sondaggio: La Fiera non si tocca!

Senigallia 30/11/-0001 -
Abbiamo chiesto all'assessore Rebechini di commentare i risultati del sondaggio della scorsa settimana sulla Fiera di Sant'Agostino.

di Luigi Rebechini
Assessore alle attività economiche


I risultati
La Fiera di Sant'Agostino: 34.12% Dopo 540 anni è un'istituzione: va bene così.
21.18% Deve essere arricchita ed ingrandita.
20.00% Deve tornare ad essere una fiera franca.
7.06% Ormai è passata, potremmo non farla più.
14.12% Va spostata sul mare per liberare il centro.
3.53% Va anticipata: quei giorni piove sempre.

Il commento
In primo luogo vorrei esprimere grande soddisfazione per l’esito dell’ultima edizione della Fiera, che ha richiamato tantissima gente e dimostrato una straordinaria vitalità.
Credo che anche sulla scorta di questo crescente successo sia facile capire perché l'opzione più votata nel sondaggio di “Vivere Senigallia” sia appunto quella secondo cui dopo 540 anni tutto “va bene così”.
Solitamente nella società odierna si interviene per protestare ed è veramente difficile trovare situazioni in cui non vi siano concrete obiezioni da esprimere: per questo l’esito finale della votazione deve essere considerato persino sorprendente per l'apprezzamento e la fiducia dimostrati verso questa vera e propria istituzione.
Molti sostengono che la Fiera debba essere arricchita e ingrandita, ma io ritengo che la sua espansione sia già stata abbastanza rilevante, tanto che in molti lamentano al contrario qualche difficoltà o privazione proprio per l'invasione delle bancarelle nelle aree del centro. Quella raggiunta mi sembra dunque, tutto sommato, una situazione equilibrata.
Riguardo alla proposta che l'iniziativa torni ad essere una Fiera franca, oggi questo non è praticamente possibile a causa delle tante leggi che regolano a livello nazionale il settore del commercio. In ogni caso una svolta in tal senso non potrebbe derivare da una decisione del Comune di Senigallia, pur riconoscendo che questo porterebbe effettivamente un valore storico e culturale aggiunto alla nostra Fiera.
Una percentuale di persone ha proposto lo spostamento al mare per liberare il centro. Su questo devo dire che si è riflettuto molto in passato, ma l’idea è stata ritenuta difficilmente realizzabile soprattutto per questioni logistiche. Ad esempio, i collegamenti elettrici sarebbero estremamente costosi per l’Amministrazione e inoltre sorgerebbero pressanti questioni di sicurezza in casi di emergenze, dal momento che la presenza della ferrovia impedisce alla nostra città agevoli comunicazioni tra il centro e la zona balneare.
Minori commenti merita quel 7,32% che ritiene opportuno interrompere questa secolare tradizione. Pur rispettando ogni opinione, mi limito a dire che sembra chiara una volontà esattamente contraria della maggioranza dei senigalliesi.
Accolgo invece come una simpatica provocazione quella di anticipare la Fiera perché negli ultimi giorni di agosto pioverebbe sempre. A parte il fatto che anche questo può, a suo modo, essere considerato parte della tradizione, devo sottolineare con piacere che quest'anno il tempo ci ha sorriso per tutte le giornate di Fiera.
Avanti così, dunque, anche se stiamo già pensando per il futuro di introdurre altre tipicità, magari a livello enogastronomico, come già in parte avviene all’interno del settore biologico della Fiera. Ma in definitiva l’affluenza record registrata in questa edizione e la soddisfazione generale di operatori e visitatori sono elementi che ci spronano a proseguire sulla strada intrapresa.

La folla alla fiera di Sant'Agostino La folla alla fiera di Sant'Agostino
Due momenti della Fiera





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 settembre 2004 - 4586 letture

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Anonimo

01 settembre, 09:34
Caro Assesore.....<br />
Ma non diciamo coglionerie!!!!<br />
Come si fa a difendere così a spada tratta una manifestazione che si è ancora tastimone di un passato storico e glorioso, ma che ormai da alcuni anni altro non è diventata che l'ingigantimento del solito mercato settimanale del giovedì....con la moltiplicazione a dismisura delle solite bancarelle con le solite cose: vestiario, scarpe, piadine e cibaria a prezzi da ladri!!! Non si trovano ormai quasi più le "novità" ,che almeno quando ero bambino e non parlo di secoli fa si trovavano, contraddistinguevano la fiera dal mercato.<br />
La gente che interviene è sempre più scontenta, siano essi commercianti che clienti, i servizi a disposizione del pubblico (toilette ecc.....) lasciamo perdere!!!!<br />
Se vogliamo proprio tornare a parlare positivamente della suddetta fiera, riportiamoli ai "vecchi" fasti, magari inserendoci una bella rievocazione storica in costumi d'epoca......non lasciamo queste esclusive solo ai paesi dell'interland...che poi ci deridono!!!! Cerchiamo di essere più selettivi sulla varietà e qualità dei bancarellari e magari abbassiamo un pò il "dazio" che devono pagare per venire nella nostra splendida ma agonizzante città.<br />
Non nascondiamoci dietro la classica pigrizia del senigalliese medio a cui tutto va bene basta che non lo si faccia "fatigare troppo e non costi niente", rimbocchiamoci insieme le maniche e cerchiamo una volta per tutte di risollevare la nostra città al rango che si merita, e che decenni fa la faceva conoscere in tutta italia ed europa.........ok?<br />
Cordiali saluti.<br />
Massimo Montesi<br />
vice presidente del circolo di Alleanza Nazionale "Nuova destra" di Senigallia.

COMPUTERESSE

01 settembre, 09:50
una delle opzioni disponibili del sondaggio diceva "arricchita ed ingrandita" e l'ho votata non perché vorrei una fiera più grande di così, ha ragione l'ass. Rebecchini quando dice che è già troppo grande così, ma va arricchita modificando sensibilmente le categorie merceologiche. Basta con le mutande e le magliette, quelle le compriamo tutti i giovedì al mercato... dove sono finiti gli artigiani del vimini e del ferro battuto, del vetro soffiato o del ricamo, del decoupage o del vintage? L'introvabile, la curiosità mancano ogni anno di più e l'unico legame con la fiera della mia infanzia è olfattivo: per fortuna le bancarelle dello zucchero filato e del croccante ancora resistono e i prezzi salgono vertiginosamente ogni anno (uno zucchero filato a due figli costa come una bistecca...).