I Miserabili di Marco Paolini, con lo zampino di Margaret Thatcher

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Chi sono i miserabili del terzo millennio? Ce lo ha spiegato Marco Paolini ieri sera alla Fenice nel suo spettacolo “ Miserabili. Io e Margaret Thatcher” , accompagnato dal commento musicale dei Mercanti di Liquori.

di Giulia Angeletti


Chi non ha mai visto un “Album” di Marco Paolini? È proprio dagli anni ’80, quando si fermavano gli “Album” che Paolini parte per il nuovo spettacolo: mantenendo un punto di vista legato alla provincia del nord-est italiano nella figura dell’immaginario e ormai conosciuto Nicola, si aggiunge la Thatcher, come causa simbolica dei cambiamenti della vita quotidiana della gente comune.

Inizio spettacolo quanto mai insolito: 20.30, i primi spettatori stavano iniziando a raggiungere i loro posti, quando ecco comparire Paolini che si aggira tra le poltroncine, con fogli alla mano, declamando episodi dei vecchi “Album”. “Avete ragione a chiedermi perché faccio lo scemo prima dello spettacolo!” e motiverà poi il fatto richiamando la gravità degli avvenimenti della politica italiana in corso.

Nello spettacolo ritroviamo quindi Nicola, ragazzo degli anni ’60, adolescente negli anni ’70, ed ora negli anni ’80 uomo maturo, di fronte ai cambiamenti avviati in quegli anni dalla Thatcher o da Regan, improntati sull’individualismo, sul libero mercato e la globalizzazione.

Chi sono i miserabili del 2000? Miserabile è quella società che rinuncia a costruire un futuro e che si arrende agli oroscopi e ai maghi della finanza. La politica sembra non avere più voce in capitolo, in un mondo dominato dall’economia, dalle regole del mercato e dall’interesse personale.
Con lucidità e ironia Paolini ci conduce in un viaggio all’interno del nostro paese: fabbriche, lavoro precario e uffici di collocamento, ospedali con medici incompetenti, il sindacato.

Il racconto è in forma di ballata, con monologhi, canzoni e brevi narrazioni. La voce di Paolini è quasi sempre accompagnata dalla musica dei Mercanti di Liquori, che sono stati sul palco al fianco dell’attore, interagendo attivamente nello spettacolo.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 febbraio 2007 - 3303 letture

In questo articolo si parla di teatro, teatro la fenice, giulia angeletti


Daniele_Sole

24 febbraio, 11:26
SIGH.... altro bello spettacolo perso.<br />
Cavolo, già quando mi ero informato non si trovavano più biglietti.<br />
E ieri in giro non c'era un parcheggio libero, quindi di gente ce n'era, eccome!<br />
Bravo Marco!

Anonimo

24 febbraio, 17:24
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Peccato che l'hai perso.<br />
Io ho prenotato a gennaio, per darti un'idea...<br />
C'era il tutto esaurito. 900 posti su 900.<br />
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Lo spettacolo è bello, anzi di più, è indispensabile.<br />
Indispensabile a chi vuole capire un po' di più la realtà dei nostri giorni.<br />
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Il parcheggio io l'ho trovato vicino alla Fenice, anche perché a teatro ci si dovrebbe arrivare in anticipo (infatti io ho visto tutto il pezzo iniziale di Paolini tra il pubblico), e non in ritardo come molti che sono arrivati alle 21 e 15 passate.<br />
Paolini ha aspettato i ritardatari per iniziare lo spettacolo...<br />
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-- Isola




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