Vigor Femminile: dopo la bufera parla il presidente Giulianelli

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Dopo il discusso "sciopero" di 7 giocatrici, parla il presidente, che appare amareggiato. “Cerchiamo un allenatore, e mi attendo che le ragazze tornino ad allenarsi”.



Dopo la tempesta, la quiete. O almeno così sembra. Lo “sciopero” di sette giocatrici della Vigor, che sabato scorso si sono rifiutate di giocare contro la Reggiana il match di campionato protestando per l'esonero dell'allenatore Andreini, avvenuto 24 ore prima, e contribuendo così alla sconfitta per 7-1 (anche perché in porta c'era anziché un portiere, un giovane e sicuramente incolpevole difensore), ha fatto discutere non poco, anche a livello nazionale. A distanza di un paio di giorni il presidente Giulianelli è tornato sulla vicenda: “Ribadisco, non è stato assolutamente un esonero premeditato.

Dopo la partita contro il Milan, una partita brutta e giocata molto male, abbiamo avuto un colloquio, ma non era certo mia intenzione esonerarlo. Poi la situazione è però precipitata e siamo stati costretti a questa decisione”. Sembra che, rapporti non proprio idilliaci all'interno dello staff tecnico tra il mister e un altro componente dello stesso, e l'incapacità di mediare, abbiano determinato questa situazione. Di certo, la Vigor 2006-07 targata Andreini, pur sostanzialmente con la stessa rosa dello scorso anno, non era altrettanto brillante sul rettangolo di gioco, anche se la classifica era discreta e il cammino in Coppa Italia decisamente positivo. Ora però, è assai più importante guardare al futuro, che per essere roseo, dovrà per forza passare per il rientro delle sette giocatrici, indispensabile per centrare almeno la salvezza. Anche perché il mercato è chiuso e non sono più possibili acquisti.

“Tra mercoledì e giovedì avremo il nuovo allenatore, per il quale, anche se non personalmente, la società si sta operando”, dichiara Giulianelli, che continua, “da mercoledì rinizieranno gli allenamenti, e a quanto le ragazze mi hanno detto, se ci sarà il nuovo allenatore torneranno ad allenarsi. Io attendo, e non penso a punizioni al momento, ne credo che possa deciderne la Federazione, che sa quello che è successo, ma non ci ha comunicato nulla”. Toni distesi dunque, gli stessi utilizzati sabato dalle ragazze che non hanno voluto giocare (Mencaccini aveva chiarito a nome di tutte che si trattava di una scelta a loro dire “opportuna ma sicuramente non definitiva”), anche se il presidente non nasconde l'amarezza per essere balzato agli onori delle cronache per un fatto così spiacevole, e che a quanto pare potrà influire anche sui propositi futuri di rimanere in carica: “già quest'anno avevo pensato di abbandonare, ma poi non l'ho fatto. Credo che alla fine di questo campionato possa però accadere per davvero”, conclude infatti Giulianelli.

Intanto, ad addolcire la pillola, arriva l'ennesima convocazione in nazionale per atlete vigorine (Rosciani, Dulbecco, Vicchiarello, e Becci nell'under 17).





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 gennaio 2007 - 2500 letture

In questo articolo si parla di vigor femminile, andrea pongetti, calcio


melgaco

23 gennaio, 19:10
L'analisi di Masaniello non fa una grinza.<br />
<br />
La verità è che a Senigallia c'hanno tutti le saccocce a garagolo

Anonimo

23 gennaio, 17:24
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Anonimo

23 gennaio, 17:26
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Anonimo

23 gennaio, 18:29
Che Cino abbia commesso degli errori è indiscutibile. E' altrettanto indiscutibile però che sia stato lasciato solo a guidare una delle eccellenze sportive della città. La Vigor femminile, per il fatto che giochi in serie A e che sia arrivata quinta l'anno scorso, è una ricchezza per Senigallia. Ma non tutti, per utilizzare un eufemismo, se ne sono accorti. A cominciare dalle istituzioni. La politica sportiva in questa città è quella di navigare a vista ormai da anni, dando un colpo al cerchio ed uno alle botte. Poi ci si rammarica se le società spariscono. Basterebbe guardare Jesi. Jesi ha una squadra di basket maschile in A2, una di pallavolo femminile in A1 che lotta per lo scudetto e per la Champions e altre piccole realtà tutte agguerrite. Si dirà, solita e semplicistica obiezione, che Jesi è diversa da Senigallia, che ha le imprese e personaggi dell'industria, come Pieralisi e Latini, disposti ad investire. Obiezione questa volta sbagliata, perché vera solo in parte. Basterebbe guardare cosa è successo quest'estate quando Latini, patron delle cucine Sicc, è uscito di scena dalla basket. In poche settimane una task force di imprenditori, con la partecipazione attiva del Comune, è riuscita a garantire la sopravvivenza in A2 della squadra di basket attraverso l'intervento di grandi imprenditori, ma anche di piccoli azionisti (negozianti). E' mai successa una cosa del genere a Senigallia? No, basti pensare al progetto mai decollato "Spiaggia di Velluto" per la Vigor maschile di una decina di anni fa. Ed allora andrebbe ripensata totalmente la politica sportiva. Aiutare tutte le società è lodevole ed importante, ma poi occorre fare delle scelte. E' possibile che una squadra femminile a Senigallia sia costretta a fare degli sforzi sovraumani per trovare un pullman per andare in trasferta in giro per l'Italia o per allenarsi con continuità su un campo? E' possibile purtroppo ed è questo che decreta in partenza la sconfitta della politica sportiva. Poi si possono imputare a Cino tutti gli errori possibili ed immaginabili, ma è facile farlo, quando si è fuori, tanto semplice come quando si decide di sparare sul pianista che suona. La realtà invece è una e fa spavento: la mentalità, sportivamente parlando di questa città, è ostinatamente provinciale. Non solo dal punto di vista politico, ma anche imprenditoriale. E' vero non ci sono gli imprenditori grandi, ma ci sono albergatori e bagnini, categorie piuttosto importanti per una città a vocazione turistica (?). Si sceglie sempre la politica del meglio accontentare ognuno per coltivare il proprio orticello, che aiutare invece a crescere le eccellenze. Salvo poi ritrovarsi, orwellianamente parlando, di fronte a qualcuno più uguale degli altri. E questo non è successo certo con la Vigor femminile. Avanti di questo passo la sconfitta è già segnata. E come se si decidesse, quasi da autolesionista, di scendere in campo in dieci, invece di undici. Salvo miracoli e passione dei protagonisti, la condanna alla sconfitta è scontata. E quando svanisce la passione, affiorano stanchezza e confusione. Ecco perché Cino avrà pure fatto delle scelte sbagliate, ma se la Vigor femminile si disintegrerà, come è successo in passato col tennistavolo, altra eccellenza sportiva della città (noi tutti ci auguriamo che non sia così), non potrà essere lui il capro espiatorio.<br />
Con amarezza<br />
un senigalliese<br />
<br />
--masaniello

Anonimo

23 gennaio, 12:22
hai Smile come consigliera....<br />
<br />
--dignani enrico

Anonimo

22 gennaio, 20:23
Commento sconsigliato, leggilo comunque

melgaco

23 gennaio, 00:57
Cerchi un allenatore?<br />
<br />
Eccomi.<br />
<br />
Il patentino ce l'ho.<br />
<br />
Ma non ho esperienza con le donne.