Marco Mazzufferi a casa: ''Lascio per sempre la Tanzania''

3' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
“Porto l'Africa nel cuore ma non tonerò più in Tanzania”. E' il bilancio finale della brutta disavventura in cui è incappato Marco Mazzufferi, il 29enne senigalliese, pilota di aerei e figlio dell'ex assessore regionale dei Verdi, vittima di una estorsioni perpetrata da un alto funzionario dell'aviazione civile locale.



Per oltre un mese infatti Marco, che dal 2003 lavorava per la Zanair, è stato bloccato in Africa a causa del ritiro dei documenti di volo e del libretto personale. Tornato in possesso di tutta la documentazione di volo (ad eccezione della licenza che gli consente di pilotare aerei in Tanzania), il pilota è rientrato nei giorni scorsi insieme alla moglie Sylvia a Senigallia ed è pronto a ricominciare una nuova avventura lavorativa, ma non più in Africa.

“Ho riavuto i documenti di volo che mi erano stati illegittimamente sottratti e posso tornare a lavorare ma non certo in Tanzania -racconta Marco Mazzufferi- lascio il romanticismo dell'Africa per andare a lavorare in altri paesi. Al momento ho diverse offerte che sto valutando, tra cui la possibilità di lavorare per compagnie aeree in Irlanda o Inghilterra”.

Secondo quella che in Tanzania è una prassi, al momento abituale dei documenti di volo, a Mazzufferi sono stati chiesti mille dollari per il ritiro. “Nella lingua del posto chiamano questa prassi “la mancia” per il funzionario di turno ma si tratta di estorsione -continua Marco- il 20 di giugno sono stato convocato da un alto funzionario dell'aviazione civile della Tanzania che mi mostra la mia licenza da pilota e il libretto di volo, regolarmente rinnovati, ma mi dice che per riaverli dovevo pagare mille dollari. Se avessi ceduto al ricatto, avrei dovuto pagare altre somme ogni volta che avevo bisogno del rinnovo della documentazione, sei mesi più o meno”.

Nel frattempo il padre di Marco, Gianluigi Mazzufferi, in contatto radio giornaliero, ha cercato di contattare la Fernesina ma tra chiamate in attesa e voci di segreterie registrate, i contatti con la Farnesina sono stati poco proficui. A portare alla ribalta delle cronache nazionali è stata la lettera aperta inviata da Gianluigi al ministro D'Alema pubblicata sulla stampa.

“All'inizio il clamore improvviso suscitato dala vicenda ha complicato ulteriormente la questione -spiega Gianluigi Mazzufferi- il nostro ambasciatore ha scritto una lettera al direttore dell'aviazione civile della Tanzania chiedendo spiegazioni e a quel punto sono risaliti al funzionario che cercava di estorcere denaro a mio figlio”.

“Sono stato sulle spine per diversi giorni poi, senza sapere nulla, poi all'improvviso il 25 luglio scorso il protocollo dell'aviazione civile mi chiama per dirmi di andare a ritirare i miei documenti
-aggiunge Marco- ho ripreso tutto ciò che mi apparteneva e che mi era stato indebitamente trattenuto (ad eccezione di un certificato che mi consente di pilotare il Tanzania e che potrebbero comunque in qualunque momento spedirmi) e con mia moglie abbiamo subito lasciato la Tanzania. Nonostante ami molto l'Africa, non mi interessa più tornare in quel paese. Adesso voglio tornare a lavorare e a pilotare aerei. Ho diverse proposte e tra poco ripartiremo verso nuove mete”.



Da sinistra la moglie di Marco Sylvia, Marco e Gianluigi Mazzufferi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 agosto 2006 - 7770 letture

In questo articolo si parla di penelope pitti, marco mazzufferi





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