Centri commerciali e negozi del centro aperti per l'Epifania

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Cgil, Cisl e Uil protestano perché la data del 6 gennaio non era tra le 28 giornate previste di apertura per il 2007.



Mentre i negozi del centro storico e del lungomare possono restare aperti tutti i giorni festivi (in base alla liberalizzazione delle aperture straordinarie introdotta oltre un anno e mezzo fa dall'assessore alle attività economiche Luigi Rebecchini), gli esercizi commerciali della restante parte del territorio comunale devono rispettare il limite delle 28 giornate all'anno di deroga per le aperture festive stabilite dalla legge regionale.

Abbiamo appreso solo da una recente ordinanza comunale che il 6 gennaio i negozi di tutto il territorio comunale, e dunque anche i centri commerciali, possono restare aperti per l'avvio dei saldi -chiosa Giordano Mancinelli della Cgil- questa data non rientrava nelle 28 giornate che avevamo stabilito al tavolo di concertazione con il Comune e le associazioni di categoria. Il punto è che il Comune, su richiesta di un'associazione di categoria, ha aggiunto questa giornata all'ultimo momento e senza dirci nulla. La cosa non ci vede assolutamente d'accordo perchè si era stabilito che il 7 gennaio era la giornata festivi in cui anche i centri commerciali potevano restare aperti mentre il 6 gennaio solo il centro storico e lungomare. Questo avrebbe incentivato il commercio in centro mentre ora, per il giorno dell'Epifania, avremo una concorrenza tra negozi del centro cittadino e i centri commerciali”.

A chiedere l'aggiunta di una giornata in più di deroga per il 6 gennaio (da recuperare poi durante l'anno) è stata la Confcommercio, convinta che le aperture dei centri commerciali non penalizzeranno i negozi del centro. “L'aggiunta di un giorno delle aperture straordinarie per i negozi di tutto il territorio comunale non rovina il calendario stabilito durante il tavolo di concertazione - afferma il presidente di Confcommercio Giancarlo Ciavattini - i commercianti hanno bisogno di recuperare le vendite non certo positive, soprattutto nel settore dell'abbigliamento, penalizzato dal clima mite che non ha incentivato gli acquisti dei campionari invernali. E poi i consumatori hanno già le idee ben chiare e sanno in quale negozi dirigersi e i centri commerciali non faranno concorrenza alle attività del centro storico”.

A spiegare la filosofia dell'ordinanza comunale è l'assessore alle attività economiche. “Abbiamo deciso di aggiungere la data del 6 gennaio nel calendario delle 28 giornate di deroga per le aperture straordinarie dei negozi su tutto il territorio comunale alla luce dell'anticipazione dei saldi decisa dalla Regione Marche per due motivi - sostiene Rebecchini - anzitutto perché Senigallia, in tutto il suo territorio, ha sempre aperto i negozi nel primo giorno utile dell'avvio dei saldi e poi perchè abbiamo ritenuto giusto dare la possibilità a tutti i commercianti di partire insieme con gli sconti. Non vedo nessun problema, anzi. Questa scelta confermerà Senigallia come polo di attrazione del commercio. Tengo a precisare comunque che l'apertura in più del 6 gennaio sarà recuperata d'intesa con le associazioni dei sindacati di categoria”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 gennaio 2007 - 9005 letture

In questo articolo si parla di sindacati, penelope pitti, luigi rebecchini, confcommercio


Anonimo

07 gennaio, 15:24
Quello che la Confcommercio forse non sa è che a lavorare in questo giorno di festa non sono dei robot ma delle persone che hanno famiglia e figli, quindi cerchiamo di mantenere intatte queste feste, perchè i clienti per fare shopping hanno a disposizione negozi aperti dal lunedi al sabato (e anche molte domeniche) e molti con orario continuato. Se continuiamo così tra un po di anni i nostri figli diranno che le festività si festeggiano nei negozi e non a casa con la famiglia!!!!!!!!! <br />
<br />
--Francesca

Pablo

07 gennaio, 17:07
..credo che alla Cup (inglesizzato per non fare troppa pubblicità) o in qualsiasi altro centro commerciale si vada per risparmiare o almeno questa è l'intenzione del consumatore (proietto la mia personale idea in modo presuntuoso sulla massa dei consumatori senza una minima base di indagine statistica). Mi sono sempre chiesto perchè a margine di un supermercato e nella galleria dello stesso ci si ostini a collocare negozi, negozietti e boutique i cui articoli stridono per prezzo coi pisilli in offerta che la massaia cerca tra gli scaffali accanto alla passata di pomodoro. Seguendo una logica tutta mia, al loro posto vedrei meglio uffici e sportelli di pubblica utilità che invece, di solito, trovano posto in vecchi palazzoni del centro storico la cui fruibilità è resa penosa dal solito problema parcheggi. Fra tutti spiccano gli uffici di riferimento per i disabili (tormentone al quale v'ho abituato) collocati, in genere, al centro del centro storico.<br />
Non mi spiego il perchè non si tenda invece a raggrupparli in un unica zona e quella dei centri commerciali (che diverrebbero...centri servizi?) mi pare la più indicata. Forse, trattandosi di strutture nuove e decentrate si risparmierebbe qualcosa anche in termini di affitti e manutenzione.<br />
In più il centro storico vivrebbe senza le emissioni gassose dell'auto di quello che viene in centro a rinnovare la carta d'ìdentità.<br />
La sintesi di tutto questo è: uffici e sportelli aperti al pubblico in zone dove sia possibile parcheggiare senza togliere il posto a chi vuol comprarsi un paio di scarpe per il Corso.<br />
Forse che alle massaie d'Italia piaccia tornare a casa coi piselli in offerta dentro la borsetta di Prada appena acquistata?<br />
..spandi e spendi..spandiespendi effendi..ahah.

Pablo

06 gennaio, 10:46
Ricordate lo spot che andava in onda qualche tempo fà in piena era Berlusconiana... del tipo che girava in città con la borsa della spesa e riceveva i ringraziamenti dei passanti per "mettere in moto l'economia" col suo ..spendi e spandi? E tutta l'ilarità che aveva suscitato? ..i più benevoli dicevano che l'unica economia messa in marcia era la Sua di Lui.<br />
Ora dalla Coop Cccp & C., per sintetizzare come farebbe l'assessore alle varie ed eventuali di Borgofritto: "fatti, non pugnette"!<br />
<br />
Paolo Belogi




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