Il contoterzista, garanzia per l'agricoltura marchigiana

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Un confronto sulla meccanizzazione agricola come unico modo per far fronte al deficit di manodopera. Se ne è discusso oggi (1° marzo, ndr) a Senigallia nel convegno “Non Solo Agricoltura”, promosso dall’Apima di Ancona. Un importante passo in avanti nel segno del dialogo tra agricoltori e istituzioni

da Segni e Suoni


Per sostenere i costi della meccanizzazione ci vuole professionalità. Questa la missione del contoterzista, che costituisce l’anello di congiunzione tra l’agricoltore e il consumatore. Della sua attività di rilievo per il settore primario si è discusso nel convegno “Non solo agricoltura”, promosso dall’Apima di Ancona, in programma oggi (1° marzo, ndr) presso l’Istituto Panzini di Senigallia. “Quando si parla di agricoltore è implicito far riferimento al contoterzista: senza le macchine, infatti, non esisterebbe più l’agricoltura” – ha esordito Mirco Principi, Presidente dell’Apima di Ancona.” “Il contoterzista gestisce il 90% della superficie agricola regionale. Garantisce la conservazione e la tutela dell’ambiente, si interessa delle fonti energetiche rinnovabili” – ha continuato Principi.

Sono duecentocinquanta le aziende nelle Marche che svolgono questo lavoro. Dai più vengono considerate le eredi dirette del mezzadro, piccolo “imprenditore” agricolo che tanto caratterizzava il territorio marchigiano. Se si considera che la superficie media delle aziende agricole nella nostra regione è di sette ettari, è impensabile poter immaginare come i nostri agricoltori possano sostenere i costi cospicui dei macchinari per la lavorazione della terra. E qui entra in gioco il contoterzista. L’incontro del primo marzo vuole essere un momento di dialogo tra le istituzioni del territorio e chi del territorio si prende cura da generazioni. Condizionalità e multifunzionalità i temi del convegno approfonditi alla luce del panorama mutevole delle imprese agromeccaniche. Per condizionalità, si intende una serie di criteri di gestione la cui osservanza è obbligatoria da parte dell’agricoltore. La condizionalità, dunque, come polizza assicurativa che il cittadino paga all’agricoltura per veder garantita la salubrità degli alimenti prodotti, ma anche un’opportunità per una più corretta gestione della propria azienda, di fronte alle sfide che il mercato comunitario impone.

Un impegno a innovarsi che può prendere piede grazie alla maturata esperienza nel settore della gestione razionale dei fondi da parte di chi, come le associazioni di meccanizzazione agricola, garantisce l’evoluzione della tecnica applicata all’agricoltura. Senza la dotazione di mezzi all’avanguardia e delle rispettive conoscenze, l’agricoltura non può andare avanti.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 marzo 2007 - 3667 letture

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