60° della liberazione non celebrato ad Ostra Vetere

2' di lettura Senigallia 30/11/-0001 -
Forse i nostri concittadini, informati dalla stampa locale che ha puntualmente riportato le manifestazioni celebrative dell'anniversario della Liberazione, svoltesi in tutti i centri delle valli del Misa e del Nevola, si sarebbero aspettati una qualche eco anche nel nostro Comune.

da Lorella Campolucci
capogruppo di minoranza ad Ostra Vetere


Qualora l'attuale Amministrazione comunale si fosse attivata per ricordare questa giornata, avrebbe sicuramente dimostrato sensibilità verso quegli avvenimenti che sono alla base della tradizione democratica del nostro Paese.
Infatti, celebrare la memoria di quella data serve a non dimenticare il grido di libertà che si è levato in aria in quei giorni e che vive ancora oggi nell’intitolazione della nostra piazza principale, Piazza della Libertà, appunto.
Per questo motivo il gruppo consigliare di minoranza ha inviato al Sindaco un’interrogazione, per conoscere le “ragioni che hanno determinato la scelta di non promuovere alcuna iniziativa per la celebrazione del 60' anniversario della Liberazione, ignorando in tal modo questa importante ricorrenza”.
Considerati il tono e il contenuto della risposta, sembra siano state toccate le fibre sensibili della coscienza storica del Sindaco. Infatti egli risponde che non accetta l'accusa di ignoranza e che l'Amministrazione ha preferito lavorare in favore della cittadinanza, “senza enfatici proclami su avvenimenti del passato, ormai affidati alla Storia”.
Innanzitutto invitiamo il Sindaco a non essere così permaloso, perché quando si dice “ignorando”, è evidente che per “ignorare” si intende “trascurare”, che nella realtà si traduce poi in un “oscurare” i fatti.
Inoltre viene risposto che “non si accettano lezioni da chicchessia, tanto meno da parte” nostra. Ebbene tranquillizziamo il sig. Sindaco anche in questo, dicendo con chiarezza che non ci sentiamo affatto maestri, ma che ci sentiamo semplicemente autorizzati a svolgere il nostro ruolo di controllo, con serietà e rigore.
Crediamo, piuttosto, che la Storia debba ancora insegnarci molto e che abbiamo ancora bisogno di testimonianze forti, come quella lasciata da uomini che hanno lottato per la libertà dall’oppressore. La Storia, dunque, “magistra vitae” anche quando la verità ci è scomoda, ma resta tale aldilà di ogni credo politico.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 settembre 2004 - 3553 letture

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