Si spara pulendo la pistola e denuncia un'aggressione

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Venerdì sera M.V., trentottenne milanese che vive presso l'hotel Mignon si è ferito mentre puliva una pistola non denunciata.
Per coprire il fatto ha inscenato un'aggressione, ma in poche ore i carabinieri lo hanno smascherato.

di Penelope Pitti
penelope@viveresenigallia.it
foto di Luca Borella


Da due a otto anni di carcere. È questa la pena che rischia M.V., il 38enne pregiudicato, residente a Milano ma domiciliato a Senigallia presso l'Hotel Mignon, che venerdì sera raccontò ai medici del pronto soccorso che lo aveva medicato di essere stato ferito ad una gamba da un colpo di pistola sparatogli durante un agguato.

Nulla di più falso.

L'uomo si era inventato tutto per giustificare la ferita alla gamba destra che lui stesso si era procurato accidentalmente mentre puliva una pistola che deteneva clandestinamente. I Carabinieri di Senigallia hanno impiegato poche ore per risolvere il giallo e così il pregiudicato da sabato scorso si trova sottoposto a fermo con l'accusa di delitto per simulazione di reato e illecita detenzione e porto sia d'arma che di munizioni.

I primi dubbi sulla veridicità del racconto fornito dall'uomo (che ha detto di essere stato affiancato da un'auto nera da cui gli sarebbero stati sparati cinque colpi di pistola mentre camminava nel sottopasso di piazzale della Libertà) sono emersi già durante il primo sopralluogo dei Carabinieri. Nessun bossolo e nessuna “strisciata” di proiettile.

Dalla perquisizione all'interno della camera d'albergo di M.V., i militari hanno rinvenuto sulla moquette, accanto al letto, un bossolo calibro 6,35 e nel corridoio dell'albergo, nascosta in un quadro elettrico, è saltata fuori anche la pistola con matricola abrasata, dello stesso calibro, completa di caricatore e di due cartucce dello stesso calibro, sempre di marca G.F.L., proprio come il bossolo ritrovato.

Un giallo che ovviamente andava sempre più delineandosi ma a rendere più facile il lavori ai militari è stata la confessione resa dalla stesso pseudo-vittima che al pm Rosario Lionello ha raccontato quanto realmente accaduto venerdì sera.
Mentre l'uomo (che da qualche anno vive a Senigallia lavorando saltuariamente come aiuto cuoco in vari ristoranti del posto) stava pulendo la pistola, improvvisamente gli è partito un colpo che lo ha ferito ad una gamba.

Costretto a chiedere l'intervento del 118, ai medici dell'ospedale, che lo hanno sottoposto ad un intervento chirurgico e dimesso già sabato mattina, ha raccontato di essere stato vittima di un agguato per evitare di essere arrestato per detenzione di un'arma illegale.

Fin dall'inizio la versione raccontata sollevava molti dubbi - ha spiegato il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Senigallia Americo Di Pirro, affiancato dal comandante del nucleo radiomobile Antonio Carrozza e dal comandante interinale di stazione Mastronardi - al di là della mancanza di riscontri oggettivi, un episodio come quello inventato dall'uomo non rispecchiava affatto il territorio senigalliese. E non a caso l'uomo ha subito detto che l'agguato subito era legato a problemi con la criminalità lombarda. Siamo soddisfatti che la vicenda si sia risolta nei giro di poche ore e senza aver creato alcun allarme sociale inutile”.

Tracce ematiche I carabinieri che hanno incastrato l'uomo la pistola detenuta illegalmente





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 gennaio 2007 - 4758 letture

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