Martinelli: Polizia Municipale o Sceriffi?

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Quale rapporto il comando della polizia municipale ha deciso di instaurare con i cittadini, tramite i propri agenti e gli ausiliari del traffico?
Ricordo il film visto da giovane dell'Albertone nazionale nei panni di un "pizzardone" romano, che dall'alto, si fa per dire, della sua pedana, cercava di sbrogliare il traffico, già caotico a quei tempi, della capitale e provo un po’ di nostalgia!

da Paola Martinelli
ex Consiglere Comunale di Liberi x Sengallia


Certo, oggi le pedane non ci sono più, come nelle scuole: siamo tutti allo stesso livello, è più democratico e politicamente corretto, ma spesso la forma non è sostanza o quantomeno non basta a fare sostanza!
Per la nostra città vediamo, sempre più spesso, aggirarsi vigili urbani o ausiliari del traffico, spediti dal comando praticamente a fare agguati, sempre in coppia, pronti a controllare al minuto la scadenza del ticket di pagamento, o contestare la minima infrazione per divieto i sosta, magari proprio vicino all'area dell'ospedale, a cui la gente accede non per diletto ma per necessità e dove con la nuova segnaletica nell'area del parcheggio, il posto è già insufficiente alle otto di mattina!

Non parliamo, poi, delle multe per eccesso di velocità, ricordando che per certe nostre strade la velocità consentita è di trenta chilometri l'ora: eccoli i nostri prodi, inviati dal comando, zac, se il rilevatore, non sempre segnalato, ha riscontrato un minimo superamento del limite, giù, multe a non finire, senza mai riflettere che, talora, per non incorrere in sanzioni, occorre stare continuamente in osservazione del tachimetro a detrimento dell'attenzione alla strada e alla guida.

E, che dire di quando si chiedeva un'informazione ad un vigile? Si faceva in quattro per aiutarti e, se capitava uno straniero, magari con la mimica o gesti indicativi, (non abbiamo mai brillato, noi italiani, per le lingue straniere) cercava di aiutare come poteva! Ricordo e ancora ringrazio due vigili, che negli anni settanta mi accompagnarono sul posto di lavoro con l'auto di servizio, perché l'uscita del cancello era occupata da una vettura, lasciata chiusa in sosta proprio lì davanti; era già la seconda volta in pochi giorni e riprendere un taxi cominciava a diventare oneroso per un'insegnante!

Ora, con l'aria che tira a Senigallia, non si sente più il vigile come uno che collabora con i cittadini, previene le situazioni pericolose, informa sulla dislocazione dei servizi presenti nella città , dirige il traffico, spesso caotico in certi e, sempre gli stessi, luoghi, per alleggerire le criticità degne della capitale e, infine, sanziona, quando accerta che determinati comportamenti sono di ostacolo o pericolosi per sé e per gli altri o semplicemente incivili.
Oggi gli si chiede, evidentemente, solo di sanzionare e, quasi esclusivamente per divieto di sosta o eccesso di velocità sulle vie cittadine: non saranno, sennò tutti impazziti o incattiviti!

Quanti sono i vigili in servizio effettivo sul territorio; dove li mandano, quando non sono alla vigilanza agli ingressi ed uscite dalle scuole? Di sicuro a elevare multe a non finire! A proposito, quanto fa cassa per la nostra amministrazione questa alacre attività che impone loro di fare i giustizieri? Poveri i nostri vigili! Quante parolacce e cattivi pensieri vengono mentalmente rivolti loro; ma a chi giova tutto ciò? Chi gli impone di fare così?

Perché il dirigente dei vigili urbani, pagato con i soldi di tutti i cittadini, non ha un giorno e un orario preciso per ricevere chi necessita di una sua diretta risposta e si deve affidare alla buona fortuna di trovarlo e disponibile e alla buona grazia, si fa per dire talora, di chi quel giorno è preposto alla guardiola?





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 24 ottobre 2006 - 2265 letture

In questo articolo si parla di liberi x senigallia, vigili urbani, paola martinelli


Renato_Pizzi

24 ottobre, 09:16
Posso solo immaginare che la signora abbia inviato questo articolo sull'onda emotiva di una contravvenzione, disavventura nella quale prima o poi si incorre tutti.<br />
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Esclusa questa ipotesi, faccio fatica a capire il senso di tale intervento.<br />
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Che dovrebbero fare, secondo lei i vigili urbani, aiutare le vecchiette ad attraversare la strada? E' vero che anche di boy scout, quando servono, nemmeno l'ombra, però, cara signora, visto il comportamento medio dei conducenti mi creda, ce ne fossero di vigili in giro per le strade e agli incroci. Il problema è l'esatto contrario: io li vedo più spesso girare in macchina impegnati in non so quali missioni (e senza allacciare la cintura, alla faccia del codice della strada e del buon esempio). Che stiano sempre andando a piazzare autovelox?

Anonimo

24 ottobre, 13:40
Esprimo, per quello che puo' valere, il mio apprezzamento per l'operato della polizia municipale, rilevando semmai un organico carente se rapportato alla crescente inciviltà degli utenti delle strade della nostra citta.<br />
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--Vincent

Anonimo

24 ottobre, 16:10
Ecco la mia ultima disavventura con i Vigili Urbani. Parcheggio in divieto di sosta in una via del centro in quanto dovevo fermarmi in un ufficio. Vedo arrivare i vigili e chiedo alla vigilessa se per favore avessi potuto lasciare la macchina in fallo per 5 minuti. Lei gentilmente mi da l'assenso ed io mi stupisco di tanta cortesia... E infatti quando esco, dopo veramente 5 minuti di orologio, trovo lo scontrino sul tergicristallo! E il negoziante vicino mi ha assicurato che a multarmi è stata la stessa che mi aveva dato l'ok! Se non è un atteggiamento da sceriffi questo...<br />
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--Febbre90

Renato_Pizzi

24 ottobre, 16:53
mi vengono in mente altre definizioni che iniziano per esse...(solerte, intendo, cos'altro?) ma anche lei, scusi...chiedere al vigile se può lasciare la macchina in divieto è come chiedere all'oste se il vino è buono...

Anonimo

24 ottobre, 17:10
Sembrerà una excusatio non petita, ma solitamente non parcheggio in divieto di sosta perchè lo trovo irrispettoso e rischioso. In quel caso sapevo che la mia fermeta sarebbe stata breve e che facevo il biglietto per 5 min? Così, ingenuamente, visto che c'erano i vigili, ho chiesto loro il permesso....E' per questo che appoggio le ragioni dell'autrice dell'articolo: un cittadino che in buona fede chiede il permesso alle forze dell'ordine per una breve sosta in divieto, viene ripagato con una multa che sa di presa per i fondelli. <br />
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--Febbre90

Anonimo

24 ottobre, 21:44
Le considerazioni della Sig.ra Martinelli lasciano un pochino perplessi. Oggettivamente la Polizia Municipale non è più quella di una volta, ma questo accade perchè la societa cambia, e con lei mutano le condizioni generali, ciò che era in un modo ora è diverso. Il ruolo della Polizia Municipale, parlo a livello nazionale, non è più quello rappresentato in tanti film degli anni '50 da attori formidabili, ma che dipingevano una figura che ovviamente con il tempo ha cambiato pelle.Lamentarsi del fatto che gli operatori sanzionano veicoli in difetto è di per se ammettere che vi sono delle infrazioni commesse da persone le quali se ne infischiano degli altri. Vorrei segnalare, tra i tanti, il viale Leopardi, spesso pieno di veicoli in doppia fila,che impediscono lo scorrimento del traffico, anche solo per cinque minuti, però se quel breve lasso di tempo lo moltiplichiamo per tutte le auto che si fermano, risulta facile capire che la scorrevolezza va a farsi benedire, e le spese le fanno gli altri utenti che magari hanno anche loro degli orari da rispettare.Dire che gli operatori provvedono solo ai divieti di sosta o all'autovelox è un pochino riduttivo, pensi signora che Senigallia è stato uno dei primi comuni ad applicare i controlli nei cantieri edili, non solo per il rispetto della normativa edilizia, ma anche per la lotta al lavoro nero e contro la mancata applicazione delle norme sulla prevenzione infortuni, ottenendo peraltro riconoscimenti anche a livello regionale. ALtro personale dello stesso ufficio da anni rileva incidenti stradali, anche complessi, con risultati che definirei molto buoni. Chiaramente, come in tante altre organizzazioni complesse, si potranno avere soggetti con carenze sotto taluni aspetti della personalità, ma non è generalizzando che si possano colmare le lacune.<br />
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--Marco Marconi




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