Musinf: cordoglio per la scomparsa dello scultore Schiavoni

7' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Il direttore del Musinf, Carlo Emanuele Bugatti, i dipendenti e i tanti artisti e collaboratori del Museo Comunale d'Arte Moderna di Senigallia esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Romolo Augusto Schiavoni, alla cui opera di artista deve molto la storia della scultura non solo di Senigallia e delle Marche.

dal Musinf


Nel ricordare la figura di Schiavoni, il direttore del Musinf ha espresso riconoscenza e gratitudine per la collaborazione data dall'artista alla stessa fondazione del Museo senigalliese, insieme a personalità del mondo dell'arte quali Fazzini, Tamburi, Guidi, Bianchi e Mastroianni.

Numerosi gli attestati di cordoglio pervenuti. Il viceministro alla Pubblica Istruzione, Mariangela Bastico, ha comunicato le condoglianze per la scomparsa dello scultore senigalliese Romolo Augusto Schiavoni. Nella comunicazione, rivolta al Sindaco di Senigallia Luana Angeloni, alla Presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande ed alla senatrice Silvana Amati, la Viceministro Bastico ha detto di aver appreso dal direttore del Museo comunale d’arte moderna di Senigallia la notizia della scomparsa dello scultore Romolo Augusto Schiavoni, scomparsa che la prof. Bastico ha definito “una perdita grave per la cultura visiva a Senigallia e nelle Marche". "Per prima cosa" - continua la Viceministro - "Senigallia perde l’autore di un importante monumento, che ricorda eroismi e sacrifici della Resistenza. Perde poi l’autore di splendide medaglie, conservate nelle collezioni Vaticane. Perde, infine, l’appassionato docente, che interessò all’arte intere generazioni di giovani studenti e incoraggiò alla creatività un artista come Bruno d’Arcevia. Vi sarò grata se vorrete esprimere le mie condoglianze al figlio dello scultore scomparso, Stefano Schiavoni, che ho avuto modo di incontarre quale presidente della Mediateca delle Marche".

Il Sindaco Luana Angeloni da parte sua sottolinea come “con la scomparsa di Romolo Augusto Schiavoni la città perde un grande artista ed un uomo animato da una profonda passione civile e da una sincera adesione ai valori di libertà e democrazia”. Romolo Augusto Schiavoni era nato ad Osimo il 7 dicembre 1921, ultimo di do­dici figli affina il suo lavoro "sul campo" seguendo i fratelli, abili artigiani del­l'alabastro, per poi perfezionarsi nella bottega del marmista-scultore Antonio Marchegiani. Successivamente amplia le sue conoscenze ed esperienze artistiche, grazie all'esperta guida dello scultore e pittore Stefano Cavallo e del maestro xilografo Bruno da Osimo, approfondisce quindi i suoi studi presso l'Istituto Statale d'Arte di Perugia. Diplomato al corso superiore dell'Istituto d'arte di Firenze, inizia la sua lunga esperienza di docente nel 1946, nel 1949 è ad Arcevia dove insegna presso la Scuola Media e la Scuola di Avviamento Professionale che dirige in qualità di Preside per 9 anni. Dal 1949 al 1951 dirigerà anche la locale Scuola Serale di Arti e Mestieri che, grazie alla riconosciuta attività, sarà trasformata in Sezione distaccata dell' Istituto Professionale di Stato di Ancona, continuerà quindi a dirigere l'Istituto, ancor oggi operante ad Arcevia, fino al 1963. Schiavoni si im­pegna anche nel sociale: Presidente del Patronato Scolastico, co-fondatore del­la Proloco, Consigliere per molti anni e quindi Presidente degli Istituti Riuniti di Beneficenza con gestione della locale Struttura Ospedaliera, viene anche eletto in Consiglio Comunale dal quale si dimetterà per continuare il suo im­pegno nell'Amministrazione Sanitaria locale. Trasferitosi a Senigallia, insegna presso la Scuola Media Statale Fagnani, quindi negli ultimi dieci anni di attivi­tà didattica, è docente di Disegno e Storia dell'Arte presso il locale Liceo Scien­tifico Enrico Medi. L'intensa attività artistica, sempre congiunta all'impegno di­dattico e sociale, si realizza quindi in diversi luoghi e nei relativi Studi: ad Osi­mo in via Cinque Torri, ad Ancona in corso Garibaldi, ad Arcevia in via Ramazzani ed infine a Senigallia in Strada di Savignano.

