Al Musinf ritrovato uno scritto di Pasolini sulla scultura di Castelli

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Vivissima soddisfazione è stata espressa dal direttore del Musinf, Carlo Emanuele Bugatti, annunciando ai collaboratori del bollettino di fotografia dell’istituzione museale il ritrovamento di uno scritto di Pier Paolo Pasolini sull’opera plastica dello scultore senigalliese Alfio Castelli.

dal Comune di Senigallia
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"L’autrice del ritrovamento" ha annunciato il prof. Bugatti "è stata Irene Piantato dell'Università Cattolica di Milano, che sta operando ricerche sui manoscritti inediti del grande scrittore e regista.

“La ricercatrice si è rivolta a noi” ha comunicato il prof. Bugatti “per identificare le sculture di Alfio Castelli alle quali Pasolini si riferiva nel suo scritto, cosa che abbiamo potuto fare con prontezza e grande soddisfazione, trattandosi di due opere catalogate dal Musinf, una delle quali presente nella raccolta Castelli del Museo comunale di Senigallia". "Grazie alla realizzazione da parte del Musinf di varie catalogazioni delle opere di Alfio Castelli, sia ai fini espositivi che di conservazione" ha aggiunto il prof. Bugatti "ho potuto subito spedire alla ricercatrice le fotografie delle due sculture, che avevano suscitato l’interesse di Pasolini".

Una delle sculture è intitolata “Nascita di Venere” , un bronzo del 1950, ed una “Nudino”, realizzata sempre in bronzo nel 1954. Il ritrovamento dell’inedito di Pasolini rilancia l’attenzione attorno all’intera raccolta di scultura del Musinf, che contiene opere di Enrico Mazzolani, Silvio Ceccarelli e Alfio Castelli, coprendo circa un secolo di storia della scultura italiana, all’interno della quale questi tre scultori senigalliesi, hanno svolto un ruolo di autentici protagonisti. Infatti Mazzolani fu protagonista della maiolica liberty, mentre Ceccarelli fu uno dei grandi talenti dell’Accademia di Roma negli anni Trenta e Castelli svolse un ruolo di autentico innovatore nell’ambito della plastica italiana del secondo Novecento.

“Il ritrovamento dello scritto di Pasolini” ha concluso il prof. Bugatti “aiuterà moltissimo a far prendere coscienza del fatto che il patrimonio artistico senigalliese del Novecento non si limita all’eccezionale esperienza della fotografia, con autori come Cavalli, Giacomelli e Ferroni ed altri, che aderirono alle esperienze del gruppo Misa e del manifesto del Passaggio di Frontiera o che, come Pegoli hanno frequentato gli itinerari della fotografia di reportage giornalistico. Invece è da considerare con maggiore attenzione il grande ruolo svolto dagli scultori senigalliesi nel Novecento”.

Nelle immagini sopra lo scultore Alfio Castelli, sotto un ritratto di Pasolini realizzato dalla pittrice Maria Jannelli.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 febbraio 2008 - 2612 letture

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