Materie ambientali e professionisti

4' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Alcune osservazioni del biologo David Fiacchini al progetto di riqualificazione della passeggiata di via Marconi ad Ostra Vetere.

da David Fiacchini


Qualche settimana fa è stato dato ampio risalto dagli organi di informazione locale al progetto di “Riqualificazione della passeggiata di via Marconi” del Comune di Ostra Vetere.
Una spesa di circa 70.000,00 € per un tratto “strategico” dell’area urbana, dove in poche centinaia di metri si concentrano numerose attività commerciali (bar, pizzeria, negozi, ecc.), studi medici, banca, parcheggi e maestose alberature che fanno da cornice ad uno splendido scorcio panoramico che spazia dai colli limitrofi fino ai Monti Sibillini.
Dopo aver visionato il progetto, anche grazie alla piena disponibilità e cortesia del Sindaco e degli Uffici Comunali, ho presentato alcune osservazioni e suggerimenti nella speranza che possano essere prontamente discussi, sia a livello politico che tecnico, per un loro eventuale accoglimento.
Nulla o quasi da eccepire sul progetto, che potrebbe prevedere piccoli accorgimenti migliorativi (come, ad esempio, la piantumazione di una siepe protettiva formata da essenze autoctone, l’inerbimento della superficie permeabile attorno al fusto degli alberi, la realizzazione di un “View-Point” didattico-panoramico, ecc.). Quello che, però, mi ha lasciato letteralmente basito è stato un passo delle relazione tecnica che giustifica l’abbattimento di una vigorosa pianta di tiglio perché, cito testualmente: "…palesemente malato, alla base del fusto…".

Ora, se questa affermazione (corredata da una specifica e necessaria analisi fitopatologica) fosse stata fatta da un agronomo o da un botanico, non avrei avuto nulla da ridire.
Quello che stona –a mio modesto modo di vedere – è che la certificazione dello stato di salute della pianta e la conseguente “sentenza di morte” porta la firma di un Geometra, peraltro persona validissima e molto qualificata.
Anche ammesso che la pianta sia effettivamente malata (cosa assolutamente da dimostrare, perché il tiglio in questione sembra tutto fuorché prossimo alla morte…), per verificare lo stato di salute di una pianta adulta oggi si usa, ad esempio, l’innovativa tecnologia denominata “V.T.A.” (Visual Tree Assessment), poco invasiva per la pianta e di assoluta garanzia ed efficacia nel valutare i parametri vitali e di stabilità della pianta stessa.
A questo punto la “vera” giustificazione per l’abbattimento dell’ingombrante tiglio sembra essere, alla luce di quanto si legge nella relazione, quella legata all’ampliamento della zona di “carico e scarico” posta di fronte al modesto centro commerciale “Le Ginestre”.

Ora, se si vuole comunque abbattere l’albero, ci sono tanti mezzi più o meno leciti per farlo (quante maestose querce, prossime a zone da urbanizzare ed edificare, si ammalano più o meno “misteriosamente” da una settimana all’altra senza aver mostrato segni di sofferenza fino a quel momento?).
Quello che si vuole far comprendere, in questo caso specifico così come per altri casi simili, è il valore della “vita” che è presente in ogni essere vivente e specialmente in un albero adulto, che con il processo di fotosintesi clorofilliana ci regala ossigeno, mentre con la sua chioma favorisce la sosta, il rifugio e l’alimentazione a numerose specie di vertebrati ed invertebrati, anche in ambito urbano.
Prima di abbattere un albero ci sono tante soluzioni da percorrere, se non altro come forma di rispetto per una “semplice” ma pur sempre “utile” pianta, e nell’occasione, almeno in fase progettuale, non sono state assolutamente prese in considerazione in base all’uguaglianza: pianta malata = abbattimento.

Per concludere, a parere dello scrivente questo progetto ed altri che hanno rilevanza ambientale, paesaggistica o naturalistica a livello locale e/o sovra-comunale, nella loro fase “preliminare” (e, quindi, ancora in grado di subire variazioni anche significative) dovrebbero essere valutati – anche per una vera e propria partecipazione attiva e propositiva dei cittadini e delle associazioni interessate – da una specifica “Commissione per la tutela dell’Ambiente” o presentati, in presenza dei progettisti, in una riunione pubblica ampiamente pubblicizzata ed aperta a chi ne abbia interesse.
In questo modo si eviterebbero eventuali “problemi” o polemiche (che qualcuno potrebbe poi definire “strumentali”) nelle fasi pre- e post-esecutive del progetto.
Infine, progettazioni che interessano anche aspetti ambientali (es: verde pubblico, sistemazione strade comunali ed alberature, ecc.) devono essere supportate da relazioni tecniche redatte da professionisti iscritti agli Ordini Professionali e le cui competenze sono indicate dalle vigenti normative.