Molti sono i generi nei quali Schiavoni scultore ha operato, dalla ritrattistica alla medaglia, dal soggetto sacro alle opere celebrative. Ma soprattutto l'iconografia della resistenza marchigiana è quella che si lega indissolubilmente all'opera di Schiavoni. Molti luoghi, soprattutto in Provincia di Ancona, consevano opere e monumenti dedicati alla guerra di liberazione e alla figura del partigiano, da quello emblematico di Arcevia, a quelli di Fabriano e Osimo, dal Monumento ai caduti di Barbara a quelli di San Giorgio, Serra de' Conti, Montecarotto e Senigallia. Nel corso della sua lunga ed operosa carriera ha ottenuto molteplici ricono­scimenti e premi, i più significativi: medaglia d'argento di benemerito della Scuola, della Cultura e dell'Arte conferitagli dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, Se­condo Premio al Concorso Nazionale del Sindacato Artisti professionisti, Pa­lazzo delle Esposizioni di Roma, Diploma per alti meriti artistici conferitogli dalla Galleria Permanente di Arte Sacra di Assisi, Medaglia d'oro dell'Accade­mia dei Cinquecento di Roma, Premio "La Ginestra d'Oro del Conero", Meda­glia d'Oro quale cittadino benemerito del Comune di Osimo, Medaglia d'Oro e d'Argento per benemerenze artistiche dal Comune di Senigallia. E' stato in­signito delle onorificenze al merito della Repubblica Italiana: Cavaliere dal Pre­sidente Sandro Pertini, Cavaliere Ufficiale dal Presidente Francesco Cossiga, Commendatore dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro, inoltre S.S. Giovanni Pao­lo II gli ha assegnato l'onorificenza di Commendatore dell'Ordine Equestre di S. Gregorio Magno.

Il ricordo di Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Museo comunale d’arte moderna: "Sapevo che Romolo Augusto Schiavoni stava molto, molto male. Ma la notizia della sua morte mi ha colto ugualmente impreparato, perchè l’immagine che avevo di lui era quella di una forza serena Riassumeva, per me, nel contempo, l’idea della Resistenza e del rigore nel fare arte. Di farla, senza concessioni alle negazioni e alle incomprensioni. La sua figura poi si legava, per me, con un’altra esperienza, quella della nascita del civico Museo comunale d’arte moderna, dove la figura di Romolo Augusto, nel panorama artistico senigalliese, era emersa come un punto di riferimento per la capacità di valutazione del panorama artistico della seconda metà del Novcento. Dunque un uomo ed un artista senza chiusure, senza provincialismi, capace di riconoscere il genio altrui e di difendere la propria autonomia. Insomma era una personalità senza piccolezze e senza gelosie. Conscio del suo valore e pronto a riconoscere il valore degli altri.

Una mattina, qualche mese addietro, il prof. Romolo Augusto era venuto al Museo comunale d’Arte Moderna. Avevamo, come sempre, scambiato idee sui programmi dell’istituzione museale, mi aveva dato, come sempre, sensati consigli. Salutandomi, però, aveva fatto due cose che non aveva mai fatto prima: mi aveva abbracciato e si era sottratto ad un mio invito. Avrei dovuto capire, ma non avevo capito, che si trattava di un commiato. Ricordo che, salutando, aveva sceso senza incertezze la scalinata del Museo ed era uscito dalla cancellata senza voltarsi, come di solito faceva, per apprezzare con una visione frontale, la scultura del suo amico Alfio Castelli, un bronzo che gli piaceva tanto.

Credo che la sua scomparsa ci lasci più soli in una battaglia culturale, che pure si deve portare a compimento, per la corretta valutazione complessiva della scultura del Novecento a Senigallia. Infatti se Senigallia sembra infine aver acquisito una coscienza del patrimonio culturale che il Musinf conserva nel settore della fotografia, attraverso le raccolte civiche di Cavalli, Giacomelli e del Gruppo Misa, non altrettanto si può dire circa la coscienza sul valore degli scultori senigalliesi del Novecento, le cui opere sono state raccolte e catalogate dal Musinf, ma per le quali risulta determinante il fatto che non si sia ancora riusciti a trovare spazi per l’esposizione in permanenza. Neppure quelli desolatamente vuoti, da decenni, della Rocca Roveresca
".





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 febbraio 2008 - 3910 letture

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