al Musinf da Luisa Brondo Carafoli, moglie dello scomparso fotografo e giornalista è stata catalogata e digitalizzata da Valeria Mancinelli, una laureanda, che sta collaborando con il Musinf nell’ambito di uno stage, concordato con l’Università di Bologna

La suite di fotografie sarà presentata sabato prossimo a palazzo del Duca in un incontro nella saletta delle proiezioni con Domizia Carafoli, figlia del famoso fotografo e giornalista scomparso. Domizia Carafoli è nata e vive a Milano. Seguendo la tradizione paterna è giornalista. Laureata in letterature straniere, ha iniziato a lavorare al Candido di Giorgio Pisanò. Nel ’75 ha iniziato a collaborare con La Notte di Nino Nutrizio e nel 1980 è divenuta inviata de Il Giornale. Negli anni ’90 ha diretto il periodico della comunità marchigiana a Milano. L’incontro con Domizia Carafoli è stato organizzato da Giorgio Pegoli nell’ambito delle iniziative per il corso di fotogiornalismo.


“L’opera fotografica di Carafoli è molto importante artisticamente e storicamente” dice Giorgio Pegoli “anche perché si collega direttamente con l’esperienza della fotografia senigalliese di Giuseppe Cavalli, di cui Carafoli fu amico”. Mario Carafoli era nato a Corinaldo il 12 maggio 1902. Aveva Iniziato la carriera di giornalista alla Stampa e poi alla Gazzetta del Popolo. Quando, negli Trenta era arrivata in Italia la macchina fotografica Leica l’aveva subito acquistata e, da quel momento, non aveva più concepito il giornalismo senza foto. Questo amore di Carafoli per l’immagine era stato in largo anticipo sui tempi. La sua è una fotografia legata alla realtà, ma resa lieve dalla poesia.


Nel 1944 aveva attraversato in bicicletta l’Italia devastata e le linee tedesche, in un viaggio avventuroso e romanzesco da Torino a Corinaldo. Dopo la guerra per la Ferrania aveva realizzato, con geniale intuizione, quelli che chiamava i film a immagini fisse, raccolta di diapositive a tema monografico, accompagnate da un suo commento. Il primo di questi film, nel ’59, nasce dalla sfida di scoprire i colori della città meno pittoresca d’Italia: Vita e colore di Milano. Fu un successo cui seguirono, anno dopo anno, Sguardo alle Marche, Segreto di Volterra, Il viaggio dell’Arno, Roma curiosa, Volto di Tivoli, Venezia. Nell’incontro di sabato con Domizia Carafoli verrà illustrato il progetto di catalogazione delle fotografie di Carafoli, attualmente in corso, in collaborazione con il Museo Comunale d’arte moderna di Senigallia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 23 agosto 2008 - 2581 letture

In questo articolo si parla di cultura, musinf


Francesco Pongetti

Brava Valeria! Ti verrò a trovare! :D




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