Cna: gli studi di settore non colgono la realtà delle imprese

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
In questi giorni sono in fase di chiusura le attività relative alle denunce dei redditi e un acquazzone piuttosto freddo sembra volersi abbattere su migliaia e migliaia di imprese della provincia di Ancona.

da Cna Senigallia


Ne danno notizia gli uffici Caf Cna, da dove arriva la previsione che molte piccole imprese andranno incontro ad esborsi più alti per il probabile aumento delle tasse dovuto ai nuovi indicatori voluti dalla Finanziaria. “Parliamo di un esercito di ben 25mila imprese tra artigiane, commerciali e piccole srl”, spiega il responsabile di Cna Service Andrea Calcina. Tante sono le aziende interessate nella nostra provincia dall’applicazione degli studi di settore ed in particolare con i nuovi indicatori di congruità previsti dalla Finanziaria.

“Applicando questi nuovi indici – continua Andrea Calcina – aumentano i ricavi congrui e di conseguenza le tasse, modificando le previsioni fatte precedentemente con le imprese. Il punto però è che l’indicatore non coglie puntualmente la specifica realtà aziendale, andrebbe in sostanza a colpire indistintamente provocando ingiusti esborsi in tasse”.

“E’ grave che questa revisione degli studi di settore sia avvenuta senza alcuna concertazione – afferma il Presidente della CNA di Senigallia Cesare Morganti – gli studi passati erano concordati con le diverse categorie di impresa. Ora il Ministero dell’Economia ha costituito in modo del tutto automatico nuovi parametri, con la conseguenza che moltissime piccole imprese non saranno più congrue”. Ecco perché Cna si sta già muovendo a tutti i livelli – locale, regionale e nazionale – affinché l’Amministrazione finanziaria modifichi l’applicazione degli indicatori, escludendo i cosiddetti contribuenti marginali, quindi le piccole imprese e tutte quelle che operano in condizioni di marginalità economica, per le quali l’indicatore non coglie la realtà economica.

“A tutela di questa enorme quantità di imprese che verrebbero colpite da un provvedimento non giusto – conclude Calcina – la Cna chiede anche che lo strumento del “contraddittorio” venga rafforzato a tutela delle imprese che invece saranno soggette a questa nuova metodologia di calcolo”. Ora non resta che attendere la circolare dell’Agenzia delle entrate…





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 giugno 2007 - 2051 letture

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