ERAP: Un pretesto il ricorso dell'impresa sulle palazzine di Via Piave

1' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Udienza al Tribunale di Ancona, sabato mattina, davanti al giudice civile Marco Bonivento chiamato a decidere sulla vicenda delle palazzine di via Piave a Senigallia per una controversia che vede l’Erap, Ente regionale per l’abitazione pubblica di Ancona, chiamato in causa dall’Ecf, l’impresa edile di Napoli che aveva vinto la gara per la costruzione.

dall'E.R.A.P. Ancona
www.erap.an.it


Dopo la richiesta, da parte dell’impresa, di poter rimuovere le proprie attrezzature dal cantiere, il giudice ha deciso di negare la rimozione prima che i consulenti d’ufficio abbiano potuto far prosciugare l’acqua stagnante che ha allagato le palazzine dopo l’abbandono del cantiere da parte dell’impresa.

Entro gennaio – ha spiegato il dirigente dell’ufficio lavori dell’Erap, l’ingegner Maurizio Urbinati dopo l’udienza - dovranno essere presentate le contestazioni e noi saremo in condizione di riprendere i lavori, una volta liberato il cantiere da tutte le attrezzature che, a quel punto, diventeranno solo di intralcio”.

D’ora in poi la tempistica dipenderà dalla scelta che verrà fatta dalla seconda impresa che partecipò alla gara per le palazzine di Senigallia.
Se dovesse accettare di portare a compimento i lavori lasciati dall’Ecf, il cantiere potrà essere riaperto in tempi molto brevi.

Altrimenti – come illustra ancora l’ingegner Urbinati - dovremo riattivare una nuova procedura di gara che indubbiamente allungherà di un bel po’ i tempi. Ormai è chiaro che l’iniziativa giudiziaria dell’impresa edile napoletana è stata semplicemente un pretesto per abbandonare il cantiere senza incorrere nelle penalità del contratto”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 dicembre 2006 - 2353 letture

In questo articolo si parla di e.r.a.p., via piave





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