La comunità ebraica boccia la ricostruzione del ghetto di Cervellati

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
No alla ricostruzione del Ghetto ebraico di piazza Simoncelli. Si preannuncia un acceso dibattito sulla previsione contenuta nel piano del centro storico redatto dall'architetto Pier Luigi Cervellati, atteso in Consiglio Comunale tra qualche settimana per l'approvazione.

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it


La comunità ebraica senigalliese contesta aspramente l'ipotesi di ricostruire l'antico ghetto di piazza Simoncelli e sulla questione si dice intenzionata a non mollare. “Motivare la nostra contrarietà è facile -afferma Ettore Coen, della comunità ebraica- il piano Cervellati prevede la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto del 1930 mentre la demolizione del ghetto ebraico iniziò nel 1848 sotto il pontificato di Pio IX, quindi il vuoto che si è creato in piazza Simoncelli non è stato provocato da una calamità ma da una precisa volontà dell'uomo. La ricostruzione del ghetto sarebbe un falso storico. Condividiamo l'intento del piano Cervellati di ricostruire gli edifici nella loro antica munificenza ma questo non ha nulla a che vedere con il ghetto”.

Per la comunità ebraica occorre distinguere tra quella che fu una precisa volontà di abbattere il ghetto e i disastri provocati da un terremoto. “Nel 1753 gli ebrei a Senigallia erano 650 e diventarono un migliaio all'epoca della Fiera Franca su una popolazione di circa 6 mila residenti -ricorda Coen- Oggi su 42 mila abitanti siamo solo una ventina. Dal saccheggio del 1799, quando molti ebrei fuggirono trucidati ed altri scapparono, la nostra comunità non si è più ripresa e per noi quel vuoto lasciato in piazza Simoncelli rappresenta meglio di ogni altra cosa una comunità che non c'è più”.

Unica ipotesi accettabile sarebbe l'apposizione di una targa in piazza Simoncelli in ricordo dell'antico ghetto. Ma nulla di più. “Se l'Amministrazione vuole ricostruire l'antica città, allora provocatoriamente potremmo dire che insieme al ghetto bisognerebbe abbattere le spallette del fiume e togliere la ferrovia per far risalire le barche lungo il fiume -aggiunge Coen- provocazioni a parte, siamo preoccupati per questa previsione tanto che abbiamo interessato anche il presidente dell'Ucei Renzo Gattegno e la stessa senatrice Silvana Amati che si è dimostrata sensibile al problema da noi posto”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 gennaio 2008 - 2834 letture

In questo articolo si parla di giulia mancinelli, ettore coen, piano cervellati


Daniele_Sole

12 gennaio, 10:46
E' giusto, quello di demolire il "ghetto" fu una decisione, una precisa volontà.<br />
Ma anche quella di "costruire un nuovo isolato" (suona meglio così?) è una decisione che si deve valutare.<br />
Personalmente non sono contrario, anche se le nuove costruzioni occupassero solo metà piazza e lasciassero spazio a parcheggi sotterranei, puchè si realizzino edifici con un pregio, non scatoloni squadrati di cemento che stonerebbero definitivamente.<br />
<br />
Fa merito alla rimasta comunità ebraica senigalliese il fatto di condividere l'INTENTO del piano Cervellati, ma per questo non comprendo la loro preoccupazione.<br />
Pensano che così si voglia cancellare la memoria storica, o si voglia camuffare con un falso storico?<br />
<br />
PS: la targa che ricorda l'abbattuto ghetto c'è, un'intera lapide in marmo, in uno dei palazzi rimasti del vecchio ghetto che da proprio verso la piazza.

lsnn

12 gennaio, 20:27
So benissimo che una targa c'è.<br />
Ciò che intendevo dire, è che se proprio si deve costruire in quella piazza, altro non può essere che un qualcosa a ricordo oltre che del ghetto, della memoria delle 13 persone li uccise solo perchè di un'altra religione (di cui adesso non c'è menzione). <br />
Relativamente alla "costruzione di un nuovo isolato" come Lei lo definisce, mi sembra che a Senigallia lo spazio non manchi (ne hanno appena terminato uno al Cesano).<br />
Ma Lei poi crede davvero che, come lo stesso Cervellati ha dichiarato e apparso oggi sulla stampa locale, si voglia realizzare un'edilizia economica e popolare?<br />
Se si La invidio perchè evidentemente Lei è un sognatore.<br />
Un saluto Ettore <br />
<br />

marinelli

14 gennaio, 04:43
Veramente non riesco a capire! <br />
Si vuole riorganizzare una città da vivere in tutti i sensi, anche parcheggiando la macchina per fare una commissine di 20 minuti o istituire un museo da calpestare in punta dei piedi, dare un'occhiata e poi andar via??<br />
Più che mai sembra prendere campo la seconda ipotesi, senza fare poi altre considerazioni...<br />
-Il ghetto era (credo) anche un segno di chiusura, discriminazione verso una civiltà, un credo...allora adesso nel 3° millennio vogliamo far riemergere le barriere sociali?? <br />
-Rifare il ghetto con i materiali e i progetti di 3/4/5 secoli dopo?? Sarà moderno o un'opera di modellismo??<br />
-Case popolari lì?? (non aggiungo altro...)<br />
-Assassinio di altri 100 posti auto o forse più??<br />
-Quali scopi?? <br />
-Necessario spendere soldi così??<br />
-Perchè non pensare all'edilizia residenziale pubblica negli altre aree abbandonate da decenni e sparse?? <br />
<br />
Stanco in vacanza a Senigallia

alessandro castelbellino

ha ragione la comunita´ebraica e ´ veramente triste leggere delle persecuzioni contro questa comunita´ e pensare che nella nostra citta´ ne sono rimasti solo 20.




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