Il messaggio di Natale del vescovo: il richiamo alla famiglia

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Carissimi, in questo Natale ho fermato il mio sguardo sul presepe, un’icona che rappresenta l’evento straordinario di Betlemme e che può restituire alle persone e alla comunità i veri valori della vita.

da mons. Giuseppe Orlandoni
vescovo di Senigallia


Immancabilmente nel presepe, accanto al Bambino, troviamo Maria e Giuseppe. In effetti, il Figlio di Dio, per venire in mezzo a noi, ha voluto una sua famiglia, è nato in una famiglia. Deve essere dunque importante, anzi fondamentale, la famiglia, se il Dio fatto uomo non ha voluto farne a meno.

Quella famiglia che si è manifestata a Betlemme ed è vissuta Nazareth è stata una famiglia vera, basata essenzialmente sull’amore: l’amore sponsale, fondato sul matrimonio, e genitoriale di Giuseppe e Maria come pure l’amore filiale di Gesù. Una famiglia che ha conosciuto non poche difficoltà, ma che è rimasta profondamente unita nel vincolo dell’amore.

Il Natale mette nel cuore la nostalgia di quel particolare modello di famiglia, il quale è paradigmatico per ogni nucleo familiare che voglia essere pienamente umano e veramente felice.

Sono ben note le difficoltà in cui oggi si dibattano non poche famiglie sia per quanto riguarda i rapporti tra i coniugi che per quanto concerne i rapporti genitori-figli. Esse hanno bisogno di tante cose: lavoro, benessere, sicurezza, salute…; ma soprattutto hanno bisogno di amore. E’ questa la necessità più stringente: lo sanno bene tutti coloro che portano le ferite di esperienze familiari negative. Sappiamo, peraltro, che non c’è vero amore senza sacrificio e che non c’è amore duraturo senza perdono. Il sacrificio e il perdono sono il segno concreto di un amore che vuole veramente il bene dell’altro.

Auguro a tutte le famiglie di accogliere nella loro casa il Bambino nato a Betlemme. Egli è l’Amore. Egli è capace di far rinascere la speranza di una novità di vita. Con Lui è possibile riprendere coraggio, superare le difficoltà, tornare a sognare e a realizzare quel tesoro che Dio vuole donarci: una famiglia unita e felice. In particolare il mio augurio di Vescovo desidero indirizzarlo ai minori in difficoltà, ai coniugi separati, agli anziani soli, a quanti hanno perso di recente una persona cara e sentono con sofferenza la sua mancanza in questa festa, ai malati in casa o in ospedale, a quanti si sentono privi di affetti e amicizie sincere e accoglienti, a quanti sono senza casa, senza lavoro e senza cittadinanza.
A tutti e a ciascuno auguro Buon Natale!





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 23 dicembre 2006 - 2719 letture

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