(Nella foto la pianta di Tiglio "malata")
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 luglio 2005 - 1757 letture

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Anonimo

12 luglio, 10:15
Nulla da eccepire sulle competenze... ogni professionista deve fare ciò per cui ha studiato e non altro. <br />
Nulla da eccepire sulla competenza di Davd.<br />
Bisogna però ammettere che il cambiamento delle attività commerciali e produttive di un paese necessita a volte di modificare leggermente il paesaggio e l'ambiente.<br />
Nel caso specifico credo che il taglio di una singola pianta non metta a repentaglio nessuna vita dei vertebrati che nidificherebbero magari nell'albero a fianco, possa essere invece affiancato da una opportuna piantumazione di specie autoctone in una zona magari più adatta per il verde. <br />
Ho visto scempi maggiori.<br />
Un bravo a David che continua comunque nel suo lavoro e nella sensibilizzazione delle persone versoi problemi dell'ambiente.<br />
<br />
--Uno che non se ne intende.

Anonimo

11 luglio, 18:01
Bravo!!!<br />
Insista e ci faccia sapere...(e non solo per le piante di Ostra Vetere)<br />
<br />
--:-)

Anonimo

13 luglio, 08:30
Ciao,<br />
proviamo per un momento soltanto e con molta fantasia ad invertire la situazione di via Marconi.<br />
Gli alberi diventano palazzi pieni zeppi di appartamenti dove brulica l'attività dell'uomo; la strada e gli edifici, invece, si trasformano in boschi, prati e corsi d'acqua.<br />
Con un progetto di miglioramento e riqualificazione si vuole abbattere un palazzo e si giustifica la cosa dicendo: tanto gli esseri umani possono tranquillamente sfruttare gli altri palazzi attorno!<br />
Noi saremmo contenti di questo abbattimento, dovendo lasciare casa e cose all'improvviso ?<br />
<br />
... è la situazione di via Marconi "vista" dalla parte della natura. Proviamo ad immedesimarci, una volta soltanto nella vita, in quelle "cose" che giornalmente ci danno ossigeno per respirare e cibo per mangiare. <br />
La natura non è e non può essere al servizio dell'uomo! E' questo un principio-base che tutte le popolazioni del mondo conoscevano fino a poco tempo fa ...<br />
<br />
Che poi, in determinate situazioni, si debba comunque intervenire anche abbattendo un "semplice" albero è anche ammissibile e comprensibile. A patto che, riconoscendone il "valore" (anche simbolico), venga attuata una giusta compensazione.<br />
<br />
<br />
<br />
--David F.

Anonimo

20 luglio, 11:35
Ciao David,<br />
quello che vorrei aggiungere è che se dove sorge casa tua però deve passare una strada o un ponte ti fanno un esproprio per pubblica utilità e devi andare ad abitare da un'altra parte! Quindi le leggi regolano la vita di tutti... Uomini, passerotti, insetti ecc.. E le leggi le fa l'uomo.<br />
Poi io sarò il cattivone che crede che la vita dell'uomo (è vero, con un pizzico di presunzione) sia leggermente più importante di quella di un passerotto che supererà il trauma di spostare il nido 5 metri più in la.<br />
Con tutto il rispetto del mondo per la natura e chi lavora per la sua salvaguardia.<br />
<br />
--Un amico antiestremista.

Anonimo

13 luglio, 21:01
Ciao David,<br />
complimenti innanzi tutto per i tuoi articoli, continua cosi!<br />
Nel tuo articolo perli di un'apposita "Commissione per la tutela dell’Ambiente". <br />
Ci sarebbe una strada molto più semplice, il ripristino della commissione urbanistica, al cui interno erano presenti, oltre che rappresentanti politici di maggioranza ed opposizione, anche esperti per ogni materia, dall'ambiente alla cultura, dalla geologia all'architettura ecc..<br />
Una commissione per la tutela dell'ambiente sarebbe limitativa, se poi a rischiare l'abbattimento anziche un tiglio quasi secolare fosse un palazzo di rilevante importanza storico-artistica che ad un profano sfugge?<br />
Ecco perche anziche una semplice Commissione per la tutela dell'ambiente (che sempre meglio della situazione attuela sarebbe!), io proporrei al consiglio comunale di ripristinare quanto prima la commissione edilizia!<br />
Cosi si eviterebbe veramente ogni polemica "strumentale" o presunta tale!<br />
<br />
<br />
<br />
--S.C.




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