Questa volta parliamo di donne…

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Tra i quarantanove comuni della provincia di Ancona, solo altre otto località hanno un tasso di attività femminile inferiore a quello di Senigallia, che è molto basso pure se migliore di quello medio italiano.

da Smile
smile@vsmail.it


Il tasso di attività è dato dal rapporto tra popolazione di 15 anni e più appartenente alle cosiddette “forze di lavoro” e il totale della popolazione della stessa classe di età. Le forze di lavoro sono gli occupati più le persone in cerca di occupazione. Il tasso di attività aumenta, dunque, se più persone si presentano sul mercato del lavoro. Diminuisce in caso contrario.

Il “caso contrario” è interessante: le persone, infatti, possono non presentarsi, o ritirarsi dal mercato del lavoro, per motivi diversi. Perché studiano, perché (godendo o meno di pensione) si sono ritirate dal lavoro per raggiunti limiti di età, perché - nel caso delle donne - scelgono (e ho sottolineato “scelgono”) di fare le casalinghe e di dedicarsi alla famiglia, perché - uomini e donne - vivono di rendita oppure (ed è questo il caso che andrebbe individuato e rimosso) perché hanno rinunciato a cercare un lavoro per obiettive difficoltà (non dipendenti dalla loro volontà) di trovarne uno soddisfacente (i famosi ‹‹scoraggiati››).

Una questione interessante (su cui a volte i politici speculano…) è che, poiché il tasso di disoccupazione si calcola come rapporto tra le persone di 15 anni e più in cerca di occupazione (i disoccupati) e il totale della popolazione attiva (forze di lavoro: occupati più disoccupati), se molte persone si ritirano dal mercato del lavoro o non ci si presentano affatto in quanto ‹‹scoraggiate› (cioè se meno persone si dichiarano disoccupate), il tasso di disoccupazione può diminuire, cioè…migliorare!
Attenzione, dunque. Quando si sente dire: ‹‹evviva, il tasso di disoccupazione è diminuito!!!››, sarebbe sempre necessario chiedere: ‹‹per quale motivo? Sono aumentati gli occupati, o è diminuito il numero di persone che si dichiarano disoccupate?››.

Senigallia registrava nel 2001 (Censimento) un tasso di attività maschile del 58,1% (Italia, 60,5%; provincia di Ancona, 59,4) e un tasso di attività femminile del 39,3% (Italia, 37,6%, ma in circa 200 comuni italiani raggiunge e supera il 50%; provincia di Ancona, 41,8%).
Viene dunque da chiedersi: come mai così poche donne senigalliesi dichiarano di voler lavorare? Come mai, in provincia di Ancona, dopo Senigallia ci sono solo Arcevia, Genga, Belvedere Ostrense, Mergo, Cupramontana, Morro d’Alba, Sassoferrato e Staffolo?

Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel 1998, sostiene che lo sviluppo è libertà e - riferendosi ai paesi sottosviluppati e al modo per farli crescere - che l’attività femminile porta con sé non solo maggiore benessere, ma anche rilevanti miglioramenti sociali per tutti - fasce deboli per prime - e quindi maggiore sviluppo. Infatti, le donne che hanno maggiore disponibilità finanziarie personali, prima di tutto pensano al benessere dei figli e alla loro istruzione. E, dunque, il livello di vita collettivo s’innalza.

Per fortuna, siamo un paese sviluppato e a benessere diffuso. E la città di Senigallia lo è fra tutte. Cosa determina, allora, un tasso di attività femminile così basso?

A meno di pensare che le donne di Senigallia siano un branco di sfaticate che preferiscono farsi mantenere (donne, non mi insultate: chissà, potrei essere una donna anch’io…!), in mancanza di altri dati non ho la risposta. Avanzo però sette ipotesi.

Le residenti a Senigallia, in proporzione più alta della media:
1)scelgono di fare le casalinghe;
2)non trovano un lavoro coerente coi loro studi o possibilità, e rinunciano a cercare lavoro;
3)sono soggette a discriminazione quando cercano lavoro (‹‹prima gli uomini che non partoriscono, poi le donne››…) e dunque, rinunciano;
4)risentono della carenza di servizi o della loro organizzazione che tenga conto delle esigenze delle donne lavoratrici (asili nido e loro orari, trasporti, ecc.);
5)si trovano di fronte a orari di lavoro incompatibili con il loro “lavoro di cura” familiare (part time “verticale” dalle otto di mattina alle otto di sera, ecc.), e per questo lasciano perdere;
6)sono soggette a discriminazione sulla retribuzione (a parità di tipo di lavoro, meno salario o stipendio dei maschi), e diventa non conveniente lavorare perché il reddito guadagnato non copre le maggiori spese della famiglia (baby sitter, badanti, ecc.);
7)i lavori che trovano hanno comunque retribuzioni troppo basse per essere convenienti (vedi sopra).
I casi da due a sette, comprendono le ‹‹scoraggiate››.
Donne, se volete, fateci sapere...





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 agosto 2005 - 2131 letture

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Smile

29 agosto, 11:16
Caro --. ..,<br />
grazie per l'apprezzamento.<br />
Di problemi seri, ma anche di dati comunque interessanti su Senigallia (per esempio, imprese, professioni prevalenti, pendolarismo, numero di anziani, ecc.) ce ne sono molti altri e, magari, prima che il mio lavoro mi prenda troppo, se vi interessano ve li illustro...<br />
Circa l'anonimato vorrei precisare che è solo un modo per intervenire come privato cittadino e non come "professionista" dei numeri con cui lavoro normalmente (in altre parole, se qualcuno mi accusa di "dare i numeri" non posso replicare...!).<br />
Inoltre, il mio nome è conosciuto (molto poco a Senigallia) tra gli "addetti ai lavori" e tra gli utenti dell'amministrazione che mi dà uno stipendio... Dunque, quando intervengo a titolo personale sulle questioni di Senigallia (dove abito, ma non dove lavoro) mi pare più corretto non mescolare "capre e cavoli"...<br />
Se mi scrivi sulla mail indicata - e, naturalmente, se la cosa ti interessa - non avrò difficoltà a dirti chi sono.<br />
Ciao, grazie ancora per il commento e buona giornata<br />
<br />

Anonimo

29 agosto, 10:32
Bravo Smile, laurea honoris causa in statistica!!<br />
<br />
Bravo anche perché: <br />
1- Finalmente fornisci almento un indirizzo e-mail (che su internet equivale quasi ad una firma).<br />
2- Hai messo attenzione ad un problema serio, a cui sarebbe il caso di dare risposte serie e motivate<br />
<br />
--. ..

Anonimo

29 agosto, 10:37
Commento sconsigliato, leggilo comunque