Corinaldo: teatro Goldoni, mostra dedicata a Ferruccio Ferroni

3' di lettura 30/11/-0001 -
A pochi mesi dalla sua scomparsa, il grande fotografo marchigiano Ferruccio Ferroni verrà ricordato con la mostra "Ferruccio Ferroni, Architettura della materia" nella cornice esclusiva del foyer del Teatro Carlo Goldoni di Corinaldo.

da Marcello Sparaventi


L’evento curato da Roberto Mutti e Marcello Sparaventi verrà inaugurato sabato 1 marzo 2008 alle ore 17; la mostra potrà essere visitata fino al 24 marzo.

Ferroni era nato nel 1920 a Mercatello sul Metauro nella provincia di Pesaro e Urbino ed ha vissuto a Senigallia. Dopo gli anni della guerra, la prigionia in Germania e due anni di ricovero in un sanatorio, si laurea in giurisprudenza nel 1953 ed eserciterà la professione di avvocato fino al 1992.Ferroni comincia a fotografare nel 1948, divenendo ben presto il più fedele e personale interprete delle teorie estetiche di Giuseppe Cavalli. Partecipa in quegli anni alle maggiori mostre nazionali e internazionali, riportando importanti riconoscimenti: fa parte dei gruppi fotografici La Gondola di Venezia diretto da Paolo Monti, e il Misa di Senigallia diretto e ideato da Giuseppe Cavalli. Molte sono le esposizioni a cui partecipa e i premi di cui viene insignito. Diverse anche le collezioni che accolgono le sue fotografie.

Il comune di Corinaldo rende omaggio a Ferroni, collaboratore e componente del comitato d’onore del ventennale concorso fotografico “Il Paese più bello del mondo”, ispirato al libro che lo scrittore Mario Carafoli dedicò al suo paese natale. La fotografia simbolo della mostra “Architettura della materia”, realizzata nel 1953 è forse l’immagine più riuscita della sua lunga ricerca sul linguaggio fotografico; quando essa venne esposta per la prima volta a Firenze nella mostra “Fotografia italiana 1953”, curata da Cavalli e Monti alla Galleria della Vigna Nuova, Ferroni sorprese tutti per l’originale utilizzo della luce radente che rendeva i tagli sul legno fatti dall’accetta fortemente evocativi, ed oggi possiamo ben dire in linea anche con le ricerche pittoriche dell’arte informale italiana e internazionale.

Le immagini esposte riguardano le fasi più significative della produzione di Ferroni: i primi anni Cinquanta, il sodalizio con Cavalli; la ricerca formale sulla materia, la più costante e originale; le immagini riflesse delle vetrine realizzate dalla metà degli anni Ottanta in poi, dopo aver sospeso la sua attività fotografica per circa venti anni. La presentazione della mostra è di Roberto Mutti, noto critico e studioso milanese che scrive di fotografia per il quotidiano la Repubblica, ha curato numerose mostre in Italia e all’estero e, nel 2007, ha vinto il premio "Giuseppe Turroni" per la critica fotografica.

In questa occasione verrà inoltre presentata la videointervista “Ferruccio Ferroni– Architettura della materia” curata da Marcello Sparaventi, montata da Gianluca Vincenzetti e Fabio Carbonari dove il fotografo senigalliese racconta la sua vita, le dolorose esperienze patite in guerra e in prigionia, ma soprattutto la passione per la fotografia. Il Dvd e il catalogo sono edite da Omnia Comunicazione.

Inaugurazione:
sabato 1° marzo 2008 ore 17 (1 - 24 marzo 2008)
Apertura: 16.00 - 19.30 venerdì e sabato
16.00 - 19.30 da lunedì 17 a giovedì 20
10.00 - 12.30 / 16.00 - 19.30 domenica e lunedì di Pasqua

Informazioni:
Ufficio cultura 071. 6793207
Ufficio I.A.T. 071 679047
www.corinaldo.it





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 febbraio 2008 - 2393 letture

In questo articolo si parla di fotografia, corinaldo, ferruccio ferroni


Anonimo

08 febbraio, 11:11
Bravo Marcello! <br />
Finalmente un volto nuovo e appassionato di fotografia delle nostre terre!!<br />
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In bocca al lupo e complimenti per la scelta di essere affiancato da Roberto Mutti in questo lavoro.<br />
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Mina<br />
<br />
--Mina

claudio

09 febbraio, 18:57
Un gran bell'evento culturale che abbiamo la fortuna di avere qui a Corinaldo.<br />
Diciamo che potrebbe essere un buon punto di partenza per creare una circuitazione di una cultura di cui abbiamo estremamente bisogno. Fotografia, pittura (quella seria...), scultura: insomma l'arte contemporanea nei suoi molteplici aspetti non può che farci del bene e migliorarci. E magari migliorare ed aumentare qualitativamente e numericamente le presenze nella nostra Corinaldo.<br />
L'unica postilla rilfessiva: il teatro Goldoni è un ottimo luogo di cultura per ospitare altra cultura, ma indubbiamente abbiamo bisogno di uno spazio apposito dove si possa fruire di essa più agevolmente e aperto tutto l'anno.<br />
Grazie<br />
<br />
Claudio




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