lapiagadivelluto: Non staccate la spina all'Arte

5' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
"Così al deserto convesso di un universo in espansione non si aggiungerà il deserto concavo e inondato dell'implosione dei punti di vista". Lo scenario è inquietante, l'Apocalisse è vicina ma non tappatevi in casa: la minaccia viene solo dal catalogo di una mostra alla Rotonda.

di La Piaga di Velluto
lapiagadivelluto.splinder.com


Effettivamente la Rotonda era un deserto, l'altra sera, in un "momento di visibilità" del progetto della Comunità Europea VAPARTEC, finalizzato, fra le altre cose, "alla trasformazione della Rotonda a Mare in un laboratorio d'innovazione del turismo culturale nell'Adriatico attraverso l'arte contemporanea". Sembra che il Comune di Senigallia abbia investito 150.000 Euro nel progetto, costato complessivamente 400.000 Euro, e una visita alla Rotonda mi è sembrata doverosa, soprattutto per il rispetto che tutti dovremmo avere per il denaro. Quello pubblico, ovviamente.

Trovarsi da soli alla Rotonda è un'esperienza frequente, il posto sembra rifiutare gli ospiti e soltanto il cartello all'ingresso riesce a trasmettere l'idea che all'interno avvenga qualcosa. Una serie di storie si dipanano nel grande spazio e l'esile catalogo cerca di dare un senso a tutto. Non ci riesce, ma la colpa è del visitatore, uomo solido, incapace di astrazione e, soprattutto, senza interlocutori.
Nel "momento di visibilità" ho avuto per qualche minuto l'impressione di trovarmi al Marco Polo dopo l'orario di chiusura. L'espressione prevalente dell'arte contemporanea è il DVD, stiamo perdendo la manualità in favore dell'immagine e gran parte delle installazioni della mostra richiedono schermi LCD, lettori DVD e videoproiettori. Più che arte contemporanea ho visto una fiera dell'elettronica. Il moderno mecenate è quello che paga la bolletta.

Le storie in DVD, le installazioni. C'è un'artista croata che si tuffa incessantemente in una piscina, arriva al bordo e ti dà il benvenuto in varie lingue. Continuerà a farlo per ore, il DVD è nella funzione repeat ed è inutile aspettare che si faccia la doccia alla fine della performance, anche se io ci ho messo un bel po' per capirlo.
C'è una signora che destruttura i calcinacci alla ricerca di una città, componendo una serie di forme geometriche casuali. Per anni ho visto i miei figli farlo e non ho mai pensato di farli scoprire da qualche critico d'arte.
Una delle paure dell'uomo moderno è quella di assistere ad un film greco in lingua originale con sottotitoli in giapponese. Alla Rotonda questa paura si realizza, una delle installazioni è un documentario in croato con sottotitoli in inglese e, da quello che sono riuscito a tradurre, l'arte contemporanea c'entra ben poco, quello è un documentario sulla speculazione edilizia in Croazia, prodotto nel 2005 e rimasto invenduto.

Tutto questo avviene mentre una ragazza si confeziona un sacco a pelo di lana a forma di delfino e qui l'antitesi è evidente, ci sono arrivato anch'io: un essere intelligente come il delfino non si presterebbe mai a questi esperimenti. Per l'artista il sacco a pelo rappresenta una balena, ma per me è un delfino e la cosa più seccante è stata quella di non poter esporre il mio punto di vista a nessuno.
L'installazione più complessa è una specie di bosco ghiacciato tenuto in vita dalle pedalate dei visitatori. Sicuramente il bosco è morto dopo pochi minuti dall'inaugurazione per mancanza di manodopera e ho tentato vanamente di rianimarlo con cinque minuti di cyclette. Non è stato faticoso, ma visto che non riuscivo a produrre alcun effetto tangibile ho smesso di pedalare, anche per non fare la figura dell'idiota verso un paio di persone che passeggiavano in terrazza, incuranti dei miei sforzi per l'Arte.

Le altre, poche, opere in mostra sono apprezzabili: al centro della sala trionfa una giostra con le gigantografie di alcune ospiti della Casa Protetta ex IRAB trasformate in sirene e l'installazione di Alem Korkut, artista croato che ha interpretato il moto ondoso con l'aiuto di un videoproiettore.
Rimane solo il poster monografico ludico del gruppo El Càrtel di Madrid, che ho già visto attaccato alla porta del magazzino dell'Orlanda "la Bibi", pescivendola del Foro Annonario. Lei lo usa per tappare lo spioncino della porta, è gelosa delle sue cose.
Nel complesso questa sessione di arte contemporanea mi ha coinvolto come una televendita di macchine da cucire e la tentazione di staccare qualche spina mi ha accompagnato fino all'uscita.

Qualche anno fa ho visitato la chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma, vicino al Pantheon. Con l'investimento di un solo Euro ho acceso le luci di una buia cappella laterale. E sono rimasto senza fiato di fronte ai tre quadri di Caravaggio sulla vita di San Matteo, un'emozione irripetibile.
Forse quei soldi potevano trovare un'altra destinazione, ma chi glielo dice a quella ragazza in piscina che gli abbiamo levato il tappo?


Il sacco a pelo a forma di delfino, El Càrtel di Madrid a confronto con la porta del magazzino dell'Orlanda


La città destrutturata, fog di N. Rincolvati, il bosco ghiacciato





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 gennaio 2008 - 9092 letture

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Anonimo

02 gennaio, 08:25
Commento sconsigliato, leggilo comunque

grifone

02 gennaio, 00:51
Spero che sia uno scherzo tutto questo ... non voglio credere che siano stati investiti tutti quei soldi ... si dai era uno scherzo ;)

Daniele_Sole

02 gennaio, 11:41
Parafrasando un film potrei dire:"E' l'arte, dolcezza!!"<br />
Che può piacere o non piacere, a seconda dei gusti.<br />
A me personalmente l'arte moderna non piace, non sempre ne capisco l'essenza e nessuno mi sa spiegare i canoni per comprenderla: anche la poesia mi dice poco, ma se qualcuno mi da gli strumenti per capirla, allora la posso apprezzare (vedi per esempio Dante con Benigni).

Anonimo

02 gennaio, 14:30
A parte la nota ironica che mi ha veramente divertito - anzi ringrazio lo scrittore per avermi regalato qualche risata - non ho parole...<br />
Qui c'è senza dubbio un progetto rovinoso se nonchè pazzoide per creare massima confusione e sperpero di denaro...Una sorta di cattiveria senza pari...Immaginiamo un ipotetico individuo estremamente ignorante ed arrogante che vive in un ipotetico periodo di carestia in un paesello con tanta gente povera e disgraziata...Immaginiamo che questo individuo abbia la possibilità di arrivare per primo a tanti alberi da frutta e che voglia, nella sua irrazionalità, pensare nella tal maniera: io la frutta per me c'è l'ho e pure tanta!!! Degli altri non me ne frega proprio niente!!! Anzi quella che avanza la facccio cadere e rovinare...<br />
Avete percepito la metafora?? Ricordate poi la preinaugurazione della Rotonda nel 2005 con le opere del sommo artista comunale Cucchi?? L'inaugurazione ed il compleanno?? In parole più semplici, tali esposizioni artistiche di tale gusto e rinomatezza, sarebbero forse più indicate a Milano, Roma, Venezia (perchè non esporle a alla Biennale o addirittura in Croazia...??) dove si potrebbe incontrare un pubblico di apprezzatori sicuramente più vasto.<br />
Per quanto riguarda infine il mio parere personale sull'immobile (io lo chiamo la palafitta) che non cambia da oltre 10 anni...quanto vorrei vederlo dato ai senzatetto e disgraziati, almeno anche i tanti soldi spesi sarebbero serviti a qualcosa... <br />
<br />
<br />
--stanco in vacanza a seniallia

Anonimo

02 gennaio, 15:03
provo a dire ..<br />
se Dante fosse una palestra lei non allenerebbe i muscoli ma il cervello EducazioneDisciplinaArtistica.<br />
<br />
La creatività è una dote innata o c’è o non c’è, la cultura ne può solo stabilire l’espressività e ne è una componente, anche se non determinante.<br />
Un creativo colto alla domanda risponde sempre con nozionismo erudito.<br />
Un creativo colto ed intelligente risponde alle domande gestendo in modo proprio la cultura di cui dispone e illuminandone il percorso con esemplificazioni.<br />
Un creativo geniale non risponde a delle domande ma propone ciò che altri non hanno ancora pensato ne tanto meno visto, a prescindere dal livello culturale. Questa è vera creatività che alcune volte precede i tempi.<br />
La creatività è come un gorgo che inghiotte intelletto e anima, non ne conosci la profondità e quando ti inghiotte non sei sicuro di ritornare alle coordinate da cui sei partito; qui sta il rischio della genialità che percorre con formule alchemiche il futuro della comunicazione intelligibile.<br />
<br />
M.DalBunker<br />
<br />
<br />
--dignani enrico

Anonimo

02 gennaio, 18:59
Commento sconsigliato, leggilo comunque

michele

03 gennaio, 01:07
Avevi ragione Piaga! Non se ne è accorto nessuno!

maddeche

03 gennaio, 07:00
<br />
a questo punto sono anch'io un artista contemporaneo...

michele

03 gennaio, 15:20
Uno dei migliori!

Anonimo

03 gennaio, 20:14
Come posso fare a rintracciare questo Rincolvati?<br />
Vorrei organizzargli una mostra.<br />
<br />
--Achille Bollito Oliva

maddeche

04 gennaio, 06:23
<br />
Rincolvati è morto nel 1996 a Lisbona, quotazioni alle stelle

Renato_Pizzi

06 gennaio, 17:18
L'infinitamente grande si congiunge con l'infinitamente piccolo. Grande è la spesa quanto piccolo il risultato. L'insopportabilmente snob si confonde con l'incredibilmente provinciale. L'Amministrazione forse prosegue con coerenza la battaglia per educare il popolo alla raccolta differenziata, usando l'arte e la RAM come metafora.<br />
L'uso della Rotonda è piuttosto sintomatico di come certa parte della sinistra concepisca sia l'arte sia il "potere" sia l'uso dei denari pubblici, sia infine la propria funzione.<br />
E a questo punto, tra l'assessorato alla cultura e il Mezza Canaja, meglio il MC: almeno è gratis.




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