Palazzo Gherardi: quale futuro per lo storico edifico senigalliese?

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
La pubblicazione sugli organi di stampa delle riflessioni del prof. Lanfranco Bertolini sul futuro dell’antico Palazzo Gherardi non sembra aver suscitato alcun interesse, a parte le polemiche rinnovate dal “Comitato per salvare il Perticari”.

di Gruppo Società e Ambiente
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Il futuro di questo edificio ci sta particolarmente a cuore per la sua storia e per il valore simbolico che rappresenta per la città. Molti ricordano che agli inizi del ‘900 vedeva ospitare nel salone di rappresentanza, nei lunghi corridoi e nelle stanze dagli alti soffitti il famoso Albergo Roma. Dopo il disastroso terremoto, che ha portato distruzione e lutti a Senigallia, come ricorda il prof. Bertolini si pensava di adibire tutto l’isolato a Palazzo Comunale, in sostituzione di quello di Piazza Roma fortemente danneggiato e destinato a demolizione. Il progetto non ebbe seguito e gran parte dello stabile fu adibito a sede della Biblioteca Comunale e del Liceo Classico, una destinazione che contribuì a mantenere all’edificio una valenza sociale e collettiva, che vorremmo fosse conservata anche per il futuro.

Infatti, nonostante i segni del tempo, i suoi valori architettonici e la posizione centrale all’inizio dei Portici Ercolani, nei pressi della ristrutturata piazza del Foro Annonario, ne fanno un edificio di grande interesse per la sua collettività: dalle sue finestre si gode di un ampio scorcio sulle colline, sul fiume ed in lontananza anche sul porto, proiettandolo così verso la nuova area più strategica della città. Non siamo quindi d’accordo con la prospettiva di frantumare la globalità del Palazzo Gherardi in appartamenti e uffici e vogliamo che conservi l’importanza e centralità avute sempre nel passato. Di conseguenza auspichiamo una scelta da parte dell’Amministrazione Comunale che gli conservi una funzione pubblica. Intanto le sue condizioni non sono ottime, ci sono infiltrazioni dal tetto, infissi che cadono a pezzi, rischio di caduta di frammenti di cornicione con grossi pericoli per i passanti. Il Palazzo Gherardi non può aspettare ancora molto tempo e speriamo che la cittadinanza prenda a cuore questa emergenza, proponendo anche alcune ipotesi di utilizzo dello stesso. Una possibilità sarebbe quella di collocarvi una struttura museale finalmente degna di questo nome, un “Museo di arte contemporanea” o anche meglio un “Museo della Città”, già proposto in altre sedi, trasferendovi il materiale del Museo dell’Informazione, aggiungendovi un settore dedicato all’arte fotografica e alla memoria di Giacomelli di cui tanto si parla e quanto altro.

Contestualmente proponiamo di non disperdere il valore degli oggetti e strumenti presenti nel gabinetto scientifico dello storico Liceo Classico Perticari, a tutt’oggi conservati in un lato del palazzo stesso, e che costituiscono una preziosa testimonianza scientifica e didattica dell’Ottocento.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 02 febbraio 2007 - 5073 letture

In questo articolo si parla di storia, palazzo gherardi, senigallia


Renato_Pizzi

04 febbraio, 20:47
Lo scrivo con la grande speranza di essere smentito: Palazzo Gherardi ha un enorme valore commerciale che il Comune -come qualche esponente ha già lasciato capire- non rinuncerà a monetizzare. <br />
Ci diranno che con questi soldi verranno realizzate opere di grande interesse collettivo e questo chiuderà il discorso. E' su questo invece che si dovrebbe aprire un dibattito politico in città, prima di trovarsi davanti al fatto compiuto. Magari vendere l'immobile alle imprese edili sarà un sacrificio inevitabile visto lo stato delle finanze cittadine, magari è anche giusto che si prenda una decisione simile ma vogliamo decidere insieme, visto che il patrimonio è della città e non dell'amministrazione (quale essa sia, non intendo personalizzare nè polemizzare con nessuno), almeno le linee guida di una eventuale operazione (senza dimenticare che nel discorso entra anche la Fagnani)? Se Palazzo Gherardi finisse per diventare un condominio per ricchi o sede di studi prestigiosi, sarebbe una tristezza. Io ci avrei lasciato il Classico, ma questo ormai è un capitolo chiuso: pensate però come ci sterebbe bene una Facoltà Universitaria, magari sede staccata di Urbino, giusto per dirne una. Il Museo dell'Informazione ha più opere nei magazzini che esposte, anche questa sarebbe una buona ipotesi. Insomma, qualsiasi cosa che servisse a qualificare il Centro e la città tutta. Ma resta il fatto che Palazzo Gherardi vale un sacco di soldi...

Mbuto

02 febbraio, 20:47
Molto condivisibile questo intervento del GSA e mi piace anche la proposta di Palazzo Gherardi come grande museo cittadino, in realtà mi piace altrettanto (forse anche di più) l'dea di Bertolini per un "Centro della Gioventù di rilievo nazionale ed internazionale, un po’ ostello e un po’ servizi..." In ogni caso è fondamentale che ci si sforzi il più possibile per ridare a questo edificio una valida funzione pubblica e di prestigio per la città. <br />
In quanto al fatto che la proposta di Bertolini non abbia suscitato interesse non sarei tanto d'accordo, qui su VS il suo articolo ha avuto ben più di mille letture e diversi commenti tutti più che favorevoli, sull'altro giornale online di Senigallia è stato fatto addirittura un sondaggio sulla destinazione di palazzo Gherardi e le persone che hanno partecipato hanno dato una netta preferenza alle due ipotesi secondo me migliori, appunto il centro per i giovani e il museo, i risultati del sondaggio si possono vedere qui:<br />
http://www.60019.it/index.mv?fname=esito_sondaggio&idsondaggio=1168506079&ftitolo=Quale%20potrebbe%20essere%20la%20destinazione%20pi%F9%20appropriata%20per%20Palazzo%20<br />
(Scusa Michele per la pubblicità alla concorrenza :-) )<br />
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Non ci sono stati segnali ufficiali finora, questo è vero, quindi questo articolo è quantomai opportuno, teniamo conto però che l'intervento di Bertolini è solo del 10 gennaio scorso, conoscendo i tempi della politica e considerando che il dibattito nell'ultimo mese è stato pressoché totalmente assorbito dal bilancio 2007 non dovremmo, almeno per il momento, farci prendere dal pessimismo.