libri & cultura: I balenieri di Quintay

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
"I balenieri di Quintay" di Francisco Coloane, edizioni Guanda, è un ottimo modo per accostarsi al “Hemingway dei mari del sud”. Francisco Coloane è nato in Cile nel 1910 ed è morto di recente, ultranovantenne. Era un gigante carismatico e tranquillo, con lunghi capelli e barba bianchi.

del Custode del Goolestan


Coloane è stato pastore e caposquadra nelle haciendas della Terra del Fuoco, nell’estremo sud del continente americano. Certamente è in quelle terre, magari mangiando davanti al fuoco con indios e cacciatori di foche che ha ascoltato ed imparato a narrare storie.

In realtà io preferisco Coloane ad Hemingway. Quest’ultimo è certamente un grandissimo scrittore, con grandi capacità narrative. Ogni frase scritta da Hemingway trasuda “epica virilità”. Però dopo un po’ personalmente mi stanco di un tale modo di raccontare. Certo c’è tanta bellezza che rende piacevole ogni libro del grande scrittore. Ci sono i colloqui nei bar all’Avana di “Isole nella corrente” ed i racconti di guerra di “Addio alle armi”. C’è l’epica battaglia con il pesce in “Il vecchio e il mare” e tante altre storie. Ma alla fine Ernest Hemingway è capace di trasformare una gita in barca con i figli in una strabiliante avventura e una sbornia con gli amici in una riflessione esistenziale!

Invece Francisco Coloane racconta con sorprendente semplicità, cosa che lo ha fatto considerare per anni “scrittore minore”, dei fatti veramente sorprendenti!
Secondo me non c’è paragone fra il livello di avventura che si trova nei racconti, spesso autobiografici, di Coloane, rispetto a quelli di Hemingway. Certo non è una gara, sono due grandi scrittori, ma Coloane mi piace di più.

I balenieri di Quintay è una raccolta di brevi storie avventurose, tutte ambientati nella Terra del Fuoco. I titoli dei racconti già sono evocativi: “Stretto dell’abbisso”, “Le scie del Caleuche”, “Don Oscar e il fantasma”, “Teresa Takenika”, “La tavola inchiodata”, “Galoppo di scheletri”... A prima vista sembra quasi una raccolta di Edgard Allan Poe! Ma qui l’orror non c’entra nulla.
Ad esempio, “Galoppo di scheletri” narra la storia di un gruppo di mandriani, del quale Coloane faceva parte, costretto da un’improvvisa tormenta di neve autunnale a scappare dall’altopiano andino, abbandonando al suo destino una mandria di manzi. In primavera i mandriani tornano sull’altopiano sperando di ritrovare vivi almeno una parte dei capi di bestiame. Invece il gruppo si trovò di fronte ad una scena incredibile, la cui descrizione riporto di seguito, anche per darvi un’idea dello stile di Coloane:

Per primi avvistammo i condor che volteggiavano sull’alto di un crepaccio; poi i caranchos, con quegli occhi rossi e avidi, ci indicarono il punto dove era finita la mandria di manzi che cercavamo. Alcuni rapaci quasi non riuscirono a spiccare il volo quando ci avvicinammo, tanto si erano ingozzati. Il banchetto era incominciato da tempo, a giudicare dagli scheletri ormai spolpati. Più in basso, invece, dentro la boscaglia, ne trovammo qualcuno con la pelle ancora intera, l’unica cosa che potemmo recuperare di un’intera mandria.
Il disastro era avvenuto in seguito al disgelo. Le bestie erano rimaste lì a brucare foglie di rovere che sbucavano dalla neve, scambiandoli per arbusti, ma in realtà si trattava delle alte chiome degli alberi. All’arrivo della primavera il lastrone di neve e ghiaccio, sostenuto dai tronchi che formavano una sorta di cupola, si era sgretolato, cedendo sotto il peso della mandria. Le bestie erano rimaste impigliate fra i rami, alcune con le corna, altre infilzate e sventrate; ma tutte più o meno nella posizione di un galoppo immobile, grottesco e macabro, con i rapaci che ne avevano ripulito gli scheletri. Solo il vento dell’ovest sibilava tra le ossa trasformando il rumore del fogliame in un lamentoso ululato mai sentito altrove.


Oltre a questo piacevolissimo libro, per iniziare a conoscere Coloane, si può anche partire da L’ultimo mozzo della Baquedano, storia autobiografica, che narra di quando appena sedicenne, Francisco si imbarcò clandestino nell’ultimo viaggio della nave scuola cilena. Un libricino delizioso, nella sua avventurosa semplicità.

Buona lettura!

Titolo
Autore
Prezzo
Pagine
Anno
Editore
Collana
I balenieri di Quintay
Coloane Francisco
EURO 6,50
174 p.
2000
Guanda
Le Fenici tascabili
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 dicembre 2005 - 10400 letture

